Monaco: sull’orlo della guerra, la recensione: Quello che non sapete su Hitler, gli inglesi e la guerra

La recensione di Monaco: sull'orlo della guerra: il film in streaming dal 21 gennaio su Netflix racconta la storia di un personaggio poco noto, Neville Chamberlain, che fu il Primo Ministro inglese fino al 1940 e all'ascesa di Churchill.

RECENSIONE di 21/01/2022
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Monaco: sull'orlo della guerra, Jeremy Irons in una scena corale

Pensi alla Seconda Guerra Mondiale e all'Inghilterra, e pensi subito a Winston Churchill, a Re Giorgio. Il cinema e la serialità ci hanno raccontato spesso la gloriosa resistenza inglese all'avanzata di Hitler, in film come L'ora più buia, Il discorso del Re e Dunkirk, solo per citare i più famosi e recenti. Ma nella recensione di Monaco: sull'orlo della guerra, il nuovo film disponibile in streaming dal 21 gennaio su Netflix, vi racconteremo di un personaggio e di un fatto poco noto. Quel personaggio è Neville Chamberlain, che è stato il Primo Ministro inglese fino al 1940 e all'ascesa di Churchill, la cui fama finì per oscurarlo. La fama di Chamberlain, che qui è interpretato da un carismatico Jeremy Irons, è piuttosto controversa: si pensa che non sia stato abbastanza fermo con Hitler, e che in questo modo abbia favorito l'ascesa dei nazisti. A contribuire a questa fama è stato anche il giudizio di Churchill. In realtà il trattato di Monaco, del 1938, di cui parla il film, permise di evitare, per poco tempo, la guerra, di ritardarla, e di permette all'industria bellica inglese di rafforzarsi. Monaco: sull'orlo della guerra è un film intrigante, perché racconta una pagina di Storia che conosciamo in pochi. È una spy-story senza spari, senza morti e senza azione. È però un film troppo laccato, formale e statico, che non fa trasparire abbastanza il pericolo della guerra incombente che hanno altri film di questo tipo.

Da Oxford a Londra a Monaco

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Monaco: sull'orlo della guerra, una scena del film

Siamo a Oxford, nel 1932. Tre studenti, un ragazzo e una ragazza, festeggiano la loro laurea. Uno di loro, Hugh Legat (George MacKay), entrerà nel servizio diplomatico britannico. L'altro, Paul von Hartmann (Jannis Niewöhner), sta per tornare in Germania, dove lo ritroveremo nello staff del ministero degli esteri tedesco. Con loro c'è anche una ragazza, Lenya (Liv Lisa Fries) che ritroveremo solo alla fine del film. Dopo il prologo, il film salta al 1938. A Londra si cominciano a preparare trincee e ci si dota di maschere antigas in vista di una guerra che sembra imminente. Ma il Primo Ministro inglese Neville Chamberlain (Jeremy Irons), assistito da Legat, prova a fermare Hitler con la diplomazia, organizzando un incontro con lui tramite Mussolini, a cui parteciperà anche il capo di governo francese, a Monaco. Paul però fa parte di un gruppo di cospiratori anti-Hitler che non vogliono la guerra, e hanno un piano per uccidere il Führer.

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Da un libro di Robert Harris

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Monaco: sull'orlo della guerra, Jannis Niewohner in un'immagine

Monaco: sull'orlo della guerra è tratto da Monaco, un libro di Robert Harris, lo scrittore inglese diventato famoso nel 1992 con il romanzo ucronico Fatherland, in cui si immaginava come sarebbe un mondo in cui la Germania avesse vinto la Seconda Guerra Mondiale (e da cui è stato tratto l'omonimo film nel 1994). Ma è anche l'autore del libro da cui è stato tratto Enigma, il film del 2001, de Il ghostwriter (2007), da cui è stato tratto L'uomo nell'ombra di Roman Polanski, e dal libro da cui è nato L'ufficiale e la spia, sempre di Polański. È insomma uno di quegli autori che ormai con il cinema hanno un filo diretto. In questo caso torna alla Seconda Guerra Mondiale e non la tratta in chiave di ucronia, ma raccontando dei fatti veri, per quanto probabilmente romanzati.

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Monaco: sull'orlo della guerra, una sequenza del film

Dalle parti di Operazione Valchiria, ma senza quel senso di pericolo

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Monaco: sull'orlo della guerra, Jeremy Irons in una scena

Quel complotto interno contro Hitler, e molti discorsi che vengono fatti durante il film, rende giustizia a una larga fetta della popolazione tedesca che seguì il Führer perché amava l'idea di una nazione tedesca più forte, orgogliosa, ma che non era affatto d'accordo sulle leggi razziali, la guerra e tutto il resto. Ma, se parliamo di cinema, il complotto contro Hitler ci fa venire in mante Operazione Valchiria, il sottovalutato film di Bryan Singercon Tom Cruise che, svelando un fatto storico poco noto, riusciva a raccontarlo con una suspense quasi hitchcockiana. È quello che manca a questo film: nonostante si parli di Nazismo e di Seconda Guerra Mondiale, non si avverte mai davvero quel senso di pericolo incombente e imminente, quel senso di tragedia e di morte che ha sempre fatto parte dei racconti legati al Nazismo e alla Seconda Guerra Mondiale.

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Un film eccessivamente patinato

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Monaco: sull'orlo della guerra, Jeremy Irons in una scena del film

Monaco: sull'orlo della guerra è un film eccessivamente patinato, laccato. È elegante, certo, realizzato com'è in una confezione che vorrebbe restituire l'atmosfera di un'epoca come gli anni Trenta, ma finisce per dare un'immagine piuttosto fredda, distante, in realtà fuori dal tempo, e in fondo poco funzionale al racconto. Certi volti da rotocalco, o da fiction televisiva di una volta, non aiutano, e tutto questo allontana dal quadro terribile che si andava a comporre in quegli anni. Se gli attori non brillano, l'eccezione è ovviamente Jeremy Irons, attore dalla classe superiore che illumina ogni momento in cui è in scena. Agli appassionati della Seconda Guerra Mondiale è un film che piacerà, proprio perché svela una pagina poco conosciuta degli avvenimenti di quegli anni.

Conclusioni

Nella recensione di Monaco: sull'orlo della guerra vi abbiamo parlato di un film intrigante, perché racconta una pagina di Storia che conosciamo in pochi. È una spy-story senza spari, senza morti e senza azione. È però un film troppo laccato, formale e statico, che non fa trasparire abbastanza il pericolo della guerra incombente che hanno altri film di questo tipo.

Movieplayer.it

2.5/5

Voto medio

2.6/5

Perché ci piace

  • L'idea di raccontare un fatto poco noto della Seconda Guerra Mondiale....
  • ... e un personaggio poco noto come il Primo Ministro inglese Chamberlain, interpretato da un ottimo Jeremy Irons.
  • L'idea di mostrare una Germania che non intendeva più seguire Hitler.

Cosa non va

  • La confezione è troppo laccata ed elegante, e contribuisce a fare un film troppo statico.
  • Non si sente mai quel senso di pericolo e di morte che accompagna i film sul Nazismo e la Seconda Guerra Mondiale.