28 anni dopo: Il Tempio delle Ossa, Nia DaCosta delusa dagli incassi: "Eppure abbiamo fatto un gran film"

La regista dell'horror firmato da Alex Garland è orgogliiosa della qualità del film, ma avrebbe voluto ottenere incassi migliori.

Jack O'Connell e i suoi adepti in una scena di 28 anni dopo: Il Tempio delle Ossa

Quando Danny Boyle e Alex Garland hanno annunciato il ritorno della saga horror inglese di 28 anni dopo, hanno messo subito in chiaro che si sarebbe trattato di una trilogia e che il secondo capitolo sarebbe stato diretto da Nia DaCosta per poi vedere il ritorno di Danny Boyle nel terzo e ultimo lungometraggio.

I primi due film sono stati girati back-to-back e hanno ricevuto recensioni molto positive, soprattutto il secondo, ma gli incassi non sono andati di pari passo col plauso della critica mettendo a rischio l'ipotesi del terzo film.

28 Anni Dopo Tempo Ossa Ralph Fiennes
Ralph Fiennes in una scena di 28 anni dopo: Il tempio delle ossa

28 anni dopo: Il tempio delle ossa, un flop che brucia

Mentre il primo 28 anni dopo, pur non facendo sfaceli al botteghino, è arrivato a incassare 151 milioni globali, peggio è andata a 28 anni dopo: Il tempio delle ossa che, a fronte di un budget di 65 milioni, non ha superato i 59 milioni globali e anche i risultati in streaming sarebbero insoddisfacenti tanto da rischiare di mettere una pietra tombale sul terzo capitolo della trilogia.

Parlando con Empire, la regista Nia DaCosta ha ammesso di essere rimasta sorpresa dal risultato deludente al botteghino di The Bone Temple, ma ha affermato di essere molto orgogliosa del film.

"È davvero strano, perché tutti i parametri che usiamo nel settore per stabilire se un film è valido, se piace al pubblico e se ha voglia di vederlo, erano alle stelle, eppure gli incassi sono stati deludenti. Ho realizzato un ottimo film, ne sono davvero orgogliosa e al pubblico è piaciuto."

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Anche la nostra recensione di 28 anni dopo - Il tempio delle ossa loda la perizia dell'horror uscito nelle sale meno di un anno dopo il suo predecessore, fattore che, secondo Nia DaCosta, potrebbe aver influito sulla sua tiepida accoglienza al botteghino:

"Forse era troppo presto, perché la gente diceva, 'Oh sì, l'ho visto la scorsa estate!' E io pensavo, 'No, questo è il sequel!'"

La regista ha poi aggiunto: "Anni fa una mia amica mi disse, 'Nia, la tua carriera è fatta per essere goduta', e negli ultimi anni ho davvero cercato di mettere in pratica questo consiglio e di prenderlo sul serio. Quindi, quando questo film è uscito e non ha avuto il successo sperato in termini di incassi, sono rimasta delusa. Ma ho anche pensato, 'Sono così felice che quando le persone scopriranno il film, se lo godranno'. Avrei voluto che incassasse di più, ma ne sono davvero orgogliosa."