Torna il nostro amichevole Spider-Man di quartiere con un nuovo lungometraggio che va a chiudere un ciclo importante per il supereroe interpretato da Tom Holland. Spider-Man: Brand New Day, diretto da Destin Daniel Cretton, sembra infatti voler suggellare non tanto la fine del ruolo dell'eroe nell'MCU (che continuerà ad apparire nel mondo costruito da Kevin Feige), quanto piuttosto la sua piena maturazione come paladino e, soprattutto, come individuo.
Il caro Spidey si trova infatti a fare i conti con la solitudine, la perdita e le terribili conseguenze lasciate dall'epilogo della precedente pellicola, affidando a questo quarto capitolo il compito di mettere il personaggio di fronte a interrogativi e riflessioni che ne determineranno, inevitabilmente, un profondo cambiamento.
Un eroe solo contro una minaccia nell'ombra
Peter Parker è solo. Dopo la perdita di zia May e dopo che tutte le persone che ama hanno dimenticato la sua vera identità, ha fatto del suo lavoro da vigilante l'unica ragione di vita: seda scontri, ferma supercattivi e sventa rapine finché, un giorno, un carro armato non si dirige verso la sede del Damage Control, l'organo deputato a trasformare le minacce aliene e sovrumane in risorse.
È lì che Peter si accorge di una strana presenza, in grado di impossessarsi della mente di ignari individui e utilizzarne i corpi per compiere azioni criminali. Nel tentativo di scoprire l'identità del temibile avversario, Spider-Man vedrà la segretezza della propria identità essere messa di nuovo in pericolo, insieme all'incolumità delle persone che più ama, prima tra tutte quella di un'ignara MJ.
Vulnerabilità e traumi: un racconto profondamente umano
Spider-Man: Brand New Day regala due ore e venticinque minuti di storia e intrattenimento gestiti alla perfezione. Il lavoro di scrittura su Peter Parker non solo è pienamente coerente con il suo percorso di crescita, ma dimostra come sia possibile tratteggiare un protagonista mantenendolo costantemente al centro della narrazione e lasciando, al contempo, lo spazio necessario agli altri personaggi per emergere, dalla MJ di Zendaya al personaggio di Sadie Sink su cui non aggiungiamo dettagli.
La solitudine dell'eroe e il suo bisogno inascoltato di connessione umana fanno da cassa di risonanza anche per i sentimenti di un altro personaggio chiave della storia (di cui non vi sveliamo l'identità per evitarvi fastidiosi spoiler), rendendo questi superumani ancora più vicini al sentire comune e tracciando una linea di vulnerabilità che permette allo spettatore di empatizzare profondamente con loro.
Brand New Day è anche un film sulla perdita e sui diversi modi che ciascuno di noi ha per affrontare il dolore: rabbia, rassegnazione, tristezza e senso di abbandono vengono raccontati con leggerezza eppure con grande efficacia, costituendo il nucleo emotivo della pellicola insieme alla figura del "mostro", ovvero quella parte oscura che nasce dai traumi e che si può superare solo dopo averla riconosciuta e compresa.
Perché Spider-Man non è un eroe irraggiungibile, ma una presenza vicina alla gente di New York, intessuta nella quotidianità della città. Ed è proprio la Grande Mela a rivelarsi un elemento fondamentale e funzionale del film: viva e mai così esplorata, diventa un vero e proprio personaggio legato a doppio filo al protagonista.
Regia, vertigini e grande dinamismo
Lo aveva già ampiamente dimostrato in Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli: Destin Daniel Cretton sa come orchestrare scene d'azione estreme e spettacolari. In questo capitolo, il regista intuisce l'opportunità di sfruttare appieno le altezze: Spider-Man vince la gravità arrampicandosi e posizionandosi su qualsiasi superficie, offrendo il fianco a sequenze ad altissimo dinamismo in cui il senso di vertigine è quasi reale. Immagini suggestive, combattimenti ben coreografati, vari e ricchi di virtuosismi riescono ad esprimere tutto il potenziale del personaggio, rappresentando le vere ciliegine su una torta decisamente appetitosa.
Ora non ci resta che attendere per capire come i prossimi film tracceranno il futuro dell'MCU e dell'Uomo Ragno, uscendo dalla sala con un'unica, grande certezza: la coppia Peter Parker / Frank Castle meriterebbe decisamente uno spazio tutto suo.
Conclusioni
Spider-Man: Brand New Day rappresenta l'impeccabile compimento del percorso di maturazione del Peter Parker di Tom Holland. Sotto la regia di Destin Daniel Cretton, la pellicola affronta con toccante empatia temi complessi come la solitudine, la gestione del lutto e l'elaborazione dei traumi interiori, integrandoli con naturalezza in un racconto profondamente umano. Il tutto è impreziosito da sequenze d'azione mozzafiato che sfruttano la verticalità e il senso di vertigine regalandoci un capitolo solido, maturo ed entusiasmante.
Perché ci piace
- La maturazione coerente e profonda di Peter Parker.
- Le tematiche affrontate con efficacia e leggerezza.
- Le scene d'azione che sfruttano la verticalità e il senso di vertigine.
- La coppia Peter Parker / Frank Castle.
Cosa non va
- Necessita della conoscenza dei film precedenti per apprezzare la parte emotiva.