Il ragazzo invisibile - Seconda generazione

2017, Fantastico

Il ragazzo invisibile – Seconda generazione: Il lato oscuro del potere

Gabriele Salvatores torna in sala con il sequel del primo capitolo della saga sul ragazzo triestino con il potere di rendersi invisibile. Un secondo capitolo più dark e più improntato all'action, ma meno autoriale e originale del precedente.

"Tutti dobbiamo fare i conti con il nostro lato oscuro, si chiama diventare adulti". Proprio così, perché se nel primo capitolo della saga - che ha portato il cinema italiano a misurarsi con il genere supereroistico sfatando un tabù - Gabriele Salvatores fotografava il giovanissimo protagonista Michele Silenzi (Ludovico Girardello) alle prese con la scoperta dei propri superpoteri, in questo secondo episodio che non lascia dubbi sull'ipotesi di una trilogia, l'italico supereroe in calzamaglia dovrà vedersela con i turbamenti dell'adolescenza e le responsabilità derivanti dal suo essere 'speciale': Il ragazzo invisibile - Seconda generazione si presenta sì come un film di mutanti, supereroi e scazzottate, ma mantiene un fil rouge con l'episodio iniziale e si concentra sull'esplorazione del rito di passaggio verso l'età adulta con tutti i topoi del genere (la ricerca della propria identità, l'amore non corrisposto, il rapporto con i genitori, i turbamenti). Virando questa volta verso toni più dark e cupi, quasi da thriller come era stato già ampiamente preannunciato dal primo teaser.

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Grandi poteri, grandi responsabilità

Il ragazzo invisibile - Seconda generazione: Galatéa Bellugi in una scena del film

A tre anni da quell'episodio apripista, ritroviamo Michele costretto a fare i conti con il ritorno alla normalità dopo aver scoperto la sua vera identità: la ragazza dei suoi sogni Stella sta con un altro, nessuno dei suoi amici ricorda le gesta eroiche con cui li ha salvati da Artiglio, complice il vero padre che ne ha cancellato la memoria, sua madre (Valeria Golino) è morta in un incidente d'auto. Michele è sempre più infelice, disilluso e arrabbiato con il mondo, vive solo e trascorre le giornate a bere birra in solitaria in una casa in preda al caos, con rifiuti e avanzi di cibo sparsi ovunque.

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Il ragazzino bullizzato del primo capitolo cede così il passo al supereroe problematico e oscuro, adolescente di sedici anni chiamato all'azione dall'irruzione di una enigmatica e taciturna ragazza, Natasha (Galatéa Bellugi), e della madre naturale, Yelena (Kseniya Rappoport).
L'arrivo delle due figure femminili è solo l'inizio di una nuova avventura, che si delineerà come una guerra tra gli 'speciali' e i 'normali' e che getta le basi per un probabile atto terzo.

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Il ragazzo invisibile - Seconda generazione: Ludovico Girardello in una scena del film

X-Men made in Italy

Il ragazzo invisibile - Seconda generazione: Galatéa Bellugi e Gabriele Salvatores sul set del film

Il sequel de Il ragazzo invisibile ci traghetta definitivamente nel territorio del superhero movie e per quanto Salvatores sembri più disinvolto con le regole del genere e gli archetipi della storia, il film è tutt'altro che perfetto: molti i limiti e le ingenuità soprattutto a livello di sceneggiatura dove i tre autori Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo inciampano spesso in scelte fin troppo prevedibili e pagano lo scotto di voler ricalcare a tutti i costi modelli che appartengono alla tradizione dei cinecomics a stelle e strisce. Mentre l'autorialità che aveva caratterizzato il primo episodio, si eclissa a favore dell'anonimato e di un prodotto la cui unica attrattiva è la confezione: l'artigianalità degli effetti speciali del primo capitolo ha qui infatti fatto spazio ad un team di 60 artisti specializzati in effetti visivi, supervisionati da Victor Perez, uno dei maggiori artisti del settore con un'esperienza ventennale alle spalle (Il cavaliere oscuro - Il ritorno, Rogue One: A Star Wars Story e Harry Potter e i doni della morte - parte 1).

Il ragazzo invisibile - Seconda generazione: Galatéa Bellugi in un momento del film

Ma non bastano le eccellenze, né le tute da mutanti o un gruppo di supereroi di provincia che strizza l'occhio neanche troppo velatamente agli X-Men - Natasha ha il potere di far bruciare le cose, Andreij può leggere nella mente, Cinetica sposta le cose con la forza del pensiero, Morfeo addormenta con lo sguardo, Yelena ha il potere di rendersi invisibile - a farne un film organico e con una propria identità.
L'altro grave limite è la recitazione di quasi tutti i giovani interpreti, incapaci di dare spessore ai propri personaggi o di spingersi aldilà della battuta scritta: impossibile coglierne le sfumature emotive. Eccezione fatta per la ragazzina cupa e scorbutica, cappuccio della felpa calato a nascondere il volto, anfibi e incedere da 'tosta', interpretata da Galatea Bellugi, l'unica che valga la pena di tenere d'occhio.

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Elisabetta Bartucca
Redattore
2.0 2.0
Cinecittà World
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