Belfast, Nel nome del padre e gli altri: la questione irlandese al cinema

L'uscita nelle sale, il 24 febbraio, di Belfast è l'occasione di andarsi a rivedere questa galleria di piccoli gioielli che ci hanno permesso di sapere cosa stava accadendo in Irlanda, in un tempo non troppo lontano.

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Belfast: una foto del film

"The trenches dug within our hearts. And mothers, children, brothers, sisters torn apart". "Le trincee sono scavate nei nostri cuori. E madri e figli, fratelli e sorelle, sono su fronti separati". A volte, durante Belfast, il film di Kenneth Branagh al cinema dal 24 febbraio, sembra davvero di sentire risuonare queste parole. Sono quelle di Sunday Bloody Sunday, la canzone degli U2, band irlandese che racconta i fatti della "domenica di sangue", accaduta a Derry nel 1972. I fatti di Belfast accadono prima. Ma ci sono intere generazioni, cresciute con la musica dei 4 di Dublino, per cui queste storie sono familiari, sono racconti sentiti spesso, scene ricorrenti. Ci sono intere generazioni che si sono così appassionate alla storia di una terra in fondo non troppo lontana né troppo vicina a noi, a livello geografico, vicina spesso come spirito. Così, molti dei film che hanno raccontato, ognuno dalla sua angolatura, la questione irlandese, hanno colto subito la nostra attenzione. L'uscita nelle sale di Belfast è anche l'occasione di andarsi a rivedere questa galleria di piccoli gioielli che ci hanno permesso di sapere cosa stava accadendo, in fondo non molto lontano da noi, mentre eravamo bambini. A un certo punto vediamo davvero creare delle trincee, delle barricate con legno e filo spinato, tra le strade di Belfast. Vediamo davvero famiglie che rischiano di essere divise. E quelle parole ci tornano in mente, insieme alle immagini dei migliori film sulla questione irlandese, che ci hanno raccontato questa storia.

1. Nel nome del padre

Daniel Day-Lewis in una scena del film Nel nome del padre
Daniel Day-Lewis in una scena del film Nel nome del padre

Nel nome del padre (1993), di Jim Sheridan, con un grande Daniel Day-Lewis, e tratto dal romanzo Proved Innocent di Gerry Conlon, racconta il caso dei "quattro di Guildford", tre ragazzi nordirlandesi (uno di questi era Conlon) e una ragazza inglese accusati ingiustamente per un'esplosione in un pub, per la fretta di avere dei colpevoli a uso e consumo dell'opinione pubblica. Orso d'Oro al Festival di Berlino, è stato candidato a sette premi Oscar, senza vincerne però nessuno. Jim Sheridan, irlandese, racconta la storia con un cinema potente, fatto di chiaroscuri, che trova i momenti più forti, emotivamente e visivamente, nelle sequenze girate in prigione. Il film è stato infatti girato nel famoso carcere Kilmainham Gaol, che oggi è un museo e dove, nel 1982, gli U2 girarono il videoclip di A Celebration. È un luogo che incute timore e reverenza, e ogni scena al suo interno porta con sé un peso notevole. A livello iconico, su tutte spicca la scena della protesta dei detenuti, che esplode in modo pacifico con una serie di panni bruciati e lanciati fuori dalle celle, una miriade di fiaccole che volano nel vuoto nella notte lungo le mura di quel cupo maniero. A livello emotivo, il momento più intenso e drammatico è l'interrogatorio di Gerry Conlon all'interno del carcere. È una delle scene che resteranno nella storia della carriera di Daniel Day-Lewis. L'attore che, come è noto, entra talmente nei suoi personaggi da non riuscire ad uscirne per molto tempo dopo la fine delle riprese, per calarsi nella parte ha chiesto di passare alcune notti in cella. Ha chiesto di essere svegliato spesso, con dei calci alla porta, per non poter dormire, e che gli fosse gettata addosso dell'acqua gelida, di venire maltrattato. In quel modo, arrivò provato alla scena dell'interrogatorio, e l'esplosione di disperazione che vediamo è frutto di questo lavoro. Bono ha scritto e cantato insieme a Gavin Friday le canzoni della colonna sonora In the name of the Father e Billy Boola, mentre i due hanno scritto You Made Me The Thief Of Your Heart, la canzone dei titoli di coda, che hanno scelto di far cantare a Sinead O'Connor. Ma nel film ascoltiamo anche Jimi Hendrix (Voodoo Child), Bob Dylan (Like A Rolling Stone), Bob Marley (Is This Love?) e i Thin Lizzy (Whiskey In The Jar).

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2. Michael Collins

Alan Rickman in Michael Collins
Alan Rickman in Michael Collins

È una sorta di prequel dei troubles degli anni Sessanta e Settanta, il film che racconta la nascita della questione irlandese. Michael Collings (1996), di Neil Jordan, è la storia di un patriota irlandese, che ha il volto e il cipiglio di Liam Neeson. Ma, attraverso la sua storia, racconta la nascita della Repubblica d'Irlanda e le trattative che portarono alla divisione tra EIRE e Irlanda del Nord. È un film che parla dell'Irlanda, certo, ma è anche una storia universale. Nel rapporto tra Michael Collins e Eamon De Valera (un grande Alan Rickman) ci sono tutti i giochi e i doppi giochi della politica, i cambi di campo, i tradimenti, i compromessi. Le scelte di De Valera, una serie di concessioni agli inglesi nella trattativa di pace, di fatto portarono alla divisione dell'Irlanda in due stati, con il Nord, l'Ulster, che restava agli inglesi: la guerra civile, i troubles che sarebbero durati fino agli anni Novanta, nascono proprio da queste scelte. A dirigere il film è Neil Jordan che, all'epoca, dopo l'exploit con La moglie del soldato, era reduce dal grande successo di Intervista col Vampiro: David Geffen così gli chiese cosa volesse fare, e lui scelse di dirigere un film che aveva scritto 12 anni prima. È un film più classico rispetto ai suoi film precedenti, che ha un'importanza storica notevole. Vinse il Leone d'Oro alla Mostra di Venezia, dove Liam Neeson vinse anche la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile.

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Belfast: un'immagine

3. The Boxer

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The Boxer: una scena con Emily Watson e Daniel Day-Lewis

Quattro anni dopo Nel nome del padre, Jim Sheridan e Daniel Day-Lewis tornarono a parlare di Irlanda. The Boxer (1997) è una sorta di Romeo e Giulietta ambientato proprio a Belfast, in Irlanda del Nord: Danny Flynn, un ex pugile, e membro dell'IRA per un periodo, torna a casa dopo 14 anni di carcere. Mette a posto la sua vecchia palestra e comincia a insegnare la boxe ai ragazzi. Incontra Maggie, che aveva amato da ragazzo, e capisce di esserne ancora innamorato. Lei però è sposata a un suo amico, che fa parte dell'IRA e ora è in carcere. Inizia una relazione con lei, ma la cosa non va giù all'IRA, che vuole garantire ai suoi membri che le loro mogli li aspettino mentre sono in carcere. Jim Sheridan racconta ancora una volta l'Irlanda divisa in due, ma da un altro punto di vista, quello della ricaduta sulla vita privata delle persone. Lasciando un briciolo di speranza nel finale, Accanto a Day-Lewis c'è Emily Watson, e la chimica tra i due è davvero intensa. Ancora una volta, Daniel Day-Lewis si getta anima e corpo nel ruolo, allenandosi per tre anni a tirare di boxe.

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4. Bloody Sunday

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Una scena di Bloody Sunday

Bloody Sunday (2002) racconta proprio i fatti della famosa "Domenica di sangue", quelli che ispirarono agli U2 una delle loro canzoni più famose. Il film racconta quello che accadde a Derry, Irlanda del Nord, nel 1972, quando una pacifica manifestazione per i diritti civili fu repressa con la forza dai paracadutisti dell'esercito britannico. La storia è raccontata da Paul Greengrass con uno stile particolarissimo, che sarebbe diventato il suo marchio di fabbrica e avrebbe fatto scuola. È un racconto simile a una cronaca, girato con uno stile da reportage, un linguaggio preso da quello giornalistico ma elaborato in modo da diventare puro cinema, un tipo di cinema tra i più coinvolgenti e immersivi che si possano immaginare. Paul Greengrass usa una macchina da presa mobilissima, che è sempre nell'occhio del ciclone, sempre al centro dell'azione. Per rendere tutto più realistico, fu usata sempre la macchina da presa a mano, e non furono usate luci che non fossero quelle naturali provenienti dalla location. È il film che fece decollare la carriera di Paul Greengrass, che proprio da qui fu scelto per girare The Bourne Supremacy e The Bourne Ultimatum, che, con la sua regia, avrebbero contribuito a ridefinire i canoni dell'action e della spy-story con scene d'azione mai viste prima. Anche Bloody Sunday, pur parlando di un fatto preciso, riesce ad essere universale. Racconta alla perfezione l'escalation di violenza che può nascere in queste occasioni, il sassolino che rotola e che genera una valanga. Alla proiezione del film, in occasione della sua uscita, c'è stato chi ha detto: "è successo così anche a Genova". Sunday Bloody Sunday degli U2 chiude il film sui titoli di cosa, in una versione dal vivo.

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Belfast: una sequenza

5. Il vento che accarezza l'erba

Cillian Murphy in una scena del film Il vento che accarezza l'erba
Cillian Murphy in una scena del film Il vento che accarezza l'erba

Il vento che accarezza l'erba (2006) è il film di Ken Loach che ha vinto la Palma d'Oro a Cannes. È ambientato durante la Guerra d'Indipendenza Irlandese degli anni Venti, e la conseguente guerra civile. E ha per protagonista un giovane Cillian Murphy. Il vento che accarezza l'erba analizza gli albori dell'IRA. Ma Ken Loach, com'è nelle sue corde, analizza le profonde implicazioni politiche della questione.

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6. Belfast

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Belfast: una sequenza del film

Belfast (2021) è il racconto di una stagione molto violenta dell'Irlanda del Nord, ma è anche il racconto dell'infanzia di Kenneth Branagh. È una madeleine proustiana, una ricerca del tempo perduto. È una dedica a quelli che se ne sono andati, a quelli che sono rimasti, e a quelli che si sono perduti. Branagh, nel suo film candidato a sette premi Oscar, ci parla della questione irlandese, ma filtrandola attraverso i suoi ricordi d'infanzia rende dolce anche quello che è più buio. Con quel suo bianco e nero luminoso, che allo stesso tempo contestualizza e astrae, i troubles irlandesi diventano cinema hollywoodiano classico, diventano il teatro di Shakespeare, e in questo modo un'anima di Branagh che non conoscevamo, quella del suo passato, si fonde alle altre. Belfast è la questione irlandese raccontata in modo ancora diverso, nostalgico e intimista e allo stesso tempo spettacolare. È anche per questo che è un film da vedere, insieme alle altre opere di questa galleria.

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Belfast: un'immagine del film