Mortal Kombat II, il nuovo trailer preannuncia la resa dei conti per Johnny Cage

Il nuovo trailer di Mortal Kombat II chiarisce subito le intenzioni del sequel con un focus preciso, correggendo il tiro del primo film e abbracciando senza esitazioni l'anima del franchise.

Una scena di Mortal Kombat II

Sangue, arti che volano e un protagonista inaspettatamente centrale: il nuovo trailer di Mortal Kombat II chiarisce subito le intenzioni del sequel. Warner Bros. rilancia la saga con un focus preciso, correggendo il tiro del primo film e abbracciando senza esitazioni l'anima del franchise.

Johnny Cage al centro del torneo di Mortal Kombat II

Il primo elemento che balza all'occhio nel trailer di Mortal Kombat II è il cambio di prospettiva. Se il film del 2021 aveva puntato su Cole Young come punto di accesso per il pubblico, il sequel decide di spostare i riflettori su Johnny Cage, figura storica del videogioco e ora vero motore narrativo dell'operazione. Interpretato da Karl Urban, Cage viene presentato come una star del cinema d'azione sul viale del tramonto, chiamata a un compito più grande di lui da Lord Raiden: salvare l'Earthrealm dalla minaccia di Shao Kahn.

Il trailer suggerisce chiaramente che Cole Young, personaggio divisivo del primo capitolo, viene retrocesso a ruolo di supporto. Una scelta che appare tutt'altro che casuale e che risponde a molte delle critiche ricevute dal film precedente. Johnny Cage, al contrario, incarna perfettamente l'anima sopra le righe della saga: ironico, egocentrico, fisicamente imperfetto e lontano dall'essere un eroe "pronto all'uso".

Urban ha descritto il personaggio come fuori allenamento e scollegato dal proprio passato marziale. "È arrugginito. Ha trascurato le arti marziali, non è connesso a ciò che dovrebbe fare ed è molto confusionario", ha spiegato parlando dello scontro con Kitana anticipato nel trailer. Un arco narrativo che sembra puntare sulla riconquista della gloria perduta, trasformando Cage in una figura più umana e meno caricaturale.

Attorno a lui, il cast corale torna a popolarsi di volti noti: da Jessica McNamee a Josh Lawson, passando per Joe Taslim e Hiroyuki Sanada, con il ritorno di Scorpion e Sub-Zero pronti a riportare sullo schermo una rivalità ormai leggendaria.

Più Fatality, più gioco, meno compromessi

Se dal punto di vista narrativo il trailer chiarisce le nuove gerarchie, sul piano visivo Mortal Kombat II non lascia spazio a dubbi: le Fatality sono ovunque. Smembramenti, colpi finali brutali e una violenza coreografata che appare molto più allineata allo spirito dei videogiochi originali. È qui che il sequel sembra voler fare ammenda, rispondendo direttamente alle critiche mosse al primo film per un uso considerato timido degli elementi più iconici del brand.

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La regia di Simon McQuoid, di ritorno dietro la macchina da presa, appare più sicura e consapevole, sostenuta da una messa in scena che abbraccia il caos controllato del torneo. Anche la scelta di riportare Jeremy Slater alla sceneggiatura, dopo il suo lavoro sul secondo capitolo e l'annuncio ufficiale di Mortal Kombat III, suggerisce una strategia a lungo termine più definita.

Urban ha raccontato l'impegno fisico richiesto dal ruolo con una certa ironia: "Ho chiesto un film carico d'azione e, per mia sfortuna, me l'hanno dato. È stato il ruolo più impegnativo della mia carriera. Le arti marziali hanno una forma e uno stile estremamente specifici, la coreografia richiede una precisione assoluta". Dichiarazioni che confermano la volontà di puntare su combattimenti leggibili, spettacolari e fedeli alla grammatica del gioco.

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Il risultato, almeno stando a trailer e poster, è un sequel che non cerca di nobilitare Mortal Kombat trasformandolo in qualcosa che non è. Al contrario, sembra finalmente accettarne la natura: un'esplosione di violenza rituale e un immaginario che vive di eccessi. L'uscita fissata per il 15 maggio 2026 in sala e IMAX segna l'inizio di una nuova fase per il franchise.