In the Heights: Lin-Manuel Miranda e il cast presentano il nuovo trailer

È uscito il nuovo trailer di In the Heights, musical ambientato a New York, scritto da Lin-Manuel Miranda, già autore di Hamilton: l'autore l'ha presentato in un evento speciale con il cast.

NOTIZIA di 15/03/2021

Il caldo, i graffiti, la vita di quartiere: a vedere le immagini del nuovo trailer di In the Heights - Sognando a New York, nelle sale americane a giugno e in contemporanea su HBO Max, sembra di assistere a una versione aggiornata di West Side Story.

Ispirato all'omonimo spettacolo teatrale del 2005, musicato e scritto da Lin-Manuel Miranda, già autore del pluripremiato Hamilton, e sceneggiato da Quiara Alegría Hudes, il film è diretto da Jon M. Chu (autore di Step Up 2 - La strada per il successo e Crazy & Rich). La storia segue la vita di Usnavi (Anthony Ramos), ragazzo pieno di sogni e speranze, proprietario di una bodega nel quartiere di Washington Heights, a Manhattan.

In the Heights - Sognando a New York, il nuovo trailer del musical di Lin-Manuel Miranda

In collegamento da Los Angeles, Lin-Manuel Miranda ha presentato insieme al cast il nuovo trailer di In In the Heights - Sognando a New York, che vede cantare e ballare moltissimi nuovi talenti di Hollywood. Accanto a volti e voci più noti come Jimmy Smits e Marc Anthony, abbiamo Anthony Ramos (che era nel cast originale proprio di Hamilton), qui al primo ruolo da protagonista dopo aver partecipato a pellicole come A star is born e Godzilla King of the monsters, Corey Hawkins e Dascha Polanco (Daya nella serie Orange is the new black).

Lin-Manuel Miranda e il cast di In the Heights

In The Heights Poster
Locandina di In the Heights

"È stato un anno difficile per tutti" ha detto Lin-Manuel Miranda, che a causa dell'emergenza sanitaria ha visto spostare l'uscita del film di un anno, proseguendo: "Ma questo è film è talmente pieno di speranza, gioia, passione. Sono sentimenti che sprizzano da ogni inquadratura: ne abbiamo tutti bisogno ora più che mai. Jon M. Chu ha sognato più in grande di tutti: era totalmente convinto di dover restituire l'autenticità del quartiere. Abbiamo passato tutta l'estate del 2019 tra la 175esima strada e Autobahn. Noi latini siamo così abituati a chiedere sempre meno, a occupare poco spazio, che finiamo sempre per aspirare a dei piccoli film. Invece Jon si è imposto, ha detto no, questo è un gran film. Questi ragazzi hanno sogni giganti. Dobbiamo chiedere tanto. E sono così felice che l'abbia fatto, perché credo che questo musical sia diventato molto più importante di quanto avessimo mai sognato."

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"In the Heights parla di che cosa significa essere la prima generazione nata su suolo americano. Quando nasci in American ma vieni da un altro posto ti domandi sempre cosa sarebbe stato di te se i tuoi genitori fossero rimasti nella loro terra d'origine. Ti chiedi quale sia la tua vera casa. In questo film ogni personaggio risponde a questa domanda a modo suo. Per alcune persone casa è lontana, altrove. Per altri è il quartiere. Cantiamo di questo. Per esprimere questi sentimenti ci voleva un grande musical."

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Il regista Jon M. Chu condivide l'entusiasmo di Miranda: "Sono stato così fortunato da essere ospite in casa di Lin e Quiara: sono tutte a Washington Heights. Ho visto il quartiere, incontrato le persone, che prendono tutte il loro caffè con leghe dal loro negozio di fiducia. Sono stato testimone di tutto questo. Mi ha ricordato di quanto ho visto lo spettacolo tanti anni fa a Broadway e ho pensato che mi ricordava la mia infanzia, anche se non ero cresciuto a Washington Heights. Vengo letteralmente dalla parte opposta del paese, da una famiglia cinese che ha aperto un ristorante. Ma l'amore è lo stesso. I personaggi sono gli stessi. Le zie, gli zii, che ti crescono dimostrandoti il loro amore attraverso il cibo. Siamo cresciuti con il loro bagaglio culturale, ma abbiamo dovuto trovare una nostra strada. Amo il fatto che in questa storia non ci sia un villain, un cattivo. Raccontiamo il percorso intimo di tutti i nostri protagonisti, che cercano di costruirsi il proprio futuro. Per me è questo che significa davvero casa. Non è una destinazione: sono le persone che ti stanno accanto durante il tuo viaggio, mentre cercano a loro volta la propria strada."