A più di dieci anni dall'ultimo episodio Ryan Murphy ha riacceso le speranze dei fan di Glee, rivelando di essere interessato a esplorare una nuova versione della serie musicale trasmessa da Fox tra il 2009 e il 2015. Non si parla ancora di un progetto concreto, ma in ballo ci sono diverse idee: il creatore ha ammesso, infatti, di aver cominciato a guardare con curiosità al rinnovato successo dello show tra gli adolescenti e la Gen Z.
Le dichiarazioni sono arrivate durante la première newyorkese di The Shards, la nuova miniserie firmata dal produttore e regista. Murphy non ha anticipato se l'eventuale ritorno assumerebbe la forma di un reboot, di un sequel o di uno spin-off, preferendo parlare di una possibile "nuova versione".
Glee conquista una nuova generazione
Secondo Ryan Murphy, Glee sta vivendo una seconda giovinezza grazie alle piattaforme digitali e al passaparola sui social. Un fenomeno che ha portato nuovi spettatori - specialmente i più giovani - a scoprire Rachel Berry, Kurt Hummel, Finn Hudson, Santana Lopez e gli altri componenti delle Nuove Direzioni.
"Quella serie è interessante perché è tornata di nuovo attuale. Adesso la guardano tantissimi ragazzi", ha spiegato. "E io mi sono detto: 'Forse dovremmo riprenderla'".
A convincerlo sarebbe soprattutto il legame emotivo che continua a unire il pubblico allo show: "La nostalgia e l'affetto che provo sono sufficienti per farmi pensare che forse alle persone piacerebbe vedere una nuova incarnazione della serie, in qualche forma".
Quale potrebbe essere la strada giusta? Riproporre gli stessi personaggi rischierebbe di trasformare il progetto in una semplice operazione nostalgia. Un nuovo gruppo di studenti, alle prese con musica, identità e dinamiche scolastiche contemporanee, permetterebbe invece di recuperare lo spirito originale senza copiarne le storie.
Ryan Murphy ricorda il successo e le tensioni sul set di Glee
Il possibile ritorno dovrebbe confrontarsi con l'eredità di un titolo che, durante le sue sei stagioni, ha ottenuto sei Emmy Award e quattro Golden Globe. Oltre agli episodi televisivi, Glee ha generato album, tournée dal vivo e un film-concerto, trasformando le cover interpretate dal cast in autentici fenomeni discografici.
Murphy ha ricordato che, all'inizio, nessuno si aspettava un risultato simile. "Nessuno pensava che sarebbe diventata qualcosa di così grande", aveva raccontato in passato, descrivendo la lavorazione dei primi tredici episodi come "un'esperienza magica".
Dietro le quinte, però, la grande vicinanza tra gli interpreti e la produzione finì per complicare gli equilibri. "È stato il periodo migliore della mia vita e il peggiore", aveva ammesso Murphy, parlando di litigi, relazioni sentimentali e confini professionali diventati sempre meno chiari.
L'idea di riportare Glee sullo schermo non è nuova. Già nel 2024 il co-creatore Brad Falchuk aveva dichiarato di non voler escludere un reboot, chiedendosi però come raccontare quella storia in maniera davvero moderna. Per ora non esistono annunci ufficiali, sceneggiature o trattative con il cast. Le parole di Ryan Murphy confermano tuttavia che il ritorno al liceo McKinley non è più soltanto una fantasia dei fan.