Dal passato non si sfugge facilmente. Questo impara Lucky, la protagonista della omonima serie Apple TV, una giovane donna che è costretta a riabbracciare la sua vita criminale che pensava di essersi lasciata alle spalle. Una storia tratta dal romanzo bestseller di Marissa Stapley che vedremo in piattaforma dal 15 Luglio.
È una delle serie che ci avevano colpiti al Press Day di Santa Monica, sia per l'impatto delle prime immagini viste, sia per il gran cast che la interpreta, dalla protagonista Anya Taylor-Joy a Timothy Olyphant che porta su schermo suo padre e Annette Bening. Ne abbiamo potuto parlare proprio con la slanciatissima attrice e con Olyphant, figlia e padre nella finzione scenica che ci hanno anticipato il loro approccio a questi complessi personaggi e, soprattutto, il valore aggiunto rappresentato dalla musica della serie.
Storia di un padre e una figlia
Abbiamo iniziato la nostra chiacchierata dai loro ruoli, ma cercando di fare un gioco: facendoci cioè raccontare da ognuno il personaggio dell'altro. Come vede Anya/Lucky il padre John e viceversa? "Oggettivamente penso che John come padre per Lucky..." ci ha detto Anya Taylor-Joy pensandoci su, "penso che lui direbbe di aver fatto del suo meglio con quello che aveva. Credo che ci creda sinceramente. Dal punto di vista di Lucky, invece, avrebbe preferito che lui avesse altre competenze" ha aggiunto scherzando, "però gli vuole davvero, davvero bene. E penso che la cosa splendida del modo in cui Tim ha dato vita a questo personaggio, e il motivo per cui volevamo solo lui per questo ruolo, è che ha uno charme, una gentilezza e una scintilla così naturali che vuoi davvero credere in John. Vuoi credere che farà la cosa giusta, e penso che questo sia fondamentale in questa storia, perché il pubblico deve capire il motivo per cui Lucky gli resta accanto costantemente."
Sul versante opposto, Timothy Olyphant vede Lucky "un personaggio così forte, così riflessiva e così... ecco, è come Anya, è una che si mette in gioco. È una di quelle persone disposte a rimboccarsi le maniche e fare il duro lavoro. È incredibilmente intelligente." E, lo provoca Anya Taylor-Joy, "avrei dovuto fare la truffatrice? Ho sbagliato tutto nella vita!" D'altra parte, la corregge il collega/padre, non è un po' questo il loro mestiere? "È un po' un lavoro di raggiri quello che facciamo" che funziona quando si crea quell'intesa perfetta sul set. "Il casting è stato indovinato. Hanno fatto un ottimo lavoro. Un ottimo lavoro."
La scena rappresentativa
Per dei personaggi così complessi, e un rapporto così complicato, c'è una scena di Lucky che secondo loro incarna la loro vera essenza? "Sì, penso che ci sia" ha detto Anya Taylor-Joy, "c'è una scena per Lucky, circa a metà stagione, in cui finalmente è onesta per la prima volta in assoluto con qualcuno da cui non te lo aspetteresti. E penso che questo la definisca davvero. Credo che si trovi costantemente in allerta perché non sa se è una brava persona o se può reggere moralmente il confronto con il proprio riflesso."
Per Olyphant sono cruciali le scene girate con la collega: "ci sono scene verso la fine della stagione che ho potuto recitare con lei, e ognuna di esse era così avvincente, rivelatrice. Come attore, è così facile da interpretare perché lui è davvero totalmente inconsapevole, ma ha anche le sue ragioni, nel senso che se guardi la cosa dal suo punto di vista ti viene da pensare 'Oh mio Dio, è così orgoglioso di lei, la venera letteralmente, la adora, la ama e si preoccupa per lei'. E si sente sinceramente la vittima."
La musica di Lucky
Non possiamo evitare di chiedere ai due interpreti qualcosa sulla musica, sulle canzoni di Lucky, che sono un aspetto preponderante della serie. C'è una che ricorda loro le atmosfere dello show Apple TV? "La musica è stata un argomento di cui abbiamo parlato molto, molto presto. Volevo che fosse prevalentemente al femminile e con una sfumatura rock" ha spiegato l'attrice, " E la cosa che mi entusiasma in assoluto è che la leggenda, Fiona Apple, firma la nostra sigla d'apertura. Quando è diventata una possibilità concreta, ho iniziato a urlare, la mia me adolescente è impazzita. E penso che la sua voce sia la perfetta descrizione di questa serie: ha un timbro, una crudezza e una granulosità che esemplificano alla perfezione lo show."
Anche il suo co-protagonista è d'accordo sulla scelta: "Quando ho visto il primo episodio, appena è partita la sigla d'apertura, ricordo solo questa sensazione tipo: 'Oh, cazzo sì. Questo sarà un grande show.' Ha praticamente definito l'intera serie. Se c'è Fiona Apple di mezzo, lo show deve per forza essere fantastico!"