Una delle serie romance più chiacchierate della stagione, poiché adatta quello che è divenuto un vero e proprio caso editoriale del BookTok: stiamo parlando di Off Campus, disponibile su Prime Video. Nata dai romanzi di Elle Kennedy, questa produzione punta ad accontentare i tanti fan della saga letteraria mixando commedia, un pizzico di dramma e tanto, tanto spicy, almeno per gli standard di questo tipo di serialità, sempre in bilico tra lo young adult e il teen drama.
E proprio perché il titolo ha un fandom già piuttosto ampio e consolidato, questo adattamento è stato sotto la lente di ingrandimento del suo pubblico fin dagli annunci del cast e dal primo trailer. Ogni dettaglio è stato analizzato per notare cambiamenti e formulare ipotesi, creando quell'hype crescente che ha permesso di tenere alta l'attenzione sulla serie fino ad ora. Ma come sarà veramente Off Campus? Avrà rispettato le promesse?
L'accordo tra Anna e Garrett
HannaH (Ella Bright) è una ragazza del college che studia composizione classica in un indirizzo musicale, ma per poter mantenere il suo posto deve necessariamente vincere una borsa di studio attraverso una competizione pop. Garrett (Belmont Cameli) è invece il capitano della squadra di hockey, una piccola celebrità nel campus, un atleta di successo sempre circondato da uno stuolo di ragazze adoranti. Quando, però, il nostro protagonista prende un brutto voto al corso di filosofia, rischiando di compromettere la sua presenza sul ghiaccio, si ritrova a chiedere aiuto proprio ad Hannah, una dei pochi del corso ad aver ottenuto un ottimo risultato.
Dopo qualche iniziale rifiuto e vari battibecchi, tra i due si instaurerà un rapporto di amicizia e fiducia, suggellato da un accordo: Hannah aiuterà Garrett con gli studi, mentre lui le darà una mano a far ingelosire il ragazzo per cui lei ha una cotta, Justin. Inutile dire, però, che la loro frequentazione prenderà strade impreviste.
Un adattamento tra fan service e semplificazioni
La prima stagione di Off Campus segue principalmente le vicende del primo libro di Elle Kennedy (Il contratto), inserendo nella narrazione alcune storyline parallele che fanno riferimento ai romanzi successivi e che qui servono ad aprire la strada ai protagonisti delle stagioni future. Ma l'aggiunta di maggior consistenza ad alcuni personaggi secondari non è l'unico cambiamento apportato dalla serie. Per snellire la storia e adattarla ai tempi televisivi, molte situazioni hanno subito un riassetto.
Alcuni personaggi vengono ulteriormente ingabbiati in stereotipi di vario genere, e persino alcune tematiche piuttosto forti (come la violenza subita da Hannah in passato) finiscono per essere trattate con rapida superficialità. Ovviamente, da una produzione come Off Campus, pensata per intrattenere senza troppo impegno, non ci si aspettavano tonnellate di introspezione, ma quantomeno un approccio meno frettoloso nel liquidare argomenti così sensibili.
Per mantenere saldo il legame con l'opera cartacea si è scelto piuttosto di puntare tutto sul fan service. Corpi nudi e scultorei, specialmente maschili, abbondano in quella che, in fin dei conti, risulta essere una furba oggettificazione. Il romance nato dalle tante autrici che stanno emergendo ha spesso avuto un vanto importante: in un mondo dominato da una narrazione a prevalenza maschile, ha saputo raccontare la sessualità da un punto di vista finalmente femminile, un traguardo da non dare per scontato. Proprio per questo, è un peccato vedere i corpi messi di nuovo in vetrina senza uno specifico punto di vista - magari quello interno di un personaggio - scadendo in un ingiustificato voyeurismo.
Stile visivo: la rivincita delle rom-com?
Dal punto di vista stilistico, la scelta di dare ai primi episodi un look da rom-com adolescenziale anni Novanta è di sicuro interessante, un omaggio a un cinema e a una serialità ingiustamente snobbati. Dispiace però constatare che anche questo aspetto si perda un po' con l'incedere degli episodi, allineando qualitativamente la serie alla stragrande maggioranza delle produzioni simili per genere e target.
Per rispondere alle domande iniziali, quindi, Off Campus ha mantenuto le promesse solo a metà: ha preso dall'opera originale i tratti più semplici, lasciando da parte quelli più complessi da mettere in scena e da trattare. È andata sul sicuro, perdendo però allo stesso tempo l'occasione di creare qualcosa di più innovativo e interessante.
Conclusioni
L'adattamento di Off Campus si rivela purtroppo un'occasione mancata. Sebbene parta con un'interessante estetica ispirata alle rom-com degli anni Novanta, la serie sceglie presto la strada della semplificazione, appiattendosi sugli standard classici del genere. Le tematiche più delicate vengono trattate con eccessiva superficialità in favore di un fan service insistente e quasi voyeuristico, sacrificando la complessità dell'opera originale per "andare sul sicuro" e intrattenere senza troppe pretese.
Perché ci piace
- Lo stile da rom-com anni novanta dei primi episodi.
- La selezione musicale.
Cosa non va
- Una narrazione troppo superficiale.
- Alcune tematiche delicate trattate in modo frettoloso.
- Le tonnellate di fan service.