Il reboot de La casa nella prateria, disponibile su Netflix, ha riportato sullo schermo un tipo di racconto sempre più raro, quello delle storie familiari fatte di relazioni, crescita e piccoli eventi spesso drammatici capaci di cambiare un'esistenza.
La nuova versione dei romanzi di Laura Ingalls Wilder recupera un ritmo più paziente e uno sguardo attento alla vita quotidiana, trasformando la frontiera in uno spazio di formazione, tra difficoltà economiche, natura incontaminata e conflitti generazionali.
Chi ha apprezzato questo equilibrio tra ricostruzione storica, emozioni familiari e paesaggi spettacolari può trovare atmosfere simili anche in altre serie TV: ecco allora 10 titoli da recuperare per chi ama il genere.
Chiamatemi Anna
Anne Shirley arriva a Green Gables convinta di avere finalmente trovato una casa. Matthew e Marilla Cuthbert, però, avevano chiesto di adottare un ragazzo che potesse aiutarli nella fattoria, non una ragazzina dai capelli rossi che parla senza prendere fiato.
Da questo equivoco prende il via Chiamatemi Anna (Anne with an E), adattamento del romanzo di Lucy Maud Montgomery. Anne deve conquistare l'affetto dei due fratelli, inserirsi nella comunità di Avonlea e affrontare i compagni che la giudicano per le sue origini e il suo aspetto.
La serie conserva l'entusiasmo e l'umorismo della protagonista, ma sceglie un tono più realistico rispetto ad altre versioni della storia. Affronta temi come l'abbandono, il bullismo, il razzismo, il ruolo delle donne e la ricerca della propria identità e Amybeth McNulty regala ad Anne un'energia contagiosa, trasformandola in un'eroina moderna senza tradire l'ambientazione ottocentesca.
Heartland
Con le sue numerose stagioni (siamo a quota 19 a oggi), Heartland è la serie drammatica più longeva della TV canadese ed è una storia in cui si entra piano piano per poi sentirsi parte della famiglia. Ambientata in un ranch dell'Alberta racconta la vita dei Fleming tra lutti, difficoltà economiche, nuovi inizi e legami che si trasformano nel tempo.
Al centro c'è Amy, una ragazza dotata di una grande sensibilità nel comprendere i cavalli traumatizzati e aiutarli a ritrovare fiducia. Dopo la morte della madre, deve però affrontare anche il proprio dolore e imparare a crescere, mentre la sorella Lou torna da New York per salvare il ranch e ricostruire un equilibrio familiare.
Accanto a loro ci sono il nonno Jack, figura solida e rassicurante, e il padre Tim, presenza più irregolare ma fondamentale. Intorno a questo nucleo si sviluppa un racconto corale fatto di relazioni, cambiamenti e seconde possibilità.
La signora del West
Michaela Quinn (Jane Seymour) è una dottoressa di Boston che, dopo la morte del padre, decide di trasferirsi a Colorado Springs. Siamo negli anni Sessanta dell'Ottocento e la popolazione locale non è esattamente pronta ad accettare che una donna possa diagnosticare malattie, operare pazienti e gestire uno studio medico.
La signora del West racconta quindi la lunga battaglia di Michaela per conquistare la fiducia della comunità. La sua vita cambia ancora una volta quando, dopo la morte di una donna del posto, si ritrova a occuparsi dei suoi tre figli.
Non manca certo l'amore, che prende la forma rude e dolce insieme di Byron Sully, uomo di montagna vicino alla cultura dei nativi americani. La serie, un cult degli anni '90, affronta questioni sociali, razziali e politiche attraverso casi medici e conflitti cittadini, costruendo una protagonista ostinata, progressista e spesso in anticipo sul proprio tempo.
Piccole donne
Di Piccole donne esistono tantissime versioni, ma questa miniserie BBC del 2017 con Maya Hawke, Angela Lansbury e Michael Gambon, riesce a distinguersi per la sua capacità di restituire tutta l'intimità e la complessità emotiva della famiglia March. Mentre il padre è lontano a causa della Guerra civile americana, Meg, Jo, Beth e Amy crescono sotto lo sguardo affettuoso ma fermo della madre, imparando a confrontarsi con desideri, limiti e responsabilità.
Ognuna immagina il futuro in modo diverso: Meg sogna una famiglia, Jo vuole diventare scrittrice, Beth trova rifugio nella musica e Amy punta a conquistare un posto nel mondo. Le loro aspirazioni si scontrano con povertà, convenzioni sociali e prove della crescita.
In soli tre episodi, la miniserie riesce a condensare il cuore del romanzo senza sacrificare le sfumature: il risultato è un racconto delicato ma incisivo, che accompagna lo spettatore attraverso gioie e perdite, lasciando una sensazione di calore e malinconia.
The Way Home
Kat Landry attraversa un momento complicato: il matrimonio è finito, il rapporto con la figlia adolescente Alice è sempre più teso e quello con la madre Delilah è fermo da molti anni. Quando Del le chiede di tornare nella casa di famiglia, Kat accetta senza particolare entusiasmo.
La situazione cambia quando Alice cade nello stagno della proprietà e riemerge diversi decenni nel passato. Qui incontra sua madre ancora adolescente e scopre una versione della famiglia molto diversa da quella che le è sempre stata raccontata.
La componente fantastica non mette in secondo piano il dramma familiare, ma permette ai personaggi di osservare il passato senza poterlo controllare del tutto. Andie MacDowell, Chyler Leigh e Sadie Laflamme-Snow guidano una storia ricca di emozioni e colpi di scena.
Quando chiama il cuore
Elizabeth Thatcher è cresciuta in una famiglia benestante, ma decide di lasciare le comodità dell'alta società per diventare insegnante in una remota comunità mineraria del Canada occidentale. Ad attenderla trova una cittadina segnata da un grave incidente che ha lasciato molte donne vedove e numerosi bambini senza padre.
Elizabeth deve adattarsi a condizioni di vita completamente nuove e guadagnarsi il rispetto degli abitanti. Nel frattempo stringe amicizie, partecipa alla ricostruzione della comunità e vive relazioni sentimentali tutt'altro che lineari.
La serie mescola melodramma e romanticismo seguendo l'evoluzione della città nel corso degli anni. Al centro rimangono la solidarietà tra i personaggi e la capacità di ricominciare dopo una perdita, elementi che hanno permesso allo show di conquistare un pubblico molto fedele.
Una famiglia americana
Ambientata in Virginia tra gli anni Trenta e Quaranta, Una famiglia americana, titolo italiano di The Waltons, segue una famiglia numerosa alle prese con la Grande Depressione prima, e con la Seconda guerra mondiale poi.
Il racconto passa soprattutto attraverso John-Boy, il maggiore dei figli Walton, che sogna di diventare scrittore. La sua voce trasforma ricordi familiari, difficoltà economiche e piccoli avvenimenti quotidiani in una cronaca intima dell'America rurale.
Gli episodi - andati in onda dal 1971 al 1981 - affrontano la disoccupazione, la malattia, il razzismo e la partenza dei giovani per il fronte, ma trovano sempre spazio anche per l'umorismo e l'affetto. La casa dei Walton è affollata e spesso rumorosa, ma rappresenta un punto fermo in un'epoca attraversata da cambiamenti enormi.
Io volerò via
Ambientata alla fine degli anni Cinquanta, Io volerò via racconta il cambiamento sociale attraverso due personaggi appartenenti a mondi profondamente diversi. Lilly Harper è una donna afroamericana che lavora come domestica nella casa di Forrest Bedford, procuratore distrettuale bianco e padre di famiglia.
Mentre il movimento per i diritti civili acquista forza, Lilly comincia a partecipare più attivamente alla lotta contro la segregazione. Forrest, invece, si trova a dover fare i conti con un sistema giudiziario e sociale del quale ha sempre fatto parte. La serie evita le semplificazioni e mostra come la politica entri nelle relazioni private, nei rapporti di lavoro e nell'educazione dei figli.
Bonanza
Il Ponderosa è un enorme ranch del Nevada gestito da Ben Cartwright insieme ai suoi tre figli: Adam, Hoss e Little Joe. I ragazzi hanno caratteri diversi e condividono un forte legame familiare, cuore della serie. E ad interpretare Joe, il più giovane, c'è proprio lui: Michael Landon, il Charles Ingalls de La casa nella prateria originale.
Andata avanti per quattordici stagioni, Bonanza è un'altra delle serie western più longeve di sempre e alterna avventure, scontri con fuorilegge e dilemmi morali, spesso concentrandosi sulle scelte dei Cartwright e sul rapporto tra padre e figli.
Autostop per il cielo
Michael Landon lo ritroviamo anche nei panni di Jonathan Smith, protagonista di Autostop per il cielo: sembra un uomo qualunque, invece è un angelo mandato sulla Terra per aiutare persone in difficoltà. Con lui viaggia Mark Gordon, ex poliziotto inizialmente scettico che diventa il suo migliore amico.
Ogni episodio racconta una nuova storia fatta di incontri con famiglie in crisi, persone sole o in cerca di una seconda possibilità. La serie punta su emozioni e compassione: un tono semplice ma sincero che rende ancora oggi la serie un classico della comfort television.