Star Trek: Discovery 3x05, recensione: questioni di Federazione

La recensione del quinto episodio della terza stagione di Star Trek: Discovery, dove si chiariscono alcuni aspetti sul nuovo presente dei protagonisti.

Star Trek Discovery S3 4
Star Trek: Discovery - una suggestiva immagine del primo episodio

Con la recensione del quinto episodio di Star Trek: Discovery 3 (3x05) affrontiamo una puntata che cerca di rispondere alla domanda che tutti ci poniamo da quando è iniziata la terza stagione: che fine ha fatto la Federazione? Per semplicità, anche noi nelle scorse settimane abbiamo parlato di un futuro/presente dove la Federazione e la Flotta Stellare non esistono; in realtà l'organizzazione che riunisce gran parte dei pianeti è ancora tra noi, ma in misura talmente ridotta (causa difficoltà dei viaggi interstellari) che è come se non ci fosse. Un problema che questo quinto capitolo analizza facendo incontrare/scontrare la Discovery e un altro equipaggio, giustamente scettico nei confronti di un'astronave che stando ai dati riservati della Flotta Stellare fu distrutta secoli addietro e ufficialmente non è mai esistita. Un elemento interessante e al contempo problematico, almeno alla luce di un determinato sviluppo che potrebbe contraddire la dichiarazione d'intenti apparente di questo ciclo di episodi.

Agli ordini, capitano!

Star Trek Discovery Stagione 2 Brother 1
Star Trek Discovery: il ponte di comando della Discovery

Avevamo lasciato i protagonisti di Star Trek: Discovery con la questione dei simbionti Trill, e ora tocca a un nuovo problema: ciò che rimane della Federazione. I nostri entrano infatti in contatto con un altro equipaggio, il cui comandante, tale Vance, è subito diffidente nei confronti di Burnham e Saru (quest'ultimo invece è felice di apprendere che durante il salto temporale il suo pianeta d'origine è entrato a far parte della Federazione). I rapporti iniziali non sono buoni, soprattutto quando emerge che un eventuale uso ufficiale dell'equipaggio della Discovery comporterebbe la separazione di alcuni membri, in base alle esigenze della Flotta Stellare. Come se non bastasse, a bordo si verifica anche una crisi sanitaria, e bisogna individuare la cura con tempi abbastanza rapidi. E poi c'è Philippa Georgiou, sottoposta a un interrogatorio in quanto originaria del Mirror Universe, che viene a sapere cose inattese e scioccanti sul proprio mondo da parte dell'équipe scientifica.

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Ospitata d'autore

Cosmopolis: il regista David Cronenberg sul set del film
Cosmopolis: il regista David Cronenberg sul set del film

Proprio quest'ultima parte è la più interessante dell'episodio, in parte perché Philippa Georgiou è sempre stata fra i motivi migliori per vedere la serie, soprattutto quando la versione malvagia è rimasta nel nostro universo, e in parte perché Michelle Yeoh ha occasione di duettare, sul piano recitativo, con nientemeno che David Cronenberg, il grande regista canadese che spesso e volentieri si presta a situazioni del genere, agevolato in questo caso perché le riprese della serie si svolgono a Toronto, non lontano dalla sua residenza (come lui stesso ci aveva svelato in esclusiva un anno fa, quando i grandi nomi americani potevano ancora viaggiare in Europa senza problemi). La sua è una performance precisa, con qualche punta di autoironia (il personaggio dice di indossare gli occhiali perché gli danno un'aria intelligente), incluso il fatto che Cronenberg interpreti uno scienziato, percorso professionale a cui aveva rivolto più di un pensiero prima di darsi al cinema. Una presenza minore ma preziosa, le cui ripercussioni per l'evoluzione di Georgiou (quasi catatonica a fine episodio) si preannunciano molto interessanti.

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Discorsi rinascimentali

Stark Trek Discovery The Sounds Of Thunder 1
Stark Trek Discovery: Doug Jones durante una scena nell'episodio The Sounds of Thunder

Quanto alla storyline principale, al netto di qualche incongruenza (Vance accetta la spiegazione di Burnham e Saru senza la minima prova a sostegno), essa è interessante per il modo in cui ridefinisce il ruolo delle alte sfere cosmiche, dopo che queste sono già state oggetto di critica al cinema e in televisione (in particolare in Star Trek: Picard, con un rapporto decisamente gelido tra Jean-Luc e i suoi vecchi superiori). Con la situazione attuale, sono tutti - Discovery inclusa - una piccola parte di qualcosa di più vasto, anziché l'organo che controlla tutto (o, nel caso dell'astronave titolare, salva l'universo nel finale della seconda stagione). O almeno questa sarebbe l'idea, se non fosse che Saru alla fine tira fuori una menzione di Giotto e un paragone con il Rinascimento, proponendo che un evento simile, con conseguente uscita dall'Età Oscura, sia plausibile anche per la Federazione. Al momento forse è solo una ventata di ottimismo da parte del capitano della Discovery, suscettibile a influenze positive da parte della cultura terrestre (vedi Buster Keaton nell'episodio precedente). Qualora invece fosse un presagio di ciò che verrà, c'è il rischio che si torni alle vecchie abitudini, sacrificando la voglia di novità che contraddistingueva la decisione di scaraventare i personaggi in un futuro ignoto. Maggiori dettagli negli otto episodi a venire.

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Conclusioni

Chiudiamo con qualche perplessità la nostra recensione di Star Trek: Discovery 3x05, un episodio che propone qualche passo in avanti ma sembra anche volerne fare un paio indietro. Magistrale la presenza di David Cronenberg.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
4.5/5

Perché ci piace

  • L'incontro fra Michelle Yeoh e David Cronenberg è strepitoso.
  • La storyline della Federazione offre nuovi spunti interessanti...

Cosa non va

  • ... Ma il finale sembra in parte voler contraddire lo spirito della stagione.
  • La scrittura ogni tanto vacilla.