The Midnight Man

2017, Horror

Da The Midnight Man a Ouija e Saw: giochi e rituali nell'horror

Tutte le declinazioni del gioco nel cinema horror, dai giochi da tavolo ai reality show, dalle sfide all'ultimo sangue agli enigmi letali e ai rituali ludici che incautamente risvegliano entità malefiche.

Questo inizio di 2018 riserva agli amanti dell'horror una piacevole sorpresa. È in arrivo al cinema The Midnight Man, ennesimo uomo nero del grande schermo che turberà le nottate degli spettatori dopo aver sconvolto quella della bella Alex (Gabrielle Haugh), chiamata a tenere d'occhio l'anziana nonna nella sua solitaria magione. In preda alla noia, Alex rinviene in soffitta una scatola da scarpe contenente le istruzioni di un gioco e, insieme all'amico Miles, decide di seguirle. Ciò che i due ragazzi scopriranno troppo tardi è che il gioco, in realtà, è un rituale volto a risvegliare una mostruosa creatura nota come Midnight Man, un demone che userà le loro paure più profonde per impossessarsi delle loro vite. L'unico modo per sconfiggerlo è restare vivi fino alle 3:33 di notte. Più facile a dirsi che a farsi.

The Midnight Man: Emily Haine in un momento del film

I brividi che ci regala The Midnight Man, nuova regia di Travis Zariwny, esperto scenografo nonché regista di Scavengers e del remake di Cabin Fever, affondano le radici nell'universo onirico. La notte, il buio, il subconscio. Il film, vagamente claustrofobico visto che è interamente ambientato in interni, esplora i ricordi e rievoca orrori del passato, tutti temi che riportano alla mente una saga notturna e adolescenziale - quantomeno per l'età dei bersagli del mostruoso protagonista - come Nightmare... e non a caso. In The Midnight Man ritroviamo l'attore feticcio di Nightmare Robert Englund nei panni di un ambiguo medico oltre a Lin Shaye, comparsa in ben due capitoli della saga, qui nei panni della nonna di Alex. Ma c'è un altro ingrediente che contraddistingue il film di Travis Zariwny: il gioco da tavolo rudimentale che Alex e Miles si ritrovano tra le mani e decidono di sperimentare senza preoccuparsi delle conseguenze. I giochi mortali sono una gustosa variate del genere, si spazia dai boarding game ai videogiochi, dalle prove di coraggio da superare a enigmi da risolvere. L'importante, naturalmente, non è partecipare, ma vincere. Diamo uno sguardo alle varianti ludico-orrorifiche che hanno anticipato The Midnight Man.

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In principio era Ouija

Linda Blair in una spaventosa scena de L'esorcista

La tavoletta di legno per comunicare con i defunti ha sempre avuto un notevole appeal nell'immaginario degli amanti dell'horror. La possibilità di mettersi in contatto con l'aldilà genera un certo fascino, ma comporta anche dei rischi. Difficile intuire in anticipo il mood degli spiriti che vengono disturbati. Sono almeno una cinquantina i film in cui la Tavola Ouija fa capolino, gran parte dei quali appartenenti al genere horror. Si parte da La casa sulla scogliera di Lewis Allen del 1944, inserito da Martin Scorsese nella lista degli 11 migliori film del terrore di tutti i tempi, anche se il vero debutto si colloca nel lontano 1919 con la commedia Quando le nuvole volano via. A rendere celebre l'iconografia della tavoletta Ouija è però, nel 1973, il cult di William Friedkin L'esorcista. Quello che sembra un innocuo gioco di società si rivela, infatti, lo strumento attraverso il quale il diavolo accede all'anima dell'adolescente Regan (Linda Blair).

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Ouija: Douglas Smith con Olivia Cooke e Ana Coto in una scena del film horror

Arriviamo al 2014 con Ouija, apoteosi della tavoletta al centro di una saga horror commerciale che ne rilancia la fama. Non a caso il gioco esoterico era stato inventato alla fine dell'800, cavalcando l'onda dello spiritismo che a quel tempo andava per la maggiore. Per quanto riguarda il film (che incassa oltre 103 milioni a fronte di un budget di soli 5 milioni), tre sono le regole del gioco: non giocare mai da soli, non giocare in un cimitero, salutare sempre. I personaggi della saga sperimenteranno le pene di chi infrange anche una sola delle tre regole. Altre saghe che ruotano attorno alla fatidica tavoletta sono Spiritika, dove il gioco viene portato in dono a una festa di fidanzamento dall'ex fidanzato geloso (guarda caso), Sèance, in cui un gruppo di studenti rimasto in dormitorio per il Ringraziamento evoca per errore lo spirito di un serial killer, e The Ouija Experiment, dove la tavola viene usata da due studenti cinema per ottenere visualizzazioni sul web, ma il fatidico passatempo viene usato come escamotage narrativo anche in Paranormal Activity e e nel recente The Conjuring - Il caso Enfield.

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Pazzo... da morire per i videogame

Samaire Armstrong e Jon Foster in una scena del film Stay Alive

Stay Alive è un horror low budget prodotto da McG nel 2006. Il concept, ideato dal regista e sceneggiatore William Brent Bell, ruota attorno a un videogame in versione beta ancora in fase di test, Stay Alive per l'appunto. Tutti coloro che si cimentano nel gioco e vengono eliminati, poco dopo vengono fatti fuori anche nella vita reale. La cosa curiosa è che per poter avviare la sessione di gioco occorre recitare un mantra chiamato "La preghiera di Elizabeth". La Elizabeth in questione è una nobile ungherese del XVI secolo, nota assassina seriale, che usa il videogioco per tornare a mietere vittime proprio come faceva in vita. Tredici anni prima l'antologia horror Nightmares - Incubi conteneva un episodio intitolato Bishop of Battle, nome di un celebre videogame da cui JJ Cooney (Emilio Estevez) è letteralmente ossessionato. Il suo scopo è quello di arrivare a giocare il fatidico livello 13, impresa in cui finora nessuno è riuscito a cinematrsi. L'ostinazione di JJ lo ripagherà, ma alla fine il ragazzo resterà intrappolato nel videogioco.

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Hellraiser: Hellworld - una scena del film

Sono del 1994 Arcade e Brainscan - Il gioco della morte, pellicole che esplorano le conseguenze dell'uso di videogiochi "speciali" sulle menti di ragazzini che provengono da famiglie in crisi. Vita reale e virtuale si mescolano in un mix fatale anche in Gamebox 1.0, altra pellicola horror incentrata su un videogame tester disperato dopo la perdita della fidanzata che viene risucchiato da misterioso videogioco in 3D recapitatogli via posta che ha il potere di giocare con la sua mente e i suoi ricordi. Gioco di specchi in Hellraiser: Hellworld. Il franchise omaggia i fan riflettendo su se stesso in un'avventura in cui Pinhead torna per terrorizzare cinque amici che sono dei fan sfegatati di Hellworld, un gioco online ispirato a Hellraiser. La ragione, stavolta, è la vendetta. Dietro Pinhead si cela il padre di uno dei ragazzi, fan sfegatato della saga che si è suicidato convinto di offrire la sua anima ai Cenobiti. Il padre decide, così, di vendicarsi degli amici, colpevoli di non essere riusciti a impedire il folle suicidio del figlio. Nel 2004 Dario Argento ha confezionato la sua variante dedicata al videopoker con Il cartaio in cui uno psicopatico sfida la polizia a giocare via internet. La posta in palio è la vita di ignare vittime.

Indovinelli e prove di coraggio

Cary Elwes in una scena di Saw - L'enigmista

Nell'incipit della saga horror più metacinematografica dell'era moderna (non per nulla il suo creatore è il grande Wes Craven) un killer cinefilo sottopone a Drew Barrymore un quiz telefonico da risolvere in breve tempo. Da sempre assassini che amano mettere alla prova le loro vittime con sfide fisiche o mentali proliferano nel mondo dell'horror. Il pubblico ama questo sottogenere e lo dimostrano gli incassi da capogiro di Saw - L'enigmista, saga in cui il misterioso serial killer Jigsaw, malato terminale di cancro al cervello, mette alla prova le sue vittime costringendole a prove sovrumane e sottoponendole ad atroci torture e mutilazioni per vedere se sono degne di sopravvivere. Senza dubbio richiede sangue freddo anche la situazione in cui si ritrovano i cinque protagonisti di Cube - Il cubo di Vincenzo Natali, bloccati in una stanza cubica con sei portelli mentre tentano di trovare una via d'uscita. Più thriller che horror, The Game - Nessuna regola di David Fincher gioca con la mente del suo ignaro protagonista, splendidamente interpretato da Michael Douglas, in una parossistica escalation di enigmi, menzogne e messe in scena che ruotano attorno a un esclusivo club di giochi di ruolo, chiamato Consumer Recreation Services (CRS).

Nerve2

Quanti horror si aprono con una sfida in cui uno o più personaggi decidono di trascorrere una notte in una casa stregata? Perfino Lamberto Bava, col suo piccolo cult Una notte al cimitero, mostrava l'impresa di cinque ladruncoli che si apprestano a trascorrere una nottata in un terreno sconsacrato per ottener il tesoro in palio. Nottata non certo serena. Una trama simile accomuna pellicole quali House of Fears, il classico del '59 La casa dei fantasmi e il suo remake, Il mistero della casa sulla collina. Ben altro tipo di gioco è quello al centro di Nerve, teen horror con Emma Roberts e Dave Franco. Nerve è un gioco di realtà virtuale, le persone possono arruolarsi online come giocatori o pagare per guardare come osservatori. I giocatori accettano ordini dagli osservatori e ricevono ricompense in denaro se eseguono quanto imposto. Non siamo ancora dalle parti di Blue Whale, ma poco ci manca. Nell'italiano Cose cattive di Simone Gandolfo i giovani protagonisti prendono parte a un gioco perverso lanciato da un blog su internet in cui gli utenti voteranno per la vita o la morte dei protagonisti. Simile sorte tocca ai concorrenti di Slashers, costretti ad affrontare clown demoniaci, dottori sadici e maniaci. Ciliegina sulla torta? Nel recente Game of Death, horror franco-canadese, il titolo evoca un boarding game che ha un'unica regola: se non uccidi qualcuno, ti esplode la testa, entro 20 minuti. Scopo del gioco? Arrivare a uccidere 24 persone. Quando si dice passatempo.

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