Vedere Hulk - quell'Hulk - accanto all'Arrampicamuri, abbarbicato in un grattacielo di una New York caotica e piena di super cattivi, per tutti i fan Marvel della prima ora è stata una vera gioia per gli occhi. Il ritorno di Mark Ruffalo nei panni del gigante verde in Spider-Man: Brand New Day, infatti, non serve soltanto a regalare a Peter Parker un alleato decisamente fuori scala, ma cancella un errore che il personaggio si portava dietro da Avengers: Engame.
Il film Marvel interviene infatti su una trasformazione che sembrava ormai definitiva rimettendo in gioco una delle dinamiche più importanti della sua storia. Una scelta che potrebbe avere conseguenze ben oltre l'avventura con Spider-Man.
Spider-Man: Brand New Day corregge ciò che Avengers: Endgame aveva messo in scena per Hulk
Per anni il MCU - seguendo i fumetti - ha costruito Bruce Banner intorno a un problema apparentemente impossibile da risolvere: convivere con Hulk. Da The Avengers a Thor: Ragnarok, passando per Avengers: Age of Ultron e Avengers: Infinity War, il rapporto tra le due personalità è cambiato continuamente, fino alla soluzione mostrata in Avengers: Endgame.
Dopo il salto temporale del film dei Russo, il Banner di Mark Ruffalo aveva trovato un equilibrio fondendo la propria intelligenza con il corpo e la forza del gigante verde. Nasceva così Smart Hulk, versione capace di muoversi nel mondo senza il rischio costante di perdere il controllo.
Una conclusione perfetta per una storyline? Probabilmente sì, se Hulk fosse rimasto ai margini del MCU. Continuando invece a utilizzarlo come comprimario, Marvel si è ritrovata con un personaggio molto meno conflittuale rispetto al passato. E proprio il conflitto tra Banner e la creatura che porta dentro di sé è sempre stato uno dei motori narrativi più potenti dell'eroe.
Spider-Man: Brand New Day cambia di nuovo la situazione e corregge questo errore che rischiava di compromettere la potenza di un personaggio amatissimo dai fan. Bruce ora non vive più stabilmente come Smart Hulk, ma utilizza un inibitore capace di tenere sotto controllo la trasformazione. È proprio questo dispositivo a creare un punto di contatto con Peter Parker, interessato a controllare alcune nuove conseguenze dei propri poteri.
Il ritorno di Savage Hulk cambia il futuro di Bruce Banner nel MCU
La situazione nel film precipita quando Jean Grey prende il controllo della mente di Banner e disattiva l'inibitore. A quel punto torna una versione di Hulk molto più vicina alla furia incontrollabile dei primi film Marvel.
Persino Peter rimane impressionato dalle dimensioni raggiunte dal gigante verde. Il risultato è un Hulk fisicamente devastante e ben lontano dalla figura relativamente pacifica vista negli ultimi anni. Lo scontro che coinvolge anche Spider-Man e Punisher restituisce inoltre al personaggio quella componente spettacolare che aveva prodotto alcune delle sequenze più memorabili della sua storia nel MCU, dalla battaglia contro l'Hulkbuster di Tony Stark fino ai primi Avengers.
La vera novità, però, riguarda quello che potrebbe accadere dopo. Banner dichiara infatti di essere contrario all'idea di un inibitore universale e il film lascia intendere che potrebbe decidere di non affidarsi nuovamente allo stesso sistema. Dopo aver conosciuto per anni un controllo quasi assoluto, lo scienziato potrebbe quindi trovarsi costretto ad affrontare ancora una volta Hulk come una presenza autonoma e imprevedibile.
È un ritorno al passato, ma solo in apparenza. Marvel può ora raccontare cosa significhi perdere il controllo dopo aver creduto di aver risolto definitivamente il problema, oppure esplorare un Hulk che non vuole più accettare la fusione con Banner. In ogni caso ci aspettano gustose novità per il personaggio che potrebbe tornare in scena in Avengers: Secret Wars o in un progetto successivo.