Intervista col vampiro, la costumista svela i segreti dietro il guardaroba di The Vampire Lestat

I costumi raccontano una storia ancora prima che un personaggio pronunci la sua prima battuta. In The Vampire Lestat, ogni giacca, anello o tessuto contribuisce a definire il nuovo capitolo della serie, trasformando il guardaroba in uno strumento narrativo ricco di riferimenti nascosti.

Una scena di Intervista col Vampiro

La terza stagione di Intervista col vampiro, ribattezzata The Vampire Lestat, cambia radicalmente anche dal punto di vista estetico. La costume designer Lex Wood racconta come è nato il look da rockstar di Lestat, gli omaggi nascosti ai romanzi di Anne Rice e i dettagli che anticipano l'evoluzione dei protagonisti.

Un Lestat lontano dagli stereotipi del vampiro

Con il passaggio alla terza stagione cambia anche il punto di vista del racconto e, di conseguenza, cambia il linguaggio visivo. Per Lex Wood, entrata nel reparto costumi al termine della seconda stagione, la parola chiave era una soltanto: colore.

L'obiettivo era prendere le distanze dall'immaginario classico dei vampiri, spesso dominato da rosso e nero, per costruire un'estetica capace di riflettere la personalità imprevedibile del nuovo narratore. In questa fase della storia Lestat de Lioncourt, interpretato da Sam Reid, è diventato una rockstar e ogni scelta stilistica nasce proprio da questo nuovo ruolo.

"Lestat è un musicista. Tutto viene osservato attraverso la lente della musica", spiega Wood, raccontando di aver trascorso molto tempo ascoltando artisti che potessero entrare in sintonia con il tono della serie, seguendo anche alcune suggestioni presenti nelle composizioni di Daniel Hart.

L'intenzione, però, non era trasformare Lestat nella copia di una leggenda del rock. Figure come Iggy Pop, David Bowie e Freddie Mercury hanno rappresentato punti di partenza, mai modelli da replicare. Bowie, in particolare, ha ispirato la capacità del personaggio di cambiare continuamente pelle, mentre Mercury ha contribuito alla ricerca di una presenza scenica più teatrale.

Gran parte del guardaroba è stata realizzata appositamente per la serie. Circa il 75% dei costumi è stato confezionato a mano e molti abiti sono nati direttamente durante le riprese, seguendo l'evoluzione della sceneggiatura. "Molti capi sono stati progettati mentre lavoravamo, perché continuavamo ad adattarci alla storia", racconta la designer.

Anche i materiali hanno un significato preciso. La seta, ad esempio, accompagna sia Lestat sia sua madre Gabriella, richiamando il loro passato nel XVIII secolo. Secondo Wood, proprio attraverso questi tessuti sono stati nascosti alcuni Easter egg destinati ai fan più attenti, dettagli che acquisteranno significato soltanto con il proseguire della stagione.

Ogni personaggio racconta la propria storia attraverso gli abiti

La filosofia adottata da Wood riguarda anche il resto del cast. Louis de Pointe du Lac, interpretato da Jacob Anderson, affronta una trasformazione profonda dopo gli eventi della stagione precedente e il suo guardaroba segue lo stesso percorso.

Conclusa la lunga relazione con Armand, Louis prova a costruire un'immagine diversa di sé. I colori diventano più presenti, i motivi decorativi acquistano spazio e gli abiti cercano di trasmettere il profilo di un uomo ormai perfettamente integrato nella società contemporanea. Dietro quell'apparente sicurezza, però, resta il bisogno di nascondere le proprie fragilità. Per questo motivo il personaggio continua a indossare capi sovrapposti e silhouette che suggeriscono una forma di protezione emotiva.

Anche Regina, personaggio interpretato da Delainey Hayles, utilizza i vestiti come parte della propria identità. Cameriera in un diner di New York e incredibilmente somigliante a Claudia, indossa inizialmente una divisa gialla che richiama l'abito con cui la giovane vampira aveva perso la vita. Quando accetta di impersonarla, il suo stile riprende alcuni elementi descritti nei libri e nei ricordi di Louis, senza riprodurli perfettamente. Una scelta studiata per ricordare che Regina sta interpretando una figura che conosce soltanto attraverso racconti e descrizioni.

Anche i gioielli assumono un valore narrativo. Louis sfoggia un bracciale inciso che, secondo Wood, potrebbe rappresentare il numero delle uccisioni compiute durante le missioni affidategli dalla Talamasca. Lestat, invece, utilizza anelli e pietre preziose come strumenti di provocazione. Alcuni accessori sembrano voler comunicare messaggi precisi alle persone che lo circondano, mentre il colore delle gemme cambia seguendo il suo stato d'animo.

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L'evoluzione riguarda anche Gabriella e Armand. Per la madre di Lestat, descritta nei romanzi con un'identità fortemente androgina, il reparto costumi ha recuperato tecniche sartoriali settecentesche, mescolando linee maschili e tessuti più morbidi. Armand, al contrario, parte con un look volutamente più trasandato per poi avvicinarsi gradualmente all'iconico cappotto nero che i lettori di Anne Rice conoscono bene, accompagnando così il percorso con cui il personaggio abbandona anni di menzogne e ridefinisce il rapporto con Daniel Molloy.

In una stagione costruita attorno alla musica e alla continua trasformazione dei suoi protagonisti, gli abiti finiscono così per raccontare molto più di un semplice gusto estetico. Ogni dettaglio, dal taglio di una giacca alla scelta di un tessuto, diventa un indizio sul passato, sul presente e perfino sul futuro dei vampiri creati da Anne Rice.

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