Il cast di Mr. Nobody a Venezia al gran completo. Jaco Van Dormael approda al Lido accompagnato da Jared Leto e dalle splendide Diane Kruger e Sarah Polley.
Siamo così giunti alla penultima giornata di questa 66° Mostra del Cinema di Venezia, giornata in cui vengono presentati gli ultimi tre film in concorso, ovvero Mr. Nobody, A Single Man e Lola. Fuori concorso The Hole in 3D di Joe Dante.
L'estate è agli sgoccioli e dopo averla trascorsa sui banchi di scuola per colpa di Annie, i ragazzi del West Beverly si godono l'ultimo weekend di sole prima di ritornare a studiare. Un nuovo inedito trio pare dominare il liceo: Naomi, Adrianna e Silver, mentre Annie, a casa, piange sugli errori commessi. Cosa accadrà in questa nuova stagione di 90210? Quali novità ci aspettano?
Un'idea ambiziosa che non funziona del tutto e che forse risente anche della scelta di fare del suo protagonista un personaggio fondamentalmente sgradevole.
Edizione soddisfacente sotto ogni aspetto per la commedia con Simon Pegg nelle vesti di giornalista a caccia di star.
L'illuminazione al film la fornisce la scaltrezza di una trama che procede per finissimi twist che definiscono l'impossibilità di una storia d'amore strozzata dalle cattive intenzioni.
Romero ci catapulta nel bel mezzo di uno zombie-western ambientato su un'isoletta immersa nel verde, una terra incantata ma afflitta da vecchi e nuovi conflitti, popolata da uomini ottusi che si ostinano a portare avanti antiche faide personali, incuranti del fatto che il mondo sta sprofondando in un'incubo senza fine.
Soul Kitchen è una commedia dalla struttura narrativa assolutamente formulaica e che ha nel suo protagonista Adam Bousdoukos un'autentica e vitalissima maschera comica.
Tre le pellicole in concorso oggi il thriller psicologico La doppia ora di Giuseppe Capotondi, con Timi e la Rappoport, il colorato Soul Kitchen del regista Fatih Akin, e l'egiziano El Mosafer, di Ahmed Maher.
L'incredibile commedia Soul Kitchen sconvolge le carte in tavola candidandosi a possibile Leone d'oro. Calorosa l'accoglienza riservata al regista Fatih Akin e al cast.
Filippo Timi, Kseniya Rappoport e Giuseppe Capotondi a Venezia per presentare il thirller La doppia ora, ultimo film italiano in concorso a Venezia.
Stone si limita a mostrare ai suoi conterranei e al resto del mondo un'immagine non minata dalla lampante falsità dei media stelle e strisce di personaggi sempre interessanti, ma spesso anche controversi.
Abbiamo incontrato Antoine Fuqua e Wesley Snipes, il regista e uno degli interpreti dell'applaudito poliziesco Brooklyn's Finest, presentato Fuori Concorso alla 66ma Mostra del cinema di Venezia.
L'anima surreale dell'opera gonfia le immagini di suggestioni destinate a sedimentarsi nello spettatore, mentre quella più concreta, che testimonia gli sviluppi politici del paese, appesantisce inevitabilmente il racconto, con una narrazione classica, lineare ed enfatica che tende a spezzare l'incantesimo.
Abbiamo incontrato l'affascinante attore texano in occasione della sua visita a Venezia per Brooklyn's Finest.
Nonostante le polemiche che influenzeranno inevitabilmente le opinioni sul film, possiamo sfatare ogni dubbio affermando che, a nostro giudizio, Il grande sogno è un discreto lavoro che unisce ricostruzione storica a dramma borghese, suggestive scene di massa a scene calde, incluso un nudo frontale di Jasmine Trinca.
Buona resa tecnica per il Blu-ray di Donnie Darko visto anche il livello qualitativo del master. Ottimo il lavoro svolto sull'audio. Delude la sola presenza della Director's Cut a discapito della versione uscita in sala
Una conferenza stampa animata e affollata per il terzo film italiano in concorso a Venzia 66., Il grande sogno. Accanto al regista ci sono i due interpreti Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca.
Delude l'ennesima variazione di Romero sul mondo degli zombie, mentre divide la critica il ritratto del 68 di Placido che torna in concorso dopo il catastrofico Ovunque sei. Si candida per il Leone alla regia l'iraniano Women Without Men.
Il papà degli zombie a confronto col pubblico di Venezia. L'infaticabile Romero ci offre la chiave di lettura del suo ultimo capitolo zombesco, il macchiettistico Survival of the Dead.
Abel Ferrara approda a Venezia con un giorno di ritardo per presentare la sua docu-fiction sulla realtà partenopea, Napoli Napoli Napoli.
Direttamente in home-video il film a episodi che cerca di raccontare cosa accade subito dopo il sesso: l'edizione è buona dal punto di vista tecnico, scarna riguardo agli extra.
Nonostante non manchino elementi da commedia, 'Una soluzione razionale' è fondamentalmente un'analisi sui comportamenti umani e in particolare sulla coppia.
Basato, come il romanzo-inchiesta di Jon Ronson da cui è tratto, su eventi realmente accaduti e su studi che l'esercito americano ha veramente condotto in gran segreto a Fort Meade, The Men Who Stare at Goats segna l'esordio alla regia di Grant Heslov, già sceneggiatore per Clooney di Good Night, and Good Luck.
Se il tema della maternità a rischio tocca più da vicino l'universo femminile, lo stile minimalista e l'energia impressa nella rappresentazione del personaggio principale dimostrano la volontà del film di rivolgersi a un pubblico ben più variegato e la misura che caratterizza il lavoro fa passare in secondo piano le sbavature nella confezione e qualche scena fuori misura.
Il documentario di Abel Ferrara non è un omaggio alla città partenopea, ma piuttosto una mappa dei suoi problemi.
Il divo George Clooney arriva a Venezia per The Men Who Stare at Goats, ma la giornata ha dato spazio anche all'Italia, sia direttamente con Lo spazio bianco di Francesca Comencini ed Il compleanno di Marco Filiberti, sia indirettamente con Napoli Napoli Napoli di Abel Ferrara.
Incontro con l'autrice del libro, Valeria Parrella, e con Margherita Buy e Francesca Comencini, rispettivamente interprete e regista del dramma che ha suscitato notevoli consensi alla Mostra del Cinema.
Caos al Lido per l'arrivo di George Clooney che, come sempre, anima una conferenza turbolenta contrassegnata da dichiarazioni d'amore e domande di puro gossip per presentare il bellissimo The Men Who Stare at Goats. Con lui Ewan McGregor e il regista Grant Heslov.
Filiberti confeziona un'opera pervasa da una costante tensione omoerotica e da un gusto snobisticamente kitsch che fanno perdere di vista la complessità di una storia in cui le numerose forze centrifughe in ballo spingono verso direzioni così diverse che è difficile non rimanerne disorientati.
Un'opportunità unica, che rappresenta uno dei momenti più interessanti della 66. Mostra del cinema: un incontro con John Lasseter e i suoi più quotati collaboratori alla scoperta dei segreti della lavorazione dei gioielli dei Pixar Animation Studios.
La grandiosità di Lebanon sta nel riuscire a riprodurre alla perfezione le sensazioni dei quattro protagonisti all'interno del carroarmato; la stessa sensazione di pericolo e di claustrofobia, l'impossibilità di sapere cosa realmente succede al di fuori di quella mortale trappola di ferro se non attraverso il telescopio del cannone.
Nonostante alcuni momenti in cui il film funziona davvero, sono molti quelli in cui il meccanismo si inceppa perdendo di ritmo. Violento, torbido e incentrato unicamente sul cast, Brooklyn's Finest verrà sicuramente apprezzato dai fan di Fuqua, che resteranno soddisfatti da questo film che pur rimanendo un surrogato di 'Training Day', si candida ugualmente ad essere uno dei migliori cop-movie degli ultimi anni.
"G.I. Joe - La nascita dei Cobra" è esattamente quello che ci si potrebbe aspettare da un film che ha per protagonista la famosa serie di action figures: muscolare, fracassone, grondante di effetti speciali, ma anche privo di un vero e proprio sviluppo narrativo e ricolmo di stereotipi patriottici.
L'enigmatico film del cingalese Jayasundara risulta certamente ostico nella sua lettura, ma il lirismo delle immagini e la loro produzione di senso hanno una potenza tale da superare comprensibili difficoltà di interpretazione.
Soderbergh è bravissimo a donare al film un ritmo serrato, trasformando una storia fondamentalmente drammatica in una commedia divertente e al limite del surreale quasi fosse un film dei fratelli Coen.
E' definitivamente decollato il concorso della Mostra di Venezia, che ha ormai superato la metà del suo percorso. Mette una seria ipoteca sulla vittoria del Leone d'oro il magico Between Two Worlds, mentre Rivette riconferma la sua classe. Fuori concorso diverte The Informant! di Soderbergh con un grassissimo Matt Damon.
Alla Mostra di Venezia presentato il secondo film francese in concorso, diretto dal maestro Jacques Rivette che durante la conferenza stampa ha rifiutato di rispondere a qualsiasi domanda. A prendere la parola sono stati perciò i protagonisti Sergio Castellitto e Jane Birkin.
The Horde fagocita gli stereotipi del genere riproponendoli in una forma nuova e diversa che mai, neppure per un istante, ci fa provare la sensazione del già visto.
Steven Soderbergh e Matt Damon presentano fuori concorso a Venezia The Informant!, satirica ricostruzione di un'incredibile tentata truffa ai danni di una corporation e della stessa FBI.
Doc West è una fiction divertente e per tutta la famiglia che alterna momenti drammatici con spassosi siparietti comici e scazzottate tipiche del cinema che Hill faceva in coppia con il suo amico Bud Spencer.
La fiaba gentile di Rivette si caratterizza per una struttura narrativa minimale, arricchita qua e là da sporadici tocchi registici che servono a ricordarci chi è dietro la macchina da presa e incentrata sul duetto tra le sue due star, l'algida Jane Birkin e il nostro miglior Castellitto da esportazione.
'Dieci inverni' è una commedia romantica atipica, che si limita a inquadrare dieci momenti diversi della fase d'innamoramento e corteggiamento di due persone, pochi flash distanti nel tempo e a volte anche nello spazio.
Ci sono piccole ingenuità e difetti macroscopici in quest'opera che ci negano il gusto di gridare alla nascita di un grande autore, ma la sua freschezza e la frequenza con cui riesce a fare delle immagini una violenta poesia metropolitana lascia ben sperare per il futuro.
White Material è un film duro e asciutto capace di raccontare con vigore e senza un briciolo di retorica quella che è, per molto paesi del continente aficano, un'atroce quotidianità.
Il fondatore dei Pixar Animation Studios ha incontrato la stampa prima di ricevere il Leone d'Oro alla carriera, in una coloratissima giornata tutta dedicata al suo straordinario lavoro.
Presentata al Lido di Venezia Doc West, la fiction western targata Mediaset in due puntate diretta da Giulio Base in coppia con Terence Hill che andrà in onda il 7 e il 14 settembre in prima serata su Canale 5. Protagonista lo stesso Terence Hill nei panni di un dottore che oltre ad essere un abile pistolero ha anche il vizietto del poker.
Un Moore esplosivo che come sempre sa alternare bene le scene drammatiche a quelle che sono autentiche perle di comicità; sa riportare in auge situazioni paradossali ma spesso ignote ai più e soprattutto sa realizzare una pellicola che è un perfetto prodotto cinematografico a tutto tondo.
Da John Lasseter a Michael Moore, dal volto fantastico e tecnologico a quello politico e satirico del cinema americano contemporaneo, la giornata di oggi riserva inoltre la visione del bel White Material di Claire Denis e la sorpresa horror La Horde.
Michael Moore presenta a Venezia il suo ultimo documentario, Capitalism: A Love Story, un lavoro come sempre necessario ad aprire (per chi ancora non lo avesse fatto) sui danni dell'economia capitalistica.