Tifo da stadio e abbigliamento a tema: John C. mcGinley è salito sul palco del COMICON di Napoli con la maglia della squadra di calcio cittadina, con il numero 10 di Maradona sulle spalle. Un onore per l'ospite di punta di questa edizione, protagonista di Scrubs, l'iconica serie da poco tornata con una stagione revival che sta convincendo il pubblico.
L'occasione per approfondire il personaggio e il ritorno della popolare comedy, soffermandoci anche su qualche preferenza personale. Cercando di trascinarlo, senza riuscirci veramente, in una piccola polemica sulla discussa stagione 9 di Scrubs sulla quale ci ha rivelato una interessante curiosità produttiva.
John C. McGinley e Perry Cox uniti nel dolore
Partiamo dal suo personaggio, da quel Perry Cox che è un misto di sarcasmo e umanità. Quanto c'è di lei in Cox?
"Penso che Perry Cox e John C. McGinley si intersechino nel concetto di "danno". Io sono un uomo danneggiato e Perry Cox lo è altrettanto, ma abbiamo danni diversi. Io preferisco esplorare e scavare nel mio dolore mentre Cox ne è consumato. È un alcolizzato, ha divorziato e si è risposato tre o quattro volte con Jordan, è il capo di un ospedale ed è estremamente impaziente."
E McGinley trova che qui, in questa intersezione, ci sia l'aspetto più interessante: "si incontrano davanti all'obiettivo e quel conflitto interiore è ciò verso cui la cinepresa gravita naturalmente. Incontro Cox a metà strada. Non indosso i suoi pesi come Sisifo con il suo macigno, non mi carico dei suoi danni, ma li capisco. Gli autori sanno descrivere la vulnerabilità, ma Cox non vuole che nessuno sappia che è vulnerabile. Come attori, noi ci tuffiamo proprio in quello."
E cambierebbe qualcosa di lui? "Non cambierei nulla. A differenza del protagonista che deve 'conquistare la ragazza', Cox è libero di andare in direzioni diverse ogni settimana, non è mai ridondante. Dopo 10 anni, non sbadigli mai guardandolo perché è fuori di testa e gestisce così tante emozioni. In TV comandano gli autori, e quello che hanno fatto per Cox è un regalo infinito. Non avrei mai avuto il diritto di cambiare nulla. Cox torna sempre all'amore, anche se non vuole che si sappia. È bellissimo."
La verità sulla Nona Stagione e il cambio di titolo mancato
Facciamo poi un passo indietro rispetto al revival, verso quella stagione 9 di Scrubs che i fan non hanno amato. Cosa non ha funzionato secondo l'attore? "Non credo che nulla sia andato storto con la stagione 9. Era il 2008, c'era la recessione in America, a Los Angeles non c'era lavoro. Lo show si era concluso dopo otto anni sulla NBC. Poi, dal nulla, la ABC disse: 'Non abbiamo nulla per il giovedì sera, riprendiamo Scrubs'. Questo significava 140 posti di lavoro per tecnici e attori nel bel mezzo di una crisi economica."
L'incomprensione, però, viene da un altro punto: "In realtà non doveva chiamarsi Scrubs, ma The Teaching Hospital, perché era un grande cambiamento con un nuovo cast, come Dave Franco. All'ultimo minuto il network è andato nel panico e ha insistito per chiamarlo Scrubs. Ma non lo era. C'erano Zach e Sarah per un po', ma era un gruppo di ragazzi nuovi. Io ero felice di lavorare nel 2008, lo adoravo. Rispetto chi non l'ha apprezzata, ma non sono d'accordo."
Discorso diverso, invece, per la stagione 10, che è invece un revival: "Ci sono tutti gli OG, gli Original Gangsters: Judy, Sarah, Zach, Donald e io. Penso che gli autori abbiano rimescolato con acume le carte per correggere ciò che non aveva funzionato nella nona stagione e il tono è tornato quello dello Scrubs originale." E per questo "il revival è fantastico!"
Il consiglio al me stesso 24enne: "Andrà tutto bene"
Hai interpretato molti ruoli da mentore. Se dovessi scegliere un solo consiglio che hai seguito o che daresti al te stesso più giovane? "Direi al John C. McGinley di 24 anni, appena uscito dalla NYU e spaventato, che tutto andrà bene. In un modo o nell'altro, andrà bene. Magari non come volevi tu, ma andrà bene. Non sarai Tom Cruise, non sarai Hugh Jackman o Humphrey Bogart. Sarai John McGinley e andrà bene. È difficile da accettare quando sei giovane e pieno di testosterone e vuoi solo scalare la vetta, ma alla fine arriverai alla tua cima".
Oltre a Dr. Cox, quale medico della TV vorresti che ti curasse? "Beh, ora direi Zach (Braff, ndr), perché in questa stagione, nell'episodio 108, Cox si ammala e sceglie J.D. per farsi curare. Quindi direi John Dorian. È strano da dire, ma è la verità".
Bill Lawrence e il segreto di Scrubs: tra risate e lacrime
E qual è secondo John C. McGinley il segreto di Scrubs nel suo essere un perfetto feel good movie o serie?
Un segreto che identifica nel suo autore: "Il segreto è Bill Lawrence. È un 'unicorno' perché sa fare commedia demenziale e un momento dopo ti apre lo sterno per mostrarti il cuore. È un equilibrio difficilissimo perché se esageri diventa sciocco, ma Bill coltiva un contesto che è divertente, divertente, divertente... e poi triste. Ti prende alla sprovvista." Spiazza e lascia il segno, come dimostra l'enorme popolarità della serie negli anni.
E qual è il suo feel good movie preferito, per restare in tema?
"A Natale La vita è meravigliosa. E poi guardo sempre Casablanca. Ora stiamo girando Rooster con Steve Carell nei lotti della Warner Bros e ogni volta che entri in un teatro di posa c'è una targa che ti dice cosa è stato girato lì. Sapere di recitare dove Bogart ha girato Casablanca nel 1945 è fantastico per un appassionato di cinema come me."