Non è un drago né una guerra a fermare Westeros, ma qualcosa di ugualmente letale: la produzione di A Knight of the Seven Kingdoms si è scontrata con un imprevisto naturale che nessuna sceneggiatura avrebbe potuto prevedere, lasciando sospeso il destino della seconda stagione.
Set sommersi e produzione interrotta: quando la realtà supera la fiction
Il mondo di Game of Thrones è abituato agli sconvolgimenti, ma questa volta il colpo di scena arriva fuori campo. Secondo le informazioni emerse, la seconda stagione di A Knight of the Seven Kingdoms ha dovuto interrompere le riprese a causa della tempesta Therese, che ha colpito duramente l'area della diga di Las Niñas, nelle Isole Canarie, provocando inondazioni senza precedenti negli ultimi quindici anni.
La produzione, inizialmente avviata a Belfast, aveva scelto Gran Canaria per un motivo preciso: riprodurre visivamente la siccità descritta nei racconti di George R.R. Martin. Un paradosso quasi cinematografico: un set costruito per raccontare la mancanza d'acqua è stato letteralmente inghiottito da essa. Le scenografie, oggi in gran parte sommerse, richiederanno un piano di rimozione dettagliato che potrà essere attuato solo quando le condizioni torneranno sicure.
Non si tratta solo di un rallentamento logistico. L'impatto è concreto anche sul piano produttivo ed economico: la troupe dovrà intervenire su set compromessi e riorganizzare tempistiche già serrate. Tra le misure adottate, anche interventi ambientali come la piantumazione di cinquanta pini delle Canarie, pensati per compensare l'impatto sul territorio.
Al momento, HBO non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali, lasciando il racconto sospeso tra indiscrezioni e attese. Eppure, il dato più sorprendente resta un altro: la seconda stagione era già in fase avanzata, con gran parte delle riprese completate e una chiusura prevista entro giugno 2026.
Un futuro incerto per A Knight of the Seven Kingdoms
Prima dello stop, il progetto sembrava destinato a consolidarsi come uno dei pilastri dell'universo narrativo legato a Game of Thrones. La prima stagione aveva registrato numeri importanti, con una media di oltre 24 milioni di spettatori per episodio e un'accoglienza critica quasi impeccabile, testimoniata da un punteggio vicino alla perfezione su Rotten Tomatoes.
Le ambizioni, del resto, erano già dichiarate. Lo showrunner Ira Parker aveva immaginato un percorso narrativo ampio, capace di coprire diverse fasi della vita di Egg, dall'infanzia all'età adulta, attraverso un arco potenziale di 12-15 stagioni. Un progetto a lungo respiro, costruito sulla solidità dei racconti di Dunk e Egg di George R.R. Martin.
Ora, però, il calendario vacilla. L'uscita della seconda stagione era stata indicata per il 2027, ma lo stop forzato rischia di rimescolare completamente le tempistiche. In un'industria già abituata a ritardi e riorganizzazioni, eventi naturali di questa portata introducono una variabile difficile da gestire.
Resta da capire se si tratterà di una semplice pausa o di un vero punto di svolta. Il pubblico, ormai abituato a esplorare Westeros in tutte le sue epoche, potrebbe trovarsi ad attendere più del previsto per tornare a seguire le vicende di Dunk ed Egg.