Sapevamo del seguito che Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo ha raccolto nel corso di questi suoi primi anni di vita, ma ammettiamo di esserci stupiti al panel dedicato alla serie a Lucca Comics and Games nel vedere un tale entusiasmo nell'accogliere i tre protagonisti Walker Scobell, Leah Sava' Jeffries e Aryan Simhadri, che hanno presentato la terza stagione in arrivo il 20 novembre su Disney+ insieme ai produttori Jonathan E. Steinberg e Dan Shotz.
Un teatro Moderno gremito ha accolto con grida di gioia ogni apparizione su schermo dei protagonisti nel corso delle clip presentate in anteprima esclusiva all'evento toscano e, da parte loro, i tre giovani interpreti hanno risposto salutando e facendo il gesto del cuore all'indirizzo di un pubblico così appassionato e partecipe. Una passione che conferma quanto di buono stanno facendo tutti loro nel tradurre su schermo i romanzi di Rick Riordan.
Una guerra su vasta scala: arrivano i Titani nella Stagione 3
Si è ovviamente parlato dei nuovo episodi che vedremo tra qualche settimana, che ci sono stati presentati come monumentali, una vera transizione da avventura per ragazzi a conflitto bellico. "La terza stagione è davvero, davvero enorme" ha infatti dichiarato Jonathan E. Steinberg, "la storia che abbiamo accennato nel corso di due stagioni su una guerra più grande ora sta iniziando a diventare reale. E stiamo per incontrare il nostro primo vero antagonista nel nostro primo Titano. Finché ci interessiamo a questi tre protagonisti, al rapporto tra Percy e Annabeth e a dove si trovano all'interno di questa relazione che si fa sempre più complessa man mano che avanzano, è proprio questo a dare la sensazione che la storia stia diventando più grande ed epica."
Una portata narrativa emotiva che trova riscontro anche sul piano visivo: "La scala visiva è incredibile" ha infatti confermato Dan Shotz, "abbiamo mostri più grandi, abbiamo i Titani, abbiamo gli dei e in questa stagione abbiamo tutti gli dei. Ma tutto inizia da questo cast eccezionale: chiamiamo questa 'la stagione del cast', per l'incredibile talento che abbiamo quest'anno. Questi tre ragazzi stanno offrendo alcune delle migliori interpretazioni della loro carriera."
Annabeth Chase oltre il libro: la sopravvivenza e il Monte Otri
Un focus sul cast che ha richiesto interventi sulla storia rispetto ai romanzi, in particolare riguardo al personaggio di Annabeth interpretato da Leah Sava' Jeffries: "Nelle prime due stagioni sembrava quasi distaccata, ma in realtà si preoccupava per chiunque tranne che per se stessa, sia quando perdeva Grover, Percy o Luke. In questa terza stagione, soprattutto grazie alle nuove scene, dato che il libro è narrato unicamente dal punto di vista di Percy, vedrete cose che non immaginereste mai. Annabeth è molto più indipendente, deve contare solo su se stessa. Non si tratta di salvare qualcun altro: è pura sopravvivenza personale. Usa la sua intelligenza per proteggersi, ricorrendo a una manipolazione brillante per convincere chi si trova sul lato nemico a fare ciò che serve per mettersi in salvo."
Su questo ampliamento del personaggio è intervenuto anche il produttore Dan Shotz: "Poter mostrare il lato della storia vissuto da Annabeth è pazzesco. Nel libro Annabeth ha un ruolo ridotto, ma noi abbiamo Leah Sava' Jeffries! Dovevamo capire come raccontare quella parte: salire sul Monte Otri e vedere cosa le sta accadendo era fondamentale per l'arco emotivo della storia. Mentre Percy, Thalia e Grover fanno l'impossibile per ritrovarla, noi possiamo stare insieme ad Annabeth e vivere il suo percorso interiore."
Grover, le Cacciatrici di Artemide e il richiamo della natura
Anche per il Grover Underwood di Aryan Simhadri si è lavorato molto, dedicandogli un'ottima linea narrativa: "In questa stagione incontriamo le Cacciatrici" ha infatti spiegato il giovane attore che lo interpreta, "per Grover è difficile parlare sempre della sua ricerca personale con Annabeth e Percy: non credo che loro comprendano il valore del mondo naturale o di Pan quanto lo comprende lui. Incontrare le Cacciatrici, conoscere Artemide, Zoe, Dafne... per lui è un cambio di ritmo splendido poter trovare un'anima affine e parlare delle cose a cui tiene con qualcuno che le capisce davvero allo stesso modo."
Percy contro Thalia: due facce della stessa medaglia davanti alla Profezia
Resta importante il conflitto caratteriale tra Percy e Thalia, come ha spiegato Walker Scobell che interpreta il personaggio che dà il titolo alla storia: "Thalia è una sorta di specchio per Percy. Ogni volta che Percy prova un'emozione, rimbalzano l'uno contro l'altra e quella sensazione diventa molto più forte per entrambi. Quando uno dei due è arrabbiato, se la prende con l'altro e nessuno sa come gestirlo. Entrambi lottano per lo stesso posto all'interno del trio: prima che arrivasse Percy, c'era Thalia. C'è un'aspettativa implicita che Percy si faccia da parte per restituirle il suo posto, ma lui non vuole affatto farlo."
Un conflitto che si muove sullo sfondo di una scelta delicata. "Percy è terrorizzato all'idea di assumersi quel potere. Sa bene che se si riducesse tutto a una scelta tra salvare i suoi amici o salvare l'Olimpo, sceglierebbe sempre i suoi amici. E sa che Thalia farebbe lo stesso. Portano lo stesso peso, ma hanno due modi completamente diversi di affrontarlo."
Crescere a Camp Half-Blood: un'eredità alla Harry Potter
Gli attori della serie stanno vivendo dinamiche simili a quelle provate da colleghi di altre saghe che sono andate avanti per anni, come Harry Potter. "Sapevo quanto fosse importante questo ruolo, ma sono cresciuta insieme ad Annabeth in maturità e saggezza" ha raccontato Leah Sava' Jeffries, "è un percorso simile a quello di Harry Potter: siamo di nuovo due ragazzi e una ragazza che crescono insieme. Sul set porto sempre con me la sua fermezza." Ed è inevitabile che realtà e finzione si sovrappongano per questi ragazzi che sono cresciuti insieme ai loro personaggi.
"L'altro giorno ero in classe, non stavo prestando molta attenzione e qualcuno ha nominato il Minotauro" ha detto Walker Scobell, "ho alzato la testa di scatto e sono andato nel panico per un secondo. È stata una sensazione bizzarra, perché mi è sembrato di rivivere esattamente una scena girata in classe per Percy Jackson."
E questa sovrapposizione si concretizza anche in una grande amicizia anche fuori dal set. "Avendo iniziato lo show da così tanto tempo e in anni così formativi, ci siamo influenzati a vicenda" ha spiegato Aryan Simhadri, "oggi siamo quasi versioni diverse della stessa persona."
E ce lo conferma Shotz, sottolineando come "la cosa davvero speciale di questo gruppo è che il legame nato quando avevano 12, 13 e 14 anni è ancora intatto, sia sullo schermo che fuori."
La sfida dell'adattamento
E siamo convinti che una serie sia la forma migliore per adattare una saga come Percky Jackson, dedicando una stagione a ogni romanzo dando lo spazio necessario a ogni storia. Ma quali sono le sfide di questo approccio? "La sfida è mastodontica. Per rendere davvero giustizia a questa storia, non puoi più considerarla una semplice serie televisiva, né puoi comprimerla nei tempi di un film. Il nostro approccio è sempre stato quello di trattarla come un 'animale diverso', replicando l'esperienza di chi ha letto e amato i libri originali ma dipingendola su una tela molto più grande." E a giudicare dall'entusiasmo della sala a Lucca Comics and Games, ci stanno riuscendo alla perfezione.