Eric Weinberg, sceneggiatore e produttore televisivo noto soprattutto per il lavoro su Scrubs e Californication, è comparso in tribunale a Los Angeles per l'inizio del processo che lo vede accusato di violenza sessuale nei confronti di sette donne.
L'accusa: "Aveva creato un'immagine di sé"
Weinberg, 66 anni, si trova attualmente in carcere dal 2022, quando è stato arrestato nell'ambito di un procedimento che comprende complessivamente 23 accuse di stupro e aggressione sessuale.
Il processo dovrebbe durare tra le sei e le otto settimane. Le sette donne coinvolte nel caso testimonieranno in aula utilizzando soltanto il nome di battesimo e saranno accompagnate da cani di supporto emotivo. È inoltre prevista la deposizione di un'ottava donna, le cui accuse non fanno parte dei capi d'imputazione.
Secondo la procura, Weinberg avrebbe costruito deliberatamente una determinata immagine di sé per avvicinare le donne. Si sarebbe presentato come un fotografo amatoriale e avrebbe invitato le vittime nella propria abitazione di Los Feliz con il pretesto di realizzare dei servizi fotografici.
Durante l'arringa introduttiva, la procuratrice Ariel Anson ha sostenuto che l'imputato avrebbe sfruttato proprio la fiducia generata da quella facciata. "L'imputato aveva costruito con attenzione un'immagine di sé", ha dichiarato Anson alla giuria. Le donne, secondo la procuratrice, lo avrebbero considerato "un uomo di successo, gentile e con una famiglia" e si sarebbero aspettate che rispettasse i loro limiti.
La procura sostiene invece che Weinberg avrebbe seguito uno schema simile con le diverse donne, utilizzando il proprio atteggiamento affabile per creare una situazione nella quale poteva aggredirle. "Poteva essere molto affascinante, amichevole e carismatico", ha detto Anson. "Ha usato quella maschera e uno schema sistematicamente con queste donne, ancora e ancora".
Gli episodi contestati risalgono al periodo compreso tra il 2014 e il 2019.
Le fotografie degli incontri diventano prove nel processo
Uno degli elementi mostrati alla giuria durante le dichiarazioni iniziali sono state alcune fotografie scattate dallo stesso Weinberg alle donne che lo accusano. In alcune immagini, secondo quanto riferito in aula, si vede la mano dell'uomo intorno al collo di una delle donne.
La procura sostiene che quelle fotografie siano state realizzate proprio durante le aggressioni. "Il motivo per cui abbiamo queste fotografie è che l'imputato ha documentato e fotografato le aggressioni mentre stavano avvenendo", ha spiegato Anson.
Dopo gli incontri, Weinberg avrebbe consegnato alle donne le fotografie realizzate. Alcune gli avrebbero chiesto di cancellarle. Una delle accusatrici, secondo la ricostruzione emersa in aula, avrebbe inizialmente pensato di eliminare personalmente le immagini, per poi decidere di conservarle perché avrebbero potuto diventare prove utili per le autorità.
La difesa ha però dato alle immagini un'interpretazione completamente diversa. L'avvocato Philip Cohen ha riconosciuto che alcuni giurati potrebbero essere arrivati in aula con un'opinione già negativa nei confronti di Weinberg. Ma, secondo il legale, il processo dovrebbe concentrarsi esclusivamente su ciò che la procura è in grado di dimostrare secondo la legge. "Quando eliminate i pregiudizi, la simpatia, il fattore inquietante e guardate a ciò che richiede la legge, loro hanno un problema in questo caso", ha sostenuto Cohen.
La domanda, ha aggiunto, è una soltanto: "È un criminale?". Il legale ha inoltre sostenuto che, per arrivare a una condanna per violenza sessuale, la giuria dovrebbe stabilire che Weinberg fosse consapevole della paura provata dalle donne. A suo giudizio, alcune delle fotografie mostrate in aula non dimostrerebbero questa consapevolezza, perché in determinate immagini le donne appaiono sorridenti. "A cosa stava pensando Weinberg?", ha chiesto Cohen. "Non c'è una sola indicazione che Weinberg sapesse che qualcuno aveva paura e ne approfittasse".
Cohen ha poi messo in discussione l'evoluzione dei racconti forniti dalle accusatrici, sostenendo che le loro versioni sarebbero diventate progressivamente più incriminanti rispetto a quanto riferito inizialmente alla polizia.
L'avvocato ha citato anche i contatti avuti da alcune delle donne con l'ex moglie di Weinberg, che le avrebbe convinte a presentare dichiarazioni giudiziarie nell'ambito della propria battaglia per l'affidamento dei figli. Secondo Cohen, la donna avrebbe avuto interesse a "mettere Eric in prigione" e a favorire eventuali richieste di risarcimento civile.
La procura, intanto, dovrebbe chiamare a testimoniare Barbara Ziv, psicologa forense specializzata in casi di violenza sessuale. Il suo intervento servirà, secondo Anson, a spiegare alla giuria alcuni comportamenti che possono apparire contraddittori nelle testimonianze delle presunte vittime.
In particolare, la procuratrice sostiene che alcune donne potrebbero aver cercato di assecondare Weinberg o minimizzare ciò che stava accadendo per riuscire ad allontanarsi dalla situazione senza ulteriori conseguenze. "Non hanno combattuto, non hanno scalciato, non hanno urlato", ha detto Anson. "Quello che stavano cercando di fare era assicurarsi di uscire da lì sane e salve".