L'immagine che tutti abbiamo di Spider-Man è quella dell'eroe che oscilla tra i grattacieli di New York, appeso alla sua solida ragnatela. Non è un volo, non in senso stretto, ma lo sembra. Ancora di più se guardiamo gli incassi dell'ultimo film che ne racconta le gesta, Brand New Day, che in 5 giorni al cinema è già arrivato a sfiorare i 16 milioni di incasso, specchio fedele e ridotto di quanto ha totalizzato in tutto il mondo, dove è arrivato a $927 milioni.
Numeri da capogiro, soprattutto se abbinati a quelli di Odissea, l'adattamento omerico firmato da Christopher Nolan, che di milioni ne ha già totalizzati 37 soltanto da noi, per arrivare a livello internazionale a 911 milioni di dollari. Ma che ci dicono questi dati? È tutto bello, positivo e carico di speranza? Quasi, ma lo vediamo a seguire.
Il miglior luglio di sempre
Partiamo dal dato italiano, soffermiamoci un attimo sul nostro mercato, non perché vogliamo essere provinciali ma perché di fatto il risultato è importante: il miglior luglio di sempre. O almeno da quando esiste Cinetel che monitora gli incassi dei film nel nostro paese. Il totale per il mese di luglio è di €61.241.017. Un numero enorme, se consideriamo che al secondo posto c'è luglio del 2011 con €42.042.821, quasi 20 milioni in meno. Quell'anno il totale era stato trainato da un film atteso come l'ultimo Harry Potter, l'ottavo, arrivato in sala il 6 luglio, che confermava che quando c'è il prodotto, il pubblico al cinema corre. Anche d'estate.
E l'aveva confermato anche luglio 2023, che quel risultato l'aveva sfiorato con €40.039.622 grazie soprattutto a Barbie, ma per trovare altri mesi di luglio degni di nota dobbiamo arrivare al 2007 e 2010. Il motivo è semplice: fin troppo spesso, abbiamo evitato di sfruttare l'estate, tradizionalmente poco proficua nel nostro paese. Il dato di quest'anno ci dice che non è più così, che i tempi sono cambiati. O che forse sarebbe servito un pizzico di coraggio in più anche in passato.
Il grande ritorno del cinema americano
Lo avevamo discusso negli ultimi anni alle Giornate professionali di Sorrento e a Ciné di Riccione con gli addetti ai lavori, con Alessandro Usai un mese fa: stavamo soffrendo, negli ultimi tempi, di una carenza di cinema americano, che da una parte aveva rafforzato alcuni nostri titoli, ma dall'altra aveva tolto al settore un segmento importante, capace di portare in sala il grande pubblico che dal cinema si aspetta la grande produzione e lo spettacolo.
Questo sono, in fin dei conti, sia Odissea che Spider-Man: Brand New Day: due film capaci di valorizzare l'esperienza cinema in tutto e per tutto, che sia in IMAX, in 70mm o "come Nolan vorrebbe" o in una qualunque sala di quartiere. Questi numeri ci confermano quello che pensiamo da sempre: servono i titoli che facciano percepire al pubblico di dover far parte di un evento, di qualcosa di fuori dal comune. Di qualcosa che, a casa, non possono riprodurre, o per la quale non si può aspettare.
L'animazione tiene botta o è in sofferenza?
Alle spalle di questi due colossi, però, troviamo anche un paio di titoli animati che si sono fatti rispettare: Toy Story 5, uscito a fine giugno, e Minions & Monsters, che sono arrivati fin qui rispettivamente a 9 milioni e 7.3. Poco? Non in termini assoluti, perché sono in ogni caso tra i migliori incassi della stagione appena conclusa, ma sotto le aspettative rispetto a quanto altri film d'animazione sono riusciti a fare in precedenza. Basti pensare a Inside Out 2 che soltanto due anni fa era riuscito ad arrivare oltre i 46 milioni. Colpa dei due film nello specifico, che come ennesimi capitoli di saghe possono non aver intercettato la massa o indicazione che il film family è meno appetibile in piena estate? O, ancora, che la prospettiva di averli presto a casa impatti più che per i due grandi titoli citati prima?
Solo buone notizie?
In ogni caso non sono risultati da buttare e li possiamo annoverare tra le buone notizie di questo caldo luglio estivo. Quindi non ci sono aspetti negativi? Va tutto bene? A dirla tutta, no. Qualcosa su cui lavorare lo vediamo ancora. E non per fare i disfattisti, ma perché ci sembra doveroso sollevare un paio di punti su cui lavorare nel prossimo futuro. Il primo punto riguarda il cinema italiano, che sta attraversando un buon momento e forse avrebbe dovuto presidiare in misura maggiore l'estate, scegliendo un paio di titoli che potessero andare a completare un'offerta che su quel fronte rimane scarna.
Capiamo il timore, perché l'altra nota dolente riguarda le posizioni di classifica da metà in giù di ogni giorno: in alcune giornate, soprattutto quelle feriali, si entra in classifica con cifre irrisorie, anche sotto i 3000 euro, per un numero di spettatori che, immaginiamo, siano raccolti nelle riproposizione di film nelle arene estive. E quindi tornano in Top10 titoli come Primavera, Le città di pianura (ma ne è mai uscite realmente?), La vita va così. Accogliamo con gioia la vita lunga di molti film, il fatto che continuino a essere visti a mesi dall'uscita, ma che questo basti per entrare tra le prime 10 posizioni è indice di una mancanza. Su cui sarebbe bene riflettere.