Disclosure Day: gli alieni e quella strana storia (vera?) su Richard Nixon e Jackie Gleason

Complottisti convinti, questa è materia per voi: il film di Spielberg cavalca e accenna a una famosa teoria che vedrebbe coinvolto l'ex Presidente con un attore americano (e repubblicano). Leggere per (non) credere.

Richard Nixon e Jackie Gleason

In Disclosure Day di Steven Spielberg c'è un momento breve ma significativo che potrebbe passare inosservato. Nel bel mezzo dei file secretati, e pronti a essere rivelati dal protagonista Daniel Kellner (Josh O'Connor), compare un vecchio filmato in cui spunta Richard Nixon che sembrerebbe mostrare dei corpi alieni a uno strano e paffuto individuo che, senza essere direttamente citato, dovrebbe essere l'attore Jackie Gleason. Ecco, la sceneggiatura di David Koepp non si è inventata nulla. E il film di Spielberg lo dimostra.

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Spielberg sul set

Jackie Gleason - repubblicano convinto e ossessionato dagli alieni - è entrato nell'immaginario americano grazie a personaggi come Ralph Kramden della sitcom The Honeymooners o lo sceriffo Buford T. Justice nella saga cinematografica Il bandito e la "Madama". Non sorprende quindi che un tipo come lui frequentasse i salotti più esclusivi, stringendo legami con l'élite politica e vari inquilini della Casa Bianca. Ciò che invece restava riservata era la sua profonda attrazione per l'occulto e il paranormale, argomenti che evitava di trattare in pubblico. In cima ai suoi interessi c'era, appunto, l'ufologia.

Nixon, Gleason e quella notte alla base di Homestead. Balla o verità?

A testimonianza di ciò, lo scrittore Larry Warren - che ebbe modo di confrontarsi più volte con l'attore e con le varie teorie cospirazioniste - raccontò che Gleason possedeva una sterminata collezione di libri dedicati agli UFO. Visto il credo politico, il comico strinse una solida amicizia con Richard Nixon.

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Nixon e Gleason

Tra l'altro, sappiamo pure quanto il Presidente fosse attratto dallo show biz. Basti pensare all'incontro con Elvis Presley. Ma non divaghiamo: i due si trovavano spesso sul campo da golf e, stando a quanto riferito da Gleason, l'allora Presidente condivideva la medesima curiosità per gli extraterrestri, sebbene preferisse mantenere un profilo estremamente basso sulla questione.

La svolta avvenne (forse) in Florida. Gleason si trovava lì per presentare un evento benefico. In quell'occasione, Nixon scelse di fare al suo amico una sorpresa. E che sorpresa. Anni dopo, Beverly McKittrick, seconda moglie dell'attore, rivelò in un'intervista all'Enquirer che la sera del 19 febbraio 1973 il Presidente mostrò a Gleason dei resti biologici alieni, conservati nella base aerea di Homestead. La donna descrisse il racconto del marito parlando di creature minuscole, "alte circa sessanta centimetri, calve, con crani sproporzionati e grandi orecchie". Gleason le confidò che quei corpi provenivano da un velivolo spaziale precipitato non lontano da lì.

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La casa UFO dell'attore

La visione scosse a tal punto l'attore che, secondo la McKittrick, fini per restare turbato per giorni e giorni, tanto da non riuscire a dormire. Nel 2003, parlando con il ricercatore Kenny Young, la donna accennò al fatto che Gleason si infuriò su una possibile fuga di notizie riguardo a quella notte a Homestead. Suggestione, balla, verità? Chissà. Pur senza smentire l'accaduto, la rabbia per la fuga di notizie fu tale che l'attore decise di interrompere ogni contatto con l'ex moglie, nonostante fossero già separati. Si diceva che l'articolo dell'Enquirer fosse un estratto del "libro bomba" di Beverly. Un libro che, però, non fu mai scritto.

La versione dell'ufologo Larry Warren

Anche Larry Warren - ufologo, autore e testimone oculare dell'incidente UFO nella foresta di Rendlesham - raccolse una confidenza simile. Raccontò che una sera, nella residenza di Gleason nella contea di Westchester (New York), complice qualche bicchiere di troppo, l'attore si lasciò sfuggire i dettagli di quell'esperienza. Nixon si sarebbe presentato da solo a casa di Gleason (!) alla guida di un'auto privata, intenzionato a fargli vedere qualcosa di... unico. Lo condusse quindi nella base aerea, all'interno di una struttura vigilata e ricca di laboratori. Lì si trovavano dei contenitori simili a "distributori refrigerati di Coca-Cola dotati di un coperchio in vetro". Ripetiamo: il condizionale è d'obbligo.

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La rivelazione!

All'interno di uno di questi scomparti, Gleason scorse quella che inizialmente gli parve la sagoma di un bambino deforme ma che, a uno sguardo più attento, si rivelò essere una creatura non umana. Molti scettici ritengono impossibile che un Presidente in carica potesse seminare la sicurezza per muoversi in piena notte in totale solitudine. Tuttavia, Martin Venker, nel suo libro di memorie Confessioni di un ex agente segreto in servizio, confermò che Nixon non solo era in grado di farlo, ma che lo aveva fatto più volte.

Disclosure Day, spiegato: la co(no)scenza che prende il sopravvento sull'ignavia Disclosure Day, spiegato: la co(no)scenza che prende il sopravvento sull'ignavia

Venker sottolineò come proprio nel 1973 il Presidente avesse tentato di ridimensionare la scorta dei Servizi Segreti, e che gli agenti erano stati esplicitamente istruiti a vigilare sui suoi frequenti tentativi di "fuga". Bisogna dirlo: al di fuori dei racconti di McKittrick e Warren, non esistono altre fonti a cui Gleason abbia confessato l'episodio, e l'attore non ha mai rilasciato dichiarazioni pubbliche di smentita o conferma. Quanto è bastato, però, per suggestionare la sceneggiatura di Disclosure Day.

Per quanto riguarda la base di Homestead, anche il controverso autore di teorie del complotto William Cooper menziona il sito nel suo celebre libro Behold a Pale Horse, sostenendo che anche il Presidente Eisenhower vi incontrò degli alieni; un'altra tesi affascinante ma, a oggi, del tutto priva di riscontri verificabili.