Jumanji: Robin Williams aiutò i giovani protagonisti a non fare gli straordinari sul set

Il compianto Robin Williams ha aiutato i suoi giovani co-protagonisti di Jumanji proteggendoli ed evitandogli di dover fare gli straordinari dopo una giornata molto lunga sul set del film.

Dopo venticinque anni dall'uscita del film Jumanji, uno dei due giovani co-protagonisti di Robin Williams ricorda con affetto come la star è riuscita a fargli evitare gli straordinari sul set dopo una giornata lunga ed estenuante.

Jumanji
Jumanji: Robin Williams, Kirsten Dunst, Bonnie Hunt, Bradley Pierce in una scena

Parlando recentemente con People, Bradley Pierce, che nel film interpretava il giovane Peter Shepherd, ha raccontato di un giorno in particolare sul set di Jumanji, in cui il desiderio del produttore era quello di fare gli straordinari per girare una scena in una vasca d'acqua. Ma Robin Williams, vedendo lui e Kirsten Dunst stremati, affermò che quest'opzione non era praticabile:

"Robin ha saputo di questa idea e ha messo da parte il regista e i produttori e ha detto: 'No, non faremo gli straordinari. Adesso usciremo tutti fuori dalla piscina e torneremo la prossima settimana.' Oltre ad essere caloroso, generoso e gentile, era anche molto protettivo nei confronti di tutti noi. Ha detto a tutti 'Oggi abbiamo finito, è ora di tornare a casa.'"

Un bellissimo ricordo quello dell'attore Bradley Pierce che ancora oggi ribadisce la grande professionalità e umanità di Robin Williams, al quale non si poteva non affezionarsi. Avere Robin Williams a parlare per tutto il cast di Jumanji è stato determinante per far sì che tutti rispettassero le regole, visto che gli attori bambini non possono lavorare più di un tot di ore sul set, e il fatto che il pubblico non avesse mai sentito questa storia fino ad ora mostra ancora una volta quanto fosse umile la star.

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Jumanji arrivò al cinema nel 1995, un adattamento dell'omonimo romanzo dell'autore Chris Van Allsburg, che all'epoca non ebbe un grande successo al botteghino. Negli anni, però, il lungometraggio è diventato un vero e proprio cult.

Il film inizia nel 1969 quando Alan rimane imprigionato dentro il magico mondo di un gioco da tavolo ambientato nella giungla. Trent'anni dopo altri bambini si divertono con lo stesso gioco, Alan così riesce a venirne fuori, ma porta con sé anche tutti gli animali della savana.