Prima di affermarsi come uno dei volti più intensi e magnetici di House of the Dragon, Olivia Cooke ha sfiorato un ruolo nella saga più iconica del cinema. L'attrice britannica, infatti, ha raccontato di aver partecipato ai provini per interpretare Rey in Star Wars: Il risveglio della Forza. Un'occasione enorme che oggi rievoca con grande sincerità e un pizzico di imbarazzo, ammettendo senza esitazioni che quell'audizione fu un completo disastro.
Olivia Cooke e quel pessimo provino per Star Wars
Ospite del podcast Happy Sad Confused, come prima cosa Olivia Cooke ha smentito una voce circolata negli anni: non era in corsa per Rose Tico, il personaggio poi interpretato da Kelly Marie Tran in Star Wars: Gli ultimi Jedi. Il suo incontro con la saga di George Lucas è arrivato ben prima, durante la ricerca della nuova eroina destinata a raccogliere l'eredità del franchise sulle Guerre Stellari.
Cooke ha infatti spiegato di aver sostenuto più audizioni per Rey, il ruolo che sarebbe poi finito a Daisy Ridley. "Ho fatto qualche provino per l'altro personaggio, quello che poi ha avuto Daisy Ridley... il primo film", ha ricordato riferendosi a Star Wars: Il risveglio della forza. "Ma per quel ruolo avevano fatto il provino tutti, praticamente chiunque".
Il problema però, almeno secondo lei, non fu la concorrenza. Fu la performance stessa. "Ero una schifezza. Ero davvero pessima", ha ammesso. Cooke ha raccontato di aver incontrato anche J.J. Abrams, regista del film del 2015 e poi de Star Wars: L'Ascesa di Skywalker, ma di non essere riuscita a dare il meglio.
Star Wars ha trovato la sua Rey in Daisy Ridley
Guardando indietro Olivia Cooke non sembra affatto vivere quel mancato ingaggio come una ferita aperta. Anzi, l'attrice riconosce che Daisy Ridley fosse proprio la scelta giusta per interpretare Rey, il personaggio diventato il fulcro narrativo ed emotivo della trilogia sequel e ancora oggi legato al futuro cinematografico di Star Wars.
"Daisy ha fatto un lavoro meraviglioso", ha detto, aggiungendo di non essersi sentita, all'epoca, il tipo di interprete adatto a quel ruolo. "Non ero quel tipo di attrice in quel momento. Non era adatto a me". In effetti, in molti casi, non basta essere bravi, bisogna soprattutto arrivare nel momento giusto, con l'energia giusta, dentro il personaggio giusto. E Olivia Cooke ha trovato il suo in Alicent Hightower, una delle protagoniste di House of the Dragon.
Il ruolo iconico in House of the Dragon
Il caso Rey non è stato l'unico no doloroso nella carriera dell'attrice. Cooke ha ricordato anche il provino per Un amore senza fine, remake del film romantico con Alex Pettyfer. Aveva 19 anni, era il suo primo screen test importante e desiderava moltissimo la parte. Quando il ruolo andò a Gabriella Wilde, la delusione fu fortissima: l'attrice ha raccontato di aver pianto nella sua stanza d'infanzia, convinta che quella sconfitta avrebbe compromesso tutto.
E invece non è affatto andata così. Dopo Bates Motel, Cooke ha costruito una filmografia solida tra cinema indipendente e grandi produzioni, da Quel fantastico peggior anno della mia vita a Ready Player One, fino a Sound Of Metal. Poi è arrivata House of the Dragon, dove il ruolo di Alicent Hightower l'ha portata definitivamente alla ribalta.
Nella serie HBO interpreta uno dei personaggi più complessi e centrali di tutta la storia della Danza dei Draghi, divisa tra dovere, ambizione e conflitti personali. La sua capacità di rendere umana una figura spesso controversa, mostrando le sfumature di una donna intrappolata in giochi di potere più grandi di lei, rende Alicent una delle figure più stratificate di tutta la saga.