Steven Spielberg: tutti i film sugli alieni e il loro significato

L'uscita di Disclosure Day ci ha fatto guardare indietro al cinema di Steven Spielberg e ai casi in cui ha guardato oltre il nostro pianeta per permetterci di capire noi stessi.

Una scena di Incontri ravvicinati del terzo tipo

Steven Spielberg e gli alieni. Un binomio fondamentale, che ha definito l'opera dell'autore e allo stesso tempo il cinema degli ultimi 50 anni. Un tema così preponderante a livello artistico per la filmografia, nonostante siano soltanto una manciata i titoli che lo affrontano in una corpus artistico vastissimo e vario. Si parte dagli anni '70 con Incontri ravvicinati del terzo tipo, si passa per gli '80 con E.T., si arriva alla parentesi cupa de La guerra dei mondi per arrivare all'ultimo nato Disclosure Day.

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Josh O'Connor in una scena di Disclosure Day

Quattro momenti di un cammino artistico in cui lo sguardo si è alzato verso il cielo, ma tra le stelle ha trovato sentimenti umani puri e veri. Personali anche, perché le prime esperienze aliene di Steven Spielberg partivano da qualcosa di sentito e profondo. Prima di andare avanti, però, una nota: in questa nostra carrellata accenneremo a contenuti dei singoli film e dettagli spoilerosi. Se per i primi film, possiamo considerare caduti in prescrizione gli spoiler - anzi, i film di Spielberg sono in rassegna a Il Cinema in Piazza 2026 -, la nota è valida soprattutto per Disclosure Day, da pochi giorni al cinema.

Incontri ravvicinati del terzo tipo: il trauma della separazione

Nel 1966 i genitori di Steven Spielberg divorziarono. Il regista aveva vent'anni e già nel periodo precedente aveva sofferto molto i continui viaggi e la lontananza del padre, ma quel momento ha lasciato un segno evidente nel giovane, che in quel periodo era iscritto all'Università statale della California studiando lingua e letteratura inglese e frequentava gli Universal Studios fingendosi un dipendente, prima di essere scoperto e assunto regolarmente. Quel divorzio è il punto di partenza di Incontri ravvicinati del terzo tipo, simboleggiato dalla chiamata aliena che vive il protagonista, che rappresenta il cambiamento e la ricerca di una identità.

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Incontri ravvicinati del Terzo Tipo: una scena

L'ossessione del protagonista interpretato da Richard Dreyfuss per la montagna e le cinque note, il suo trascurare la famiglia e infine abbandonarla con la sua drastica scelta finale, sono specchio del comportamento del padre e della separazione da lui che tanto lo aveva segnato un decennio prima dell'uscita del film. È il primo contatto di Spielberg con gli alieni, ma è così umano e profondo il sentimento messo in scena.

E.T. l'extraterrestre: la cura che viene dallo spazio

Il divorzio è centrale anche in E.T. L'Extraterrestre. Non solo è presente nel contesto narrativo e la situazione familiare in cui Elliott sta crescendo, citato nei dialoghi e nei botta e risposta tra il protagonista, la madre e la sorellina, ma diventa tema centrale del film stesso. Se Incontri ravvicinati metteva al centro la separazione, E.T. affronta l'accettazione del disagio creato dal divorzio: l'alieno smarrito sulla Terra è specchio della sensazione di abbandono provata anche da Elliott e l'amicizia che tra i due si viene a creare porta a una sorta di guarigione, di accettazione del nuovo stato familiare.

E.T. L'extra-terrestre: Elliott con E.T. in un momento del film
E.T. L'extra-terrestre: Elliott con E.T. in un momento del film

Se E.T. ed Elliott trovano nel loro rapporto unico il modo per affrontare il disagio e superarlo, parallelamente anche la famiglia si ritrova attorno, e grazie, all'ospite alieno: i tre fratelli si uniscono, la madre ritrova gli stimoli e la forza per tornare a essere presente. L'alieno che irrompe nelle loro vite, arriva a dare un grosso scossone e metterle a soqquadro, ma allo stesso tempo ricomporle e aprire a nuova speranza.

La guerra dei mondi: l'alieno e il post 11 settembre

Nota stonata di questa sinfonia di aliena umanità è La guerra dei mondi. Qui l'alieno non è accogliente, non è portatore di sentimenti positivi e apertura, ma minaccia. Il motivo è semplice: nell'ottica dell'autore, l'adattamento dell'opera di H.G. Wells parla di qualcosa di concreto accaduto pochi anni prima: l'attentato dell'11 settembre e il trauma che ha causato. Il regista vira infatti dal testo originale e trasforma l'attacco alieno in una metafora dell'impotenza e la paura vissuta dal popola americano nel giorno in cui i due aerei hanno colpito e abbattuto le Torri Gemelle.

Tom Cruise e Dakota Fanning in una scena del remake de La guerra dei mondi
Tom Cruise e Dakota Fanning in una scena del remake de La guerra dei mondi

Al centro non ci sono eroi, non ci sono istituzioni, ma una famiglia travolta da quello che sta accadendo. Emerge la vulnerabilità, con le scene di panico collettivo; si richiamano visivamente immagini di quei momenti convulsi che abbiamo visto in tv, come Tom Cruise col volto imbiancato che emerge dal fumo; si accenna alla minaccia presente nel quotidiano, simboleggiata dai Tripodi alieni che non arrivano dallo spazio ma che spuntano dal sottosuolo. Uno Spielberg diverso, ma uno Spielberg riuscito e angosciante.

Disclosure Day: la necessità di comunicare

"Ascoltate." Un finale potente, una battuta finale che è un invito. Una frase sussurrata di orecchio in orecchio, il cui contenuto non è così importante. Quel che conta è il messaggio intrinseco, l'invito ad ascoltare, a comunicare, a capirsi. Non è un caso che i due prescelti di Disclosure Day abbiano ricevuto dalle entità aliene poteri complementari: la capacità di capire loro, per quanto riguarda Daniel, quella di capire noi per Margaret. Un doppio ponte tra loro e noi, un modo per annullare le distanze, capire. Capirci, come sottolineato nella nostra recensione di Disclosure Day.

Perché è solo attraverso la comunicazione che può arrivare la comprensione. Ed è solo quest'ultima che può annullare le distanze e azzerare i conflitti. Uno Spielberg sognante, come è stato altre volte, ma umanista, pronto a mettersi in gioco per veicolare un messaggio potente e quantomai preponderante nel mondo in fiamme in cui stiamo vivendo. Al netto del grande spettacolo d'intrattenimento, un invito che tutti dovremmo ascoltare.