Per quasi dieci anni sono stati tra gli uomini più importanti di casa Netflix. Poi, nel giro di pochi mesi, Matt e Ross Duffer hanno scelto Paramount e Shawn Levy ha preparato il trasloco verso Disney. Considerando che tutti e tre hanno avuto un ruolo decisivo nella nascita e nel successo di Stranger Things, la domanda nasce spontanea: cosa sta succedendo dietro le quinte?
Ted Sarandos ha ora offerto la sua versione e, almeno stando alle sue parole, non ci sono state porte sbattute o divorzi à la Hollywood. Il problema è molto più semplice: dopo anni passati davanti alle serie tv, i Duffer e Levy hanno voglia di grande cinema.
Dietro l'addio dei fratelli Duffer a Netflix ci sarebbe il sogno del cinema
La partenza che ha fatto più clamore è stata quella dei fratelli Duffer, pronti ad aprire una nuova fase della loro carriera con Paramount grazie a un accordo esclusivo di quattro anni per cinema e televisione.
Netflix avrebbe potuto vivere la decisione come uno sgarbo, considerando tutto quello che Stranger Things ha rappresentato per la piattaforma. Sarandos, invece, sostiene di aver reagito in maniera praticamente opposta.
"I Duffer hanno lavorato con noi per un decennio e in questo momento non volevano fare altre serie TV", ha spiegato. "Vogliono davvero realizzare grandi film evento per il cinema".
Il CEO racconta anche di aver dato ai due autori una piccola spinta verso l'uscita: "Ho detto a Matt e Ross: 'Siete bravissimi in quello che fate e penso che dobbiate provarci. Avete 40 anni. Non svegliatevi a 60 desiderando di averlo fatto vent'anni prima'".
Insomma, più benedizione che addio traumatico. E la versione di Sarandos coincide con quella dei diretti interessati: Matt Duffer aveva già spiegato che uno degli aspetti più allettanti dell'accordo con Paramount era proprio la possibilità di realizzare film destinati alle sale, un campo in cui Netflix segue ancora una filosofia molto diversa rispetto agli studios tradizionali.
Questo, però, non significa che Hawkins venga impacchettata insieme alle scrivanie dei due fratelli. Netflix mantiene Stranger Things e il suo universo narrativo, che potrebbe continuare ad allargarsi anche dopo la conclusione della serie principale.
Anche Shawn Levy cambia casa: di mezzo c'è Star Wars
Se i Duffer guardano alla sala, Shawn Levy non è certo da meno. Il regista e produttore lascerà Netflix dopo un rapporto durato circa un decennio e porterà la sua 21 Laps Entertainment alla 20th Television, sotto l'ombrello Disney.
In questo caso c'è anche un ingombrante elefante galattico nella stanza: Star Wars. Levy sta dirigendo Star Wars: Starfighter per Lucasfilm e Sarandos lascia intendere che quello potrebbe essere soltanto l'inizio.
"Shawn si trovava più o meno nella stessa situazione", ha spiegato. "Quando hai un accordo generale con qualcuno che ha impegni altrove, sei continuamente in competizione per il suo tempo. Shawn farà film di Star Wars ancora per un po', quindi il fatto che il suo accordo sia con Disney ha molto senso".
Una frase che, incidentalmente, potrebbe già far drizzare le antenne ai fan della saga. Sarandos parla infatti di "film" al plurale, anche se al momento l'unico progetto annunciato con Levy alla regia resta Starfighter.
Il cambio di studio non cancellerà comunque tutto ciò che Levy sta sviluppando per Netflix. Tra i progetti destinati a rimanere sulla piattaforma c'è Sticks, drama ambientato nel mondo dell'hockey.
Stranger Things resta a Netflix, anche senza i suoi uomini simbolo
Il quadro tracciato da Sarandos è quindi meno drammatico di quanto suggerisca la sequenza degli addii. Netflix perde tre collaboratori che hanno contribuito in maniera enorme alla sua crescita, ma non sembra intenzionata a trasformare la vicenda in una battaglia tra studios.
Soprattutto, Stranger Things non si muove da Netflix. "L'universo di Stranger Things continuerà a far parte del loro successo per sempre", ha sottolineato Sarandos parlando dei Duffer e chiudendo la questione.