Chernobyl: stasera su La7 torna la serie tv, a 35 anni dal disastro nucleare

Stasera su La7, dalle 21:15, torna in TV Chernobyl, la serie tv che ha raccontato il disastro nucleare avvenuto nella città ucraina 35 anni fa, il 26 aprile 1986.

NOTIZIA di 19/04/2021

Da stasera su La7, alle 21:15, torna in TV Chernobyl, la premiata miniserie HBO che racconta in 5 puntate il terribile disastro nucleare del 1986. In questo lunedì 19 aprile 2021 andranno in onda i primi 3 episodi, il gran finale invece è programmato proprio per il prossimo 26 aprile, a 35 anni esatti dalla catastrofe.

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Chernobyl: una scena della serie

E Chernobyl riparte proprio da quel 26 aprile 1986 alle ore 01:23. Durante un test, il reattore numero 4 della centrale nucleare ucraina di Černobyl', situata a pochi chilometri di distanza dal confine con la Bielorussia, esplode, sparando in aria una quantità incredibile di materiale radioattivo. Mentre i tecnici e gli ingegneri del turno di notte cercano di stabilizzare la situazione e di capire l'entità dei danni, i vigili del fuoco intervengono per spegnere l'incendio. Non molto lontano da lì, a Pryp'jat' - la cittadina-dormitorio situata a soli 3 chilometri di distanza sorta proprio per i lavoratori della centrale e per le loro famiglie -, migliaia di persone assistono a quello spettacolo tanto affascinante quanto letale.

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Chernobyl: una scena con Jared Harris

Poche ore dopo, il professor Valery Legasov (Jared Harris) - il primo vicedirettore dell'Istituto Kurčatov per l'Energia Atomica, uno dei più stimati chimici sovietici di quegli anni - riceve una telefonata dal Cremlino: farà parte della commissione d'inchiesta sull'incidente nucleare più terribile della Storia, il Disastro di Černobyl'. Insieme a Boris Shcherbina (Stellan Skarsgård) - a capo della commissione governativa istituita dal Cremlino nelle prime ore successive al disastro - e a Ulana Khomyuk (Emily Watson) - la fisica nucleare bielorussa che per prima, a Minsk, a poche ore dall'esplosione, rileva un'enorme quantità di radiazioni nell'aria -, Legasov fa quanto in suo potere per evitare una seconda esplosione e per scoprire la verità su cos'è successo quella maledetta notte.

Nel frattempo il seminterrato della centrale viene drenato con successo, ma si scopre che è iniziata una fusione del nocciolo che minaccia di contaminare le acque sotterranee, che inquinerebbero il fiume Dnepr. Dopo che Shcherbina e Legasov sono riusciti a convincere Gorbaciov della necessità di installare uno scambiatore di calore sotto l'impianto, il ministro dell'industria del carbone Mikhail Shchadov recluta dei minatori di carbone a Tula, guidati da Glukhov, per scavare un tunnel sotto la centrale. Nel frattempo Shcherbina avverte Legasov che i due sono sotto stretta sorveglianza da parte del KGB. Legasov invia Khomyuk in un ospedale di Mosca, dove, nonostante Djatlov non collabori, riesce ad apprendere dai morenti Toptunov e Akimov che l'impianto è esploso dopo che Akimov ha avviato l'arresto di emergenza.