Per la prima volta Disney ha affrontato senza giri di parole due delle maggiori delusioni cinematografiche dell'anno. Durante la presentazione dei risultati finanziari del gruppo, il CEO Josh D'Amaro ha riconosciuto che Star Wars: The Mandalorian & Grogu e il live action di Oceania non hanno raggiunto gli obiettivi fissati al botteghino. Allo stesso tempo, però, ha invitato a guardare il quadro complessivo, sostenendo che il valore di questi franchise si estende ben oltre gli incassi delle sale: merchandising, parchi, videogiochi e streaming continuano infatti a generare valore anche quando un film rende meno del previsto.
Disney: "Gli incassi non raccontano tutta la storia"
D'Amaro non ha nascosto che le aspettative erano più alte. "Anche quando i nostri film appartenenti ai grandi franchise non raggiungono le aspettative al botteghino, come nel caso di The Mandalorian & Grogu e del live action di Oceania, gli investimenti in queste proprietà continuano a generare valore per altre aree della nostra azienda."
È un'affermazione che fotografa bene la strategia della società: oggi un film rappresenta solo uno dei tasselli di un ecosistema molto più ampio, in cui entrano in gioco prodotti su licenza, attrazioni dei parchi, piattaforme streaming e videogiochi.
Nel caso di The Mandalorian & Grogu, il dirigente ha sottolineato che il film ha contribuito a incrementare le vendite del merchandising legato a Star Wars, ha attirato visitatori verso la rinnovata attrazione del Millennium Falcon nei parchi Disney e ha avuto un impatto positivo anche sul comparto gaming. Per quanto riguarda Oceania, invece, la fiducia dell'azienda è tutta rivolta alla distribuzione in streaming. "Ci aspettiamo che diventi un titolo molto forte su Disney+, seguendo il percorso del film originale, che continua a essere uno dei lungometraggi più visti di sempre sulla piattaforma."
I numeri spiegano perché Disney abbia deciso di affrontare apertamente la questione. The Mandalorian & Grogu si è fermato a circa 345 milioni di dollari nel mondo, un risultato decisamente distante dagli oltre 1 miliardo raggiunti dagli ultimi capitoli cinematografici della saga di Star Wars.
Anche il remake live action di Oceania non è riuscito a imporsi come sperato. Con un budget di produzione stimato intorno ai 250 milioni di dollari, il film ha raccolto circa 262 milioni a livello globale, un risultato che, secondo diverse analisi di settore, potrebbe tradursi in una perdita significativa durante la distribuzione nelle sale.
Il valore di un franchise dura decenni
Sulla stessa linea si è espresso anche il direttore finanziario Hugh Johnston, secondo cui il rendimento di un film non può essere valutato esclusivamente attraverso il botteghino. "Le performance cinematografiche sono importanti e vogliamo ottenere risultati sempre migliori, ma questo settore funziona come un portafoglio di investimenti. L'uscita nelle sale è soltanto uno degli elementi da considerare."
Il vero patrimonio, ha spiegato Johnston, è rappresentato dalla capacità delle proprietà intellettuali Disney di continuare a produrre valore nel tempo attraverso molteplici attività.
Non a caso, subito dopo aver parlato delle difficoltà estive, D'Amaro ha citato il successo di Spider-Man: Brand New Day, congratulandosi con Sony Pictures, Kevin Feige e i Marvel Studios. "È la dimostrazione che, quando viene proposto un grande evento cinematografico, il pubblico continua a rispondere con entusiasmo."
Per Disney il trionfo del nuovo film dedicato all'Uomo Ragno rappresenta anche un segnale incoraggiante in vista di Avengers: Doomsday, atteso nelle sale il 18 dicembre. Se c'era bisogno di una conferma, il colosso americano continua a credere che i grandi franchise restino il cuore del proprio business, anche quando qualche tappa del percorso si rivela meno brillante del previsto.