Il futuro del cinema tra sale e streaming: intervista ad Alessandro Usai

Qual è lo stato di salute del cinema? Nella nostra intervista, Alessandro Usai traccia il bilancio tra il ritorno di Hollywood, lo streaming e l'incertezza del Tax Credit.

Meryl Streep ne Il diavolo veste Prada 2

Il mercato cinematografico sta vivendo una fase di profonda transizione, sospeso tra segnali di forte ripresa evidenti negli ultimi mesi e storici nodi strutturali ancora da sciogliere. Dopo una primavera che infatti ha registrato numeri importanti nelle sale italiane, è tempo di bilanci e per capire la reale direzione del settore, abbiamo approfittato di Ciné - Giornate di Cinema per confrontarci con Alessandro Usai, presidente ANICA ma anche produttore e figura chiave dell'industria audiovisiva nazionale.

La Citta Di Pianura Filippo Scotti 2025 Vivo Film Maze Pictures
Le città di Pianura: Filippo Scotti in una scena

In questa chiacchierata, Usai ci ha offerto una panoramica lucida e senza filtri sullo stato di salute del grande schermo: dal ritorno strategico delle produzioni americane, così importanti nel bilancio generale, al superamento della "guerra" frontale con le piattaforme di streaming, fino alla nota più stonata, ovvero l'instabilità normativa legata al Tax Credit che ha avuto un impatto sull'ultimo periodo e rischia di bloccare la crescita del cinema italiano.

Il ritorno del cinema americano e la fine della guerra con lo streaming

Partiamo dalle risposte importanti degli ultimi mesi, chiedendoci se si stia andando nella direzione giusta. "Penso che ci siano dei segnali positivi" ci ha detto Alessandro Usai, "il segnale più incoraggiante è stato il ritorno, con numeri importanti, della produzione americana. Storicamente è la più forte al mondo, ma negli ultimi anni aveva sofferto a causa di un'offerta poco ricca, specialmente per il pubblico adulto. La produzione italiana era già tornata ai livelli pre-pandemici, quindi su quel fronte si spera in una crescita, ma la vera novità positiva è il ritorno del cinema statunitense."

Jaafar Jackson
Michael: Jaafar Jackson nei panni di Michael Jackson

Un ritorno che negli ultimi mesi ci ha regalato gli enormi incassi di Michael e Il Diavolo Veste Prada 2, ma anche le sorprese Obsession e Backrooms, ai quali si aggiunge una ulteriore sensazione positiva: "Inoltre, la sensazione condivisa, ed è una buona notizia per la sala cinematografica, è che quella forte contrapposizione iniziale tra piattaforme di streaming e sale si sia ridotta. Anche le piattaforme si sono accorte che, per il prodotto filmico, il passaggio in sala non depotenzia affatto il successo successivo, anzi. Questa è un'ottima notizia per gli esercenti: significa che alcuni prodotti molto forti torneranno prima in sala con finestre dedicate, anziché approdare direttamente in streaming, come in parte sta già accadendo."

Da Backrooms a Obsession: l'effetto di YouTube sul cinema Da Backrooms a Obsession: l'effetto di YouTube sul cinema

L'effetto ritardato degli scioperi di Hollywood e il caso delle finestre di distribuzione

Se però il ritorno del cinema americano è una buona notizia, è interessante anche capire quale sia stato il freno nel periodo precedente: soltanto una conseguenza degli scioperi? "Qui entriamo nel campo delle opinioni personali, seppur da addetti ai lavori. Sicuramente c'è stato l'impatto degli scioperi. L'America non è un paese storicamente sindacalizzato, ma quando bloccano le produzioni lo fanno sul serio: sono rimasti fermi un anno, rinunciando a lavoro e compensi. Considerando i tempi del ciclo produttivo, l'impatto di quel blocco si è visto chiaramente due anni dopo, e solo ora ne stiamo uscendo."

Ci può però essere stato anche un altro fattore: "Tuttavia, a mio avviso, c'è anche un altro effetto da considerare. C'è stato un momento in cui gli streamers sono entrati sul mercato con l'ansia di accaparrarsi registi e talent tipici del cinema per portarli a produrre contenuti 'Original'. Oggi questa tendenza continua, ma in modo molto più controllato. Si sono resi conto della realtà. Pensiamo a Disney: ha attuato un cambio di strategia importante da questo punto di vista, tornando a far passare tutti i film di rilievo in sala, rispettando le finestre, prima di distribuirli sulla propria piattaforma."

Il problema delle finestre

Obsession Inde Navarrette Foto
Obsession: Inde Navarette in una foto

L'accenno alle finestre ci permette di approfondire anche questo aspetto, nota dolente se pensiamo al già citato Obsession, che arriva in digitale quando ancora la sua vita cinematografica sembra attiva. C'è da lavorare in tal senso? "Quello delle finestre è un dibattito infinito. Sappiamo che in Italia questo meccanismo è lasciato al libero mercato e sono pochi i paesi che lo regolamentano per legge, come la Francia. È innegabile che rimanga un tema aperto, inutile nascondersi dietro un dito. È chiaro che, specialmente per i titoli molto forti, se il pubblico sa che il film sarà disponibile in streaming dopo poco tempo, si rischia di perdere una fetta di spettatori. Parlo di quel pubblico a cui la sala piace, ma che non è strettamente 'cinefilo'."

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La nota stonata: il cinema italiano e l'incertezza sul Tax Credit

Segnali positivi, quindi, ma c'è qualcosa che ancora preoccupa? Una nota stonata nel panorama attuale? "La nota stonata, e lo ripetiamo spesso, riguarda l'incertezza normativa e regolamentare che colpisce la produzione italiana, in particolare la quantità di risorse disponibili. Viviamo in questa situazione di instabilità ormai da più di due anni. Il Ministero della Cultura, specialmente con il nuovo Ministro, ha mostrato un atteggiamento molto più consapevole e collaborativo. Tuttavia, le risorse economiche non vengono decise solo dal Ministero, ma ai livelli superiori, e si inseriscono in un momento economico globale infelice."

La Grazia Photo Credits Andrea Pirello Toni Servillo Scena
La Grazia: Toni Servillo in un'immagine

Questa incertezza ha delle ricadute evidenti: "la conseguenza banale è che chi sta producendo in questo momento, incluso il sottoscritto, dato che sono sul set proprio ora, è partito nell'incertezza totale sul fronte del Tax Credit, una misura che pesa per il 30% del budget. Stiamo lavorando 'sulla fiducia'. Questa è una condizione che non può durare a lungo."

Quale futuro per l'industria cinematografica?

Buen Camino Piscina
Buen Camino: una scena della piscina

La chiacchierata con Alessandro Usai ci lascia con degli spunti di speranza, in modo particolare in quanto a una coesistenza più sana e costruttiva tra cinema e piattaforme: se il cinema torna a essere un solido punto di partenza per molte produzioni, ne può beneficiare tutto il sistema e l'industria, streamers compresi che si vedono arrivare un prodotto più forte e atteso. Una suggestione importante, soprattutto a seguito di mesi in cui i segnali sono stati positivi, macchiata soltanto sull'incertezza produttiva che sta affrontando il nostro cinema. C'è bisogno di regole chiare e risposte rapide, perché si sta operando sull'onda dell'entusiasmo, sia del pubblico che dei produttori, ma questo slancio non può durare sulla media-lunga distanza. E sarebbe un peccato fare passi indietro perdendo quanto di buono si è ottenuto negli ultimi mesi.

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