Il successo travolgente di Toy Story 5, che ha esordito con oltre 312 milioni di dollari al box office mondiale, ha già riacceso una domanda inevitabile: Pixar e Disney realizzeranno anche Toy Story 6? A rispondere è stato Tom Hanks, storica voce di Woody fin dal primo capitolo del 1995. L'attore premio Oscar non ha escluso un ritorno, ma ha messo una condizione precisa: non importa se con la sua voce o con l'IA. Il film dovrà avere qualcosa di nuovo da raccontare.
"Se fate Toy Story 6 deve valerne davvero la pena"
"Se devono fare un altro Toy Story, deve valerne davvero la pena", ha dichiarato Tom Hanks a Entertainment Weekly. "Deve essere grande cinema. Deve affrontare un tema nuovo, non può esistere solo perché il pubblico ama il titolo. Certo, è un enorme business, ma se non è qualcosa di buono, fresco e originale, allora non c'è alcun motivo per farlo".
Parole che riflettono una preoccupazione condivisa da molti fan della saga, che dopo 31 anni continua a essere uno dei franchise più amati della storia dell'animazione.
Nel corso dell'intervista, però, Hanks ha affrontato anche un tema più delicato: il futuro degli attori nell'era dell'intelligenza artificiale.
Secondo la star americana, Disney possiede ormai così tante registrazioni della sua voce nei panni di Woody da poter teoricamente ricreare il personaggio anche senza il suo coinvolgimento diretto.
"Il tempo è imbattibile", ha spiegato. "La domanda è se un giorno potranno assemblare una versione di me. Ogni parola che abbiamo registrato per Toy Story è conservata in formato digitale da qualche parte. Potrebbero costruire qualsiasi dialogo desiderino".
Una possibilità che Hanks e il collega Tim Allen, voce di Buzz Lightyear, definiscono apertamente inquietante. "È una prospettiva spaventosa", hanno ammesso.
L'ombra dell'intelligenza artificiale
Non è la prima volta che l'attore esprime dubbi sull'impatto dell'AI nel mondo dello spettacolo. Già nel 2023 aveva avvertito che le nuove tecnologie permetteranno agli studios di ricreare attori a qualsiasi età, persino dopo la loro morte.
"Potrei essere investito da un autobus domani e sarebbe finita", aveva spiegato. "Ma le mie interpretazioni potrebbero continuare per sempre. Grazie all'intelligenza artificiale e ai deepfake, potrebbe non esserci alcun modo per distinguere una performance reale da una generata artificialmente".
Una riflessione che va ben oltre Toy Story e che tocca uno dei temi più discussi dell'industria cinematografica contemporanea: chi controllerà davvero l'identità digitale degli attori nel futuro di Hollywood.