Paramount-Warner Bros., via libera alla maxi fusione: dopo un anno, manca poco all’accordo

Cade anche l'ultimo ostacolo giudiziario alla fusione tra Paramount e Warner Bros. Discovery. L'operazione da circa 110 miliardi di dollari punta ora alla chiusura definitiva.

Paramount-Warner Bros.

Uno dei più grandi riassetti nella storia recente di Hollywood è ormai a un passo dal traguardo. Paramount ha ottenuto il via libera giudiziario necessario per procedere con l'acquisizione di Warner Bros. Discovery, dopo che la giudice federale Araceli Martínez-Olguín ha approvato l'accordo raggiunto con i procuratori generali di dodici Stati americani.

La chiusura dell'operazione, valutata circa 110 miliardi di dollari, è prevista per il 6 ottobre. Ma cosa implica?

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Le dimensioni dell'operazione si capiscono soprattutto mettendo in fila ciò che confluirà nella nuova società. Da una parte ci sono Paramount Pictures, CBS, Paramount+, MTV, Comedy Central e franchise come Mission: Impossible, Top Gun, Yellowstone e il catalogo Nickelodeon. Dall'altra Warner Bros., HBO, HBO Max, CNN, DC Studios e universi che vanno da Harry Potter a Il trono di spade.

Un patrimonio enorme di cinema, televisione, streaming e informazione destinato a finire sotto una sola struttura societaria. Ed è proprio questa concentrazione ad aver alimentato le contestazioni antitrust che hanno accompagnato il progetto negli ultimi mesi.

La giudice Martínez-Olguín ha però ritenuto che l'intesa raggiunta dalle parti rappresenti una soluzione giuridicamente adeguata della controversia, pur riconoscendo che il compromesso non soddisfa tutte le richieste avanzate dagli oppositori della fusione. Con l'approvazione del tribunale cade così quello che era rimasto il principale ostacolo legale all'operazione.

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Anche i vertici della futura società iniziano intanto a prendere forma. David Ellison sarà affiancato come co-CEO da Ynon Kreiz, in uscita da Mattel, mentre Casey Bloys, attuale responsabile di HBO, dovrebbe assumere un ruolo centrale nella gestione delle attività streaming del nuovo gruppo.

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Il via libera non arriva senza condizioni, ovviamente. L'accordo con gli Stati introduce una serie di impegni pensati soprattutto per limitare gli effetti della concentrazione sul mercato cinematografico e televisivo.

Tra i punti più importanti c'è l'obbligo di aumentare gli investimenti nella produzione statunitense di almeno 300 milioni di dollari l'anno. Sono inoltre previste garanzie sul numero di film destinati alle sale e sulla permanenza sul mercato dei principali asset produttivi. Reuters riferisce che l'intesa impone almeno 30 uscite cinematografiche annuali negli Stati Uniti per i prossimi cinque anni, insieme ad altri vincoli sulle trattative relative ai canali via cavo.

Particolare attenzione è riservata anche all'informazione. CBS News e CNN, che dopo la fusione faranno capo allo stesso gruppo, saranno sottoposte alla supervisione di un organismo incaricato di tutelare principi di indipendenza editoriale. È uno dei temi più delicati dell'accordo, proprio per la portata che la nuova società avrà nel settore dei media americani.

Restano comunque le critiche. Diverse associazioni e alcuni esponenti istituzionali avevano chiesto condizioni più severe, temendo conseguenze sulla concorrenza, sull'occupazione e sulla varietà delle produzioni. Il tribunale ha però stabilito che queste obiezioni non costituiscono una base sufficiente per respingere l'intesa raggiunta.

Salvo nuovi imprevisti, dunque, il 6 ottobre Paramount e Warner Bros. Discovery dovrebbero diventare un solo colosso. A quel punto inizierà la parte forse più interessante: capire come una concentrazione di queste dimensioni cambierà strategie cinematografiche, piattaforme streaming e gestione di alcuni dei franchise più preziosi di Hollywood.

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