A distanza di anni dal discusso epilogo di Daenerys Targaryen in Game of Thrones, la sua eredità continua a farsi sentire nel mondo ideato da George R.R. Martin. Anche senza essere nominata apertamente è ancora lei la Targaryen di riferimento per tutte le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, figura centrale in questa terza stagione del prequel.
House of the Dragon 3 lo conferma con il secondo episodio che, pur collocato circa 170 anni prima della nascita della Madre dei Draghi, richiama costantemente il peso simbolico che il suo personaggio ha assunto nella storia dei Targaryen. E nel senso stesso della guerra.
Attenzione, da qui in avanti seguono spoiler su House of the Dragon 3, episodio 2, intitolato Queen's Landing.
House of the Dragon 3, Daenerys guida la profezia Targaryen
Fin dal debutto della serie, House of the Dragon ha usato la profezia di Aegon il Conquistatore come motore segreto (non per noi che guardiamo) della storia. Il sogno del sovrano Targaryen parla di un inverno terribile, di una minaccia proveniente dal Nord e di un regno da proteggere prima che cada nell'oscurità. In altre parole, il pericolo degli Estranei incombe da sempre sul destino di Westeros.
Nella terza stagione, però, il legame si fa ancora più esplicito. Dopo la visione di Daemon nel finale della stagione precedente, l'immagine di una ragazza dai capelli argentati in un deserto lontano, con draghi appena nati accanto a sé, torna a pesare sulle scelte dei protagonisti. Daemon non conosce Daenerys, non può sapere chi sia e morirà molto prima della sua nascita. Eppure la descrive a Rhaenyra quasi senza lasciare dubbi.
Il punto non è solo il richiamo nostalgico a Il trono di spade. La serie HBO usa Daenerys come punto di riferimento narrativo, come simbolo di ciò che i Targaryen credono di dover essere: conquistatori, salvatori, eredi di un destino più grande della loro stessa ambizione. E questa idea, pericolosa e affascinante insieme, rimbalza direttamente su Rhaenyra.
Rhaenyra riesce dove Daenerys ha fallito
L'episodio prende una svolta decisiva quando Rhaenyra compie un gesto che Daenerys non era riuscita a trasformare in vittoria politica: prendere Approdo del Re senza ridurla in cenere. La regina contesa arriva finalmente al Trono di Spade e inaugura una fase nuova della guerra civile tra Targaryen.
È un momento potentissimo anche perché gioca con la memoria (e con i sentimenti) dello spettatore di lungo tempo. Daenerys aveva raggiunto la Fortezza Rossa soltanto alla fine del suo percorso, ormai travolta dalla furia e dalla distruzione. Rhaenyra, invece, ci arriva quando la sua storia è ancora nel pieno del conflitto e deve essere ancora scritta.
House of the Dragon sembra quindi costruire un dialogo a distanza tra due donne separate dai secoli ma unite dallo stesso peso: il sangue, il potere, il diritto al trono e l'idea di essere necessarie al futuro del regno. Rhaenyra combatte per ciò che considera suo. Daenerys farà lo stesso molto tempo dopo. In mezzo ci sono generazioni di Targaryen, guerre, tradimenti e draghi destinati a scomparire e poi rinascere.
Ma Daenerys non viene usata soltanto come citazione per i fan, ha un peso nel corso degli eventi. La sua presenza indiretta spinge Daemon e Rhaenyra ad agire una volta per tutte, trasformando una visione lontana in una forza concreta nel presente.
Quindi è vero, Daenerys della Casa Targaryen - "Nata dalla Tempesta, la prima del suo nome, Regina degli Andali, dei Rhoynar e dei Primi Uomini, Signora dei Sette Regni, Protettrice del Regno, Principessa di Roccia del Drago, Khaleesi del Grande Mare d'Erba, Madre dei Draghi, Regina di Meereen e Distruttrice di catene" - non siede mai sul Trono di Spade, ma la sua proiezione continua a influenzare tutto ciò che accade attorno a quel trono.