Il panel dedicato a Michael Giacchino al D23 Expo non è stata una semplice retrospettiva musicale, ma una vera e propria masterclass di narrazione e intrattenimento. Salito sul palco con una carica di simpatia travolgente, il compositore premio Oscar ha dimostrato una capacità affabulatoria rara, tenendo in pugno la platea con la stessa maestria con cui dirige un'orchestra.
Tra aneddoti esilaranti, fughe da Steven Spielberg sulle scale mobili e battute fulminee, Giacchino si è rivelato uno storyteller puro e il suo panel è stato tra i più interessanti del D23. Un talento per la comunicazione e il coinvolgimento del pubblico che non nasce per caso, ma che affonda le radici nei suoi primissimi anni di carriera, trascorsi proprio dietro le quinte del dipartimento pubblicitario della Disney. Prima di imparare a emozionare il mondo con le note, Giacchino ha imparato a "vendere" e raccontare storie: e al D23 ha dimostrato di saperlo fare ancora benissimo.
Dagli uffici pubblicitari Disney al successo di Lost e Spielberg
Prima di vincere l'Oscar, Michael Giacchino ha mosso i primi passi alla Disney all'inizio degli anni '90 lavorando nel dipartimento pubblicitario. Un'esperienza che il compositore definisce il suo equivalente del "fare il cameriere": "Mi ha insegnato il funzionamento dell'industria. Lavoravo alla musica la sera e la Disney pagò persino le mie classi serali alla Juilliard e alla UCLA". La vera svolta arrivò con il videogioco di The Lost World, quando Steven Spielberg pretese un'orchestra dal vivo per i suoi brani, attirando l'attenzione di J.J. Abrams per Alias e Lost. Un passaggio che segna il momento di svolta per il compositore.
Un capitolo fondamentale della carriera di Giacchino riguarda, infatti, l'approccio rivoluzionario alla colonna sonora di Lost, tradotto in sei stagioni e quasi 52 ore di composizioni orchestrali originali per la TV generalista. Un'impresa titanica resa possibile dalla battaglia di J.J. Abrams con la rete televisiva per garantire un'orchestra dal vivo a ogni puntata.
Per preservare la carica emotiva e l'effetto sorpresa dell'Isola, Giacchino ha adottato un metodo di lavoro del tutto privo di filtri: "Non leggevo mai i copioni in anticipo. Non volevo rischiare di anticipare i colpi di scena attraverso le note. Guardavo i montaggi grezzi da semplice spettatore e componevo di getto in base alle emozioni viscerali che provavo sul momento". L'inconfondibile identità sonora della serie è nata anche dall'uso sperimentale di percussioni ricavate percotendo la vera carcassa in metallo dell'aereo precipitato sul set, trasformando l'elemento scenografico in uno strumento musicale pulsante.
L'epopea Pixar: Gli Incredibili, Ratatouille e le emozioni di Inside Out
Il debutto cinematografico avvenne grazie a Brad Bird con Gli incredibili, nato da una sintonia immediata sulla serie animata Jonny Quest. Bird gli diede un consiglio fondamentale, che sapeva tanto di minaccia: "Ricordati che la tua musica potrebbe rovinare il mio film, se non camminiamo mano nella mano a raccontare la stessa identica storia", una nota che non solo ha perfettamente senso, ma che dovrebbe racchiudere il senso di comporre per film e serie.
Anni dopo, con Inside Out, la composizione si è trasformata in un viaggio intimo e personale: "Mia figlia e la figlia di Pete Docter stavano crescendo insieme. Scrivere la colonna sonora è stato un processo di profonda empatia e introspezione emotiva". E un altro lavoro che ha fatto la storia del cinema
L'Universo Marvel e Star Wars: Rogue One, Spider-Man e Fantastic Four
Dopo aver rinunciato a Captain America e Avengers per sovrapposizioni di calendario, Giacchino è diventato un perno del Marvel Cinematic Universe e della saga di Star Wars. Per Rogue One, l'approccio al patrimonio di John Williams è stato guidato dalla narrazione: "La storia viene prima, la nostalgia dopo. È facile rifugiarsi nei temi classici, ma devono servire l'emozione del momento".
Con un incasso globale che vola verso i 2 miliardi e che ha travolto il box office, il quarto capitolo dedicato all'arrampicatutto della Marvel interpretato da Tom Holland ha consacrato il legame viscerale tra il compositore e Spider-Man. Per raccontare l'azzeramento della vita di Peter Parker dopo le drammatiche conseguenze di No Way Home, Giacchino ha ideato una geniale operazione di decostruzione musicale: anziché scrivere un tema inedito, ha lavorato per sottrazione sulla melodia originale di Tom Holland. "Ho rimosso tutte le note dell'accompagnamento armonico legato a MJ, a Ned, alla zia May e alla sua vecchia vita. Senza più affetti né ricordi, che cosa rimaneva del tema? Un motivo essenziale e monco di due sole note, 'bum-bum... bum-bum', capace di comunicare all'istante un senso profondo di solitudine e smarrimento".
Un'amputazione sonora studiata nei minimi dettagli, pensata per poi reinserire gradualmente gli elementi orchestrali man mano che il supereroe ritrova fiducia e identità nel corso dell'opera.