Scarlett Johansson contro i Golden Globe: "È un'organizzazione sessista"

Scarlett Johansson fa parte di coloro che criticano aspramente i Golden Globe e la Hollywood Foreign Press Association, che organizza la serata dei premi.

NOTIZIA di 08/05/2021

Scarlett Johansson fa parte di coloro che criticano aspramente la Hollywood Foreign Press Association, che organizza la serata dei Golden Globe. L'attrice ha commentato le pratiche dell'organizzazione in un'intervista concessa a The Wrap, contestando il loro modo di fare come hanno fatto più persone che lavorano nel cinema e nella televisione.

una sorridente Scarlett Johansson a Venezia 2006 per presentare The Black Dahlia
una sorridente Scarlett Johansson a Venezia 2006 per presentare The Black Dahlia

Per l'esattezza, Scarlett Johansson ha denunciato il clima sciovinista promosso dalla HFPA: "Come attore, quando promuovi un film, ti chiedono di partecipare alla stagione dei premi andando a conferenze stampa e cerimonie. In passato, questo comportava spesso avere a che fare con domande sessiste e commenti di certi membri della HFPA che erano al limite della molestia sessuale. È il motivo per cui, per anni, ho rifiutato di partecipare alle loro conferenze. È un'organizzazione a cui individui come Harvey Weinstein davano legittimità per ambire all'Oscar e il resto dell'industria si adeguava."

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Ha poi aggiunto: "Finché non ci saranno cambiamenti necessari e fondamentali in seno all'organizzazione, credo che sia il momento di fare un passo indietro rispetto alla HFPA e concentrarci sull'importanza e la forza dell'unione all'interno dei nostri sindacati e dell'industria in generale." L'attrice ha ricevuto in precedenza cinque nomination ai Golden Globe tra il 2003 e il 2019, la più recente per Storia di un matrimonio, che le è valso anche una candidatura all'Oscar.

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La HFPA è stata criticata ripetutamente per presunti comportamenti bigotti, avendo rifiutato candidature di aspiranti membri non bianchi e spesso anche snobbato film e serie di autori di colore. A questo si aggiunge un regolamento che alcuni considerano discriminatorio, in base al quale film, anche di produzione americana, con dialoghi prevalentemente in altre lingue sono automaticamente esclusi dalla categoria del miglior film e possono concorrere solo in quella del film straniero (il caso più recente è Minari). La controversia più recente riguarda un membro, successivamente sospeso, che in una mail aveva etichettato il movimento Black Lives Matter come "organizzazione dedita all'odio".