Mindhunter 3, Netflix ribalta la storia sulla sua cancellazione e "incolpa" David Fincher

Per anni il mancato ritorno della serie di David Fincher è stato attribuito soprattutto ai costi. Ora Ted Sarandos offre una versione diversa della vicenda.

Mindhunter

Sono passati sette anni dall'ultima stagione di Mindhunter, ma il caso intorno alla serie Netflix - una delle più amate di sempre - sembra tutt'altro che archiviato. Il crime drama firmato da David Fincher continua infatti a occupare un posto speciale tra i titoli più rimpianti della piattaforma e, proprio quando ogni speranza sembrava essersi spenta, una nuova dichiarazione arrivata dai vertici di Netflix cambia almeno in parte la ricostruzione della sua fine.

Mindhunter, Ted Sarandos ribalta tutto: "Ci aspettavamo una terza stagione"

Mindhunter: Jonathan Groff in una foto della serie
Mindhunter

A riaprire il "dossier" sul caso è stato Ted Sarandos, co-CEO di Netflix, che durante un incontro organizzato da The Indian Express ha indicato proprio Mindhunter quando gli è stato chiesto quale produzione avrebbe voluto vedere proseguire.

"Non è una seconda parte, è una terza parte che avrei voluto realizzare: Mindhunter, la serie di David Fincher su Netflix", ha spiegato Sarandos. Parole sorprendenti che hanno lasciato di stucco i presenti, soprattutto alla luce di quanto raccontato in tutti questi anni sulla cancellazione dello show.

"Si sta ribaltando la situazione", potremmo dire citando Aldo, Giovanni e Giacomo (e non avremmo torto).

Secondo il dirigente, infatti, all'interno dell'azienda l'idea era che Fincher avrebbe proseguito la storia dopo la seconda stagione. "Ci aspettavamo tutti che ci sarebbe stata una terza stagione", ha aggiunto, spiegando però che il regista venne assorbito dalla lavorazione di Mank. La sua proverbiale attenzione ai dettagli avrebbe reso impossibile portare avanti contemporaneamente i due progetti senza sacrificare la qualità.

La conseguenza? Il terzo capitolo sarebbe stato rimandato più volte fino a scomparire dall'orizzonte. "Mi sarebbe piaciuto moltissimo vedere una terza stagione di Mindhunter", ha concluso Sarandos.

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David Fincher ha sempre raccontato un'altra versione

Mindhunter Stagione 2 3
Una scena della seconda stagione

Le dichiarazioni di Sarandos introducono però un elemento curioso, perché Fincher ha sempre indicato soprattutto ragioni economiche dietro lo stop. Nel 2023 il regista spiegò che Mindhunter richiedeva un investimento molto alto rispetto al pubblico che riusciva a raggiungere.

Lo stesso Fincher aveva descritto la produzione come particolarmente impegnativa, sottolineando quanto fosse difficile abbassare i costi senza modificare il livello produttivo della serie. In sostanza, il rapporto tra budget e spettatori non avrebbe giustificato un nuovo ciclo di episodi.

Le due versioni sembrano incompatibili, ma potrebbero non esserlo del tutto. Il lungo rinvio dovuto agli impegni del regista potrebbe infatti aver contribuito a rendere ancora più complicata una produzione già costosa, fino a far tramontare definitivamente il progetto.

Mindhunter potrebbe ancora tornare?

Mind Hunter 4
Charles Manson in Mindhunter

Quello che ci interessa è proprio questo, al di là dei come e dei perché. E un piccolo spiraglio, almeno sulla carta, esiste. Nel 2024 Holt McCallany, interprete dell'agente Bill Tench, aveva raccontato di aver sentito che Fincher aveva preso in considerazione l'idea di tornare nell'universo della serie. L'attore aveva comunque definito una terza stagione poco probabile, assicurando però che sarebbe pronto a riprendere il ruolo.

Debuttata nel 2017, Mindhunter segue gli agenti FBI Holden Ford e Bill Tench, interpretati da Jonathan Groff e McCallany, insieme alla psicologa Wendy Carr di Anna Torv, mentre sviluppano nuove tecniche investigative studiando alcuni dei più famosi serial killer americani.

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Nel frattempo il rapporto tra Fincher e Netflix è proseguito con Mank, The Killer e altri progetti. Una vera terza stagione resta quindi lontana dall'essere annunciata, ma le recenti dichiarazioni di Sarandos rimettono tutto in discussione e aprono a una lettura diversa del passato della serie, lasciando intendere che la sua interruzione potrebbe essere stata più complessa e meno definitiva di quanto si sia sempre pensato.

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