Off Campus: essere maschi e amare la serie (senza aver letto i libri di Elle Kennedy)

La serie Prime Video ci fa vivere qualcosa che non abbiamo mai vissuto: addominali scolpiti, musica giusta al momento giusto e amori da rom-com. Mettendo d'accordo le due generazioni cardine: Millennials e Gen Z.

I protagonisti di Off Campus

Miracolo. Dopo innumerevoli tentativi, ci volevano i libri di Elle Kennedy per creare una serie che facesse davvero da ponte tra i Millennials e la Gen Z. Quelle generazioni che rivaleggiano e rivendicano il proprio status quo, perfette come target per i pubblicitari, le case discografiche, i brand di moda, gli studi di produzione. Ecco: Off Campus sembra American Pie che incontra One Tree Hill, con una dose di The O.C., Dawson's Creek, Bridgerton e Heated Rivalry. L'immaginario assoluto del teen-drama portato a un altro livello, facendo della caratterizzazione l'ingrediente principale.

Prime Video Off Campus S1
Ella Bright e Belmont Cameli

Di più, la serie in 8 episodi sviluppati da Loiusa Levy e Gina Fattore, allarga lo sguardo oltre l'aggancio stereotipato di un gruppo di personaggi da amare e supportare. Sì, li amerete anche se non avete mai letto i romance della Kennedy, divenuta fenomeno mondiale anche grazie alla spinta della comunity BookTok. E sì, li amerete pure se siete dei maschietti, come colui che sta scrivendo questo articolo, consumando voracemente la serie in modalità binge.

Amare Off Campus anche senza conoscere Elle Kennedy (ed essere un maschio)

Nemmeno a dirlo, Off Campus si è immediatamente imposta su Prime Video, piazzandosi al terzo posto tra i debutti più visti in piattaforma - dietro l'apologia nerd de Gli Anelli del Potere e Fallout. Nemmeno il tempo di essere rilasciata, che la piattaforma l'ha immediatamente rinnovata portando in risalto il dato chiave: la serie è stata vista in maggioranza da donne 18-34 anni. Una fascia enorme. Appunto, Gen Z e Millennials.

Prime Video Off Campus Immagine
In campo con Off Campus

In mezzo, una storia classica capace di farci ancora sognare: Hannah Wells (Ella Bright), studentessa di musica, per far colpo su Justin (Josh Heuston) bonazzo cantante del campus, decide di accettare l'offerta dell'altrettanto belloccio Garrett (Belmont Cameli), capitano della squadra di hockey del college: Hannah, in cambio di ripetizioni di filosofia - tra il nichilismo di Nietzsche e l'illuminismo Kant - finge una relazione con il bel Garrett per far ingelosire il tenebroso Justin. Ovvio: i confini sentimentali ben presto finiranno per alterarsi. E sì, come in ogni rom-com che si rispetti, i cliché sono serviti.

Una serie sexy, sincera e rassicurante

Ma parliamoci chiaro: che male c'è nel farsi confortare da ciò che già conosciamo, magari riscritto e riletto in una chiave narrativa dal grande impatto? Perché ciò che differenzia Off Campus dagli altri romance contemporanei altro non è che la sincerità d'intenti. E poco importa se sono tutti belli da far schifo, tanto che sembra di sfogliare un catalogo di Abercrombie: Hannah, che vuol diventare musicista e non beve durante i party, cerca qualcuno di reale, che abbia un'emotività, un cervello. Cerca qualcuno che abbia in qualche modo fatto pace con gli stilemi maschili per abbracciare gentilezza ed empatia.

Del resto, il lato sexy, pur presente in Off Campus, è al servizio di una poetica dalla forte rassicurazione. E Garrett? Finalmente l'evoluzione maschile senza essere vittima della mascolinità. Anzi, Garrett, che cita Dirty Dancing e si emozione ripensando a sua mamma, combatte a colpi di rabbia l'ombra di un padre tossico, inquieto davanti l'idea di diventare "come lui". In campo e fuori. Garrett e Hannah, due che ci mettono un attimo a far breccia nel nostro cuore, due di cui comprendiamo i dolori, le paure, le fragilità.

La rivincita dell'amore. A tempo di grande musica

Essenzialmente, Off Campus ci fa vivere qualcosa che non abbiamo mai vissuto: addominali scolpiti, sogni che si realizzano, amori e amicizie da telefilm, la canzone giusta al momento giusto. Ed è così: da Elton John con The Bitch is Back a Dancing With Myself di Billy Idol fino ai Poison con Nothin' But a Good Time, Jennifer Lopez con On the Floor (tornata virale) e Mazzy Star con Fade Into You, il colore musicale esalta la tridimensionalità della della storia.

Prime Video Off Campus
Il bacio tra Hannah e Garrett

Secondo la showrunner Louisa Levy, la musica permette ai personaggi di "trovare il ritmo giusto", che si tratti dei "loro gusti reali o della musica che accompagna le loro vite". Ed è così: che sia una vecchia compilation su CD o una playlist su Spotify, quante volte abbiamo colto l'attimo musicando le nostre aspettative, prontamente deluse e tradite. Off Campus, giusto il tempo di un bacio, diventa la nostra rivincita. La rivincita dell'amore in qualunque sua forma. Ci voleva tanto?