Torna stanotte su Rete 4 a mezzanotte e mezzo l'esordio alla regia di Carlo Verdone, Un sacco bello, caleidoscopica commedia che vede l'attore nei panni di alcune delle macchiette che lo accompagneranno a lungo nel corso della sua carriera. Enzo, Leo Nuvolone e Ruggero si muovono in una Roma assolata e semideserta a Ferragosto, combinando guai e dando vita a gag esilaranti.
Durante la lavorazione non tutto è filato liscio, come ha rivelato lo stesso Verdone raccontando il coinvolgimento del produttore Sergio Leone, presente sul set e attento a ogni dettaglio... forse perfino troppo.
Trama completa di Un sacco bello
Uscito nel 1980, Un sacco bello è un film in tre episodi che condividono la medesima ambientazione: una Roma torrida e assolata Ferragosto. Enzo, un coatto di periferia, fa il giro degli amici in cerca di qualcuno che lo accompagni a un tour sessuale in Polonia. Leo Nuvolone, ragazzo ingenuo e impacciato che vive con la madre a Trastevere, incontra Marisol (Veronica Miriel), turista spagnola in difficoltà che lo convince a ospitarla a casa, ad accompagnarla in giro per Roma e poi a organizzare una romantica cena in terrazza interrotta dall'arrivo del fidanzato di lei. Ruggero Brega, hippie spiantato, si reca a Roma con la compagna dove incontra il padre (Mario Brega), che invita la coppia a casa per cercare di convincere il figlio a lasciare la comune e a tornare a un'esistenza più canonica.
Lo schiaffo di Sergio Leone
Carlo Verdone considera Sergio Leone il suo mentore. Il maestro del cinema gli ha insegnato tutto e lo ha sostenuto nel suo esordio, di cui era produttore esecutivo. Il film, costato pochissimo, ha ottenuto un successo insperato grazie alle trovate comiche di Verdone alla cura dei dettagli, come ha spiegato il regista.
Nella girare la scena di una telefonata , Verdone doveva sembrare sconvolto. per aiutare la sua recitazione Sergio Leone gli chiese di seguire l'esempio di Dustin Hoffman ne Il maratoneta, invitandolo a fare una corsa percorrendo due giri dell'isolato prima di rientrare. Vista l'afa romana, l'attore decise di mentire e si nascose in fondo alle scale per poi risalire dopo una decina di minuti fingendo di ansimare.
Iniziato il ciak, la mano di Leone entro in campo, con tanto di anello, e gli diede un sonoro ceffone. Il motivo? il regista di C'era una volta il West, affacciato alla finestra, non lo aveva visto passare e aveva capito che gli aveva mentendo.