Mancano pochi giorni al debutto nelle sale di Odissea, ma il nuovo film di Christopher Nolan continua a essere accompagnato da un acceso dibattito online. Tra contestazioni sul casting, discussioni storiche e critiche ad alcune scelte artistiche, il regista britannico ha deciso di affrontare direttamente l'argomento, spiegando perché ritiene che queste polemiche abbiano un peso relativo.
"Prima che il film esca, nessuno sa davvero cosa sia"
Intervistato dal The Telegraph, Nolan ha commentato con serenità le numerose discussioni nate sui social negli ultimi mesi. Per il regista, si tratta di una dinamica ormai inevitabile quando si affrontano opere molto amate dal pubblico. "Fa parte del gioco", ha spiegato. "Le discussioni che nascono prima che le persone abbiano visto il film sono sempre irrilevanti, perché chi vi partecipa in realtà non sa ancora che cosa sia davvero il film."
Secondo Christopher Nolan, adattare un'opera come l'Odissea significava mettere in conto reazioni forti fin dall'inizio. Il progetto ha infatti acceso un confronto su diversi aspetti, dalle scelte di casting all'utilizzo dell'inglese contemporaneo, passando per gli accenti americani e per il design delle armature utilizzate nel film.
Il regista, però, sostiene di aver imparato a convivere con questo tipo di controversie durante la lunga esperienza vissuta con la trilogia dedicata a Batman. "Ho passato dieci anni della mia vita a confrontarmi con Batman. Quando ho iniziato con Batman Begins, sceneggiatori e disegnatori lavoravano su quel personaggio da quasi sessantacinque anni e tutti avevano un'idea molto precisa di ciò che rappresentasse."
Da quell'esperienza, racconta Nolan, è nata una convinzione che continua a guidare il suo lavoro. "Ho capito che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi semplicemente rispettare l'opera originale interpretandola nel modo più forte e sincero possibile."
Dal casting alle armature: le critiche non cambiano la visione del regista
Nei mesi che hanno preceduto l'uscita del film, buona parte delle discussioni si è concentrata sul cast scelto da Nolan. Tra i commentatori più critici figura anche Elon Musk, che aveva contestato pubblicamente la scelta di affidare a Lupita Nyong'o il ruolo di Elena di Troia, sostenendo che il regista avesse sacrificato la propria integrità artistica.
Alle polemiche si sono aggiunte quelle di alcuni esponenti dell'area conservatrice statunitense, che hanno criticato anche la presenza di Elliot Page nel cast. Per settimane sui social si era diffusa la convinzione che l'attore interpretasse Achille, ipotesi poi rivelatasi infondata: nel film Page veste invece i panni di Sinone.
Un altro tema molto discusso riguarda l'estetica delle armature, giudicate da alcuni spettatori troppo moderne e vicine all'immaginario dei film dedicati a Batman. Nolan aveva già risposto a queste osservazioni nei mesi scorsi, spiegando che i costumi sono stati sviluppati partendo da studi su materiali realmente riconducibili all'epoca micenea e pensati per sottolineare il rango dei diversi personaggi.
Il regista ribadisce comunque che l'obiettivo di un adattamento non è riprodurre in modo meccanico il materiale originale, ma offrirne una lettura personale. "Posso soltanto realizzare il miglior film possibile nel modo più sincero. Sarà inevitabilmente diverso da come lo avrebbe fatto qualcun altro, ma è proprio questo il significato di un adattamento."
Con Odissea, Nolan affronta una delle opere più influenti della letteratura occidentale e, come già accaduto con altri suoi film, sembra intenzionato a lasciare che sia il pubblico a pronunciarsi soltanto dopo aver visto il risultato finale. Il kolossal arriverà nelle sale il 16 luglio, momento in cui il dibattito potrà finalmente spostarsi dalle anticipazioni allo schermo.