Un altro sabato all'insegna di cazzotti, fagioli e risate su Rete 4, che stasera, sabato 30 maggio, ripropone la visione di Continuavano a chiamarlo Trinità, seguito dello spaghetti western Lo chiamavano Trinità che continua a riproporre le pazze avventure dei fratelli Trinità e Bambino.
Scritto e diretto da E.B. Clucher., pseudonimo di Enzo Barboni, il classico inossidabile continua a divertire generazioni di telespettatori dopo essere stato campione d'incassi assoluto nella stagione cinematografica 1971-72. Bud Spencer e Terence Hill consolidano ulteriormente la loro collaborazione grazie a una incredibile sintonia sul set e a qualche piccolo retroscena come quello che stiamo per rivelarvi.
Trama di Continuavano a chiamarlo Trinità
In questa nuova avventura western Trinità e suo fratello Bambino si riuniscono a casa dei genitori per far visita al padre anziano e sofferente. Sul letto di morte gli promettono di esaudire il suo ultimo desiderio: diventare due veri fuorilegge. Più facile a dirsi che a farsi visto il cuore tenero di Trinità che, per farsi bello di fronte a una ragazza, si finge agente federale. Ma quando la notizia giunge all'orecchio di James Parker (Gianfranco Bellini), facoltoso contrabbandiere di armi.
Convinto di trovarsi di fronte a due veri agente federali, Parker prova dapprima a corromperli e poi a convincerli ad andarsene consigliando loro di stare lontano dai frati della missione, descritti come "maneschi e peccaminosi" dai peones. In realtà la missione viene usata da Parker per coprire il contrabbando di armi effettuato dai suoi travestiti da frati (da qui l'equivoco), che picchiano e imprecano tenendo sotto scacco i veri religiosi, che appaiono piuttosto intimoriti. Trinità e Bambino sottraggono a Parker i soldi del contrabbando e lo attirano nella missione dove, mescolandosi ai frati, accoglieranno lui e i suoi uomini a suon di sganassoni.
Frati veri o finti: l'esilarante equivoco su cui si regge il finale
La scazzottata finale di Continuavano a chiamarlo Trinità si svolge proprio all'interno della missione, ricostruita negli stabilimenti della De Laurentiis sulla via Pontina, alla periferia sud-est di Roma. In un primo tempo, Trinità e Bambino si travestono da frati cercando di respingere l'assalto di Parker e dei suoi uomini, il tutto nonostante l'assenza delle armi, lasciate per lo più fuori dalla missione.
Mentre i due menano i cattivi di turno sotto lo sguardo dei frati atterriti, uno di loro invita i confratelli all'azione al grido di_ "Fratelli, cacciamo i mercanti dal tempio!"_. ed eccoli pronti a menar le mani grazie alla trovata del regista E.B. Clucher che, invece di limitarsi a scegliere semplici comparse, mise insieme una squadra di atleti, stuntman professionisti e persino ex pugili. Clucher si affidò al celebre stuntman e maestro d'armi Giorgio Ubaldi e alla sua squadra, che comprendeva atleti e controfigure storiche del cinema italiano dando così vita alla celebre sequenza finale.