Wildwood: come nasce la magia visiva Laika. Intervista al character designer Thibault Leclercq

Il character designer Thibault Leclercq ci svela le sfide e i segreti visivi di Wildwood, l'ambizioso fantasy in stop-motion firmato Laika Studios.

Un'immagine di Wildwood

La nostra avventura alla Festa del Cinema di Roma, versante Alice nella Città, quest'anno è iniziata con un colpo di fulmine. Si tratta di Wildwood - I segreti del bosco proibito, nuovo capolavoro in stop motion firmato da Travis Knight e la sua Laika. Una storia ricchissima, tratta dal romanzo di Colin Meloy, che racconta la storia della giovane Prue, che decide di attraversare l'impenetrabile foresta ai margini di Portland per ritrovare il suo fratellino rapito da uno stormo di corvi.

Wildwood Film Laika
Un'immagine del film Laika

Si tratta senza dubbio del film più ambizioso dello studio, che spinge la stop motion al limite per ottenere risultati visivi straordinari. Per questo non potevamo essere più felici di poterci confrontare con chi, materialmente, ha realizzato il film: il character designer Thibault Leclercq, protagonista di una splendida masterclass nell'ambito della manifestazione romana, che ci ha fornito anche uno sguardo privilegiato dietro le quinte di Wildwood. Ecco cosa ci ha raccontato.

Tra grande fantasy e legami intimi: la visione di Travis Knight

Wildwood Prue
La protagonista di Wildwood

Abbiamo iniziato la nostra chiacchierata al look and feel generale di Wildwood: avevano delle ispirazioni specifiche in mente? "È stato un lavoro collettivo monumentale" ci ha detto Leclercq, "e siamo tutti incredibilmente orgogliosi del risultato finale. Spero davvero che il pubblico ne resti commosso. Il punto di riferimento principale, impostato fin dall'inizio dal nostro regista Travis Knight e condiviso con tutta la squadra, era richiamarsi alla tradizione dei grandi film fantasy classici. Volevamo quel senso di maestosità e grande spettacolo, ma collegato al tempo stesso ai legami più intimi: i rapporti familiari, l'amicizia. La vera sfida era bilanciare queste due scale di grandezza con la stessa intensità sullo schermo. Credo che ci siamo riusciti: per quanto questo universo sia vasto e visivamente impressionante, ciò che resta nel cuore dello spettatore quando esce dalla sala è proprio la forza di quei legami."

Dare un'anima a una metropoli: la sfida di un cast sterminato

Wildwood Scena
Uno dei personaggi del film Laika

Guardando il film Laika, le cui qualità abbiamo elogiato nella nostra recensione di Wildwood, non si può non notare la ricchezza di dettagli nel tratteggiare il mondo e i suoi personaggi. Qual è stata la difficoltà maggiore? "Esattamente questo: la vastità unita alla ricchezza di dettagli di questo mondo. Sia a livello di ambientazioni, enormi e diversificate, sia sul fronte dei personaggi. Dal mio punto di vista, è stato senza dubbio il cast più ampio che abbia mai dovuto disegnare. C'era una ragione narrativa precisa: volevamo che questo mondo sembrasse reale. Quando visiti una città vera non trovi repliche o volti identici; vedi tutta la varietà e la stratificazione di individui provenienti da quartieri diversi. Volevamo che questa sensazione fosse vissuta sia dai protagonisti, Prue e Curtis, sia dagli spettatori attraverso i loro occhi. Arrivando lì si deve rimanere sopraffatti dalla diversità e dall'unicità di ognuno. Puoi soffermarti su qualunque comparsa o personaggio secondario, che sia una volpe o una tartaruga, e percepire che alle spalle ha una storia, una famiglia, un vissuto: ne avverti l'ansia, lo stress, l'orgoglio o la pigrizia. Dovevano apparire come *persone autentiche."

Dare vita ai personaggi: l'alchimia tra tratti grafici e cast vocale

Wildwood Immagine Film
Un momento delicato di Wildwood - Il segreto del bosco proibito

Una ricchezza di personaggi a cui corrisponde un'altrettanto meticoloso e prezioso lavoro sulle voci originali, che spaziano dalla protagonista Peyton Elizabeth Lee a Jacob Tremblay, Carey Mulligan, Mahershala Ali, Awkwafina, Angela Bassett e tante altre. Hanno influenzato il lavoro degli animatori e il design dei personaggi? "Assolutamente sì, al cento per cento. È un aspetto a cui prestiamo grandissima attenzione: tutto deve risultare fluido, armonico e perfettamente integrato. La voce e l'aspetto visivo devono dare la sensazione di essere sempre appartenuti l'uno all'altra. Non appena viene definito il casting, studiamo a fondo le sfumature espressive e la morfologia degli attori per incorporarle nel personaggio. Non si tratta di fare un ritratto fedele dell'attore, ma di trovare 'la Prue' dentro Peyton Elizabeth Lee o 'il Curtis' dentro Jacob Tremblay. Cerchiamo quei punti di contatto sottili affinché, quando Curtis sorride, quel sorriso sia unico e appartenga intimamente all'attore che gli presta la voce."

La vulnerabilità di Prue: il cuore emotivo di Wildwood

C'è una sequenza che li rende particolarmente orgogliosi del risultato ottenuto? "Il film è pieno di sequenze splendide. Personalmente, senza fare troppi spoiler, amo particolarmente i momenti in cui emerge che Prue, per quanto coraggiosa, matura e intelligente, è in fondo ancora una bambina. Lì riaffiora tutta la sua vulnerabilità e ti ricordi che ha soltanto 13 anni e porta un peso immenso sulle spalle. Quelle scene sono quelle che mi toccano più a fondo, soprattutto perché rendono palpabile il legame indissolubile con il suo fratellino. Il rapporto tra fratelli è un tema che mi colpisce in modo molto intimo."

Wildwood Film Laika
Un momento del film in stop-motion

Dalla bande dessinée a Laika: il disegno come strumento di racconto

Appuntamento a Belleville: una scena del film animato
Appuntamento a Belleville: una scena del film animato

Un'ultima domanda la dedichiamo a conoscere Thibault Leclercq: quali sono i suoi principali riferimenti artistici? Con cosa è cresciuto? "Vengo dalla Francia e dal mondo della bande dessinée. Sono sempre stato un artista che disegna per raccontare storie. Ho capito presto che esistono due percorsi: ci sono artisti orientati alle belle arti, dove il quadro o il disegno è l'opera finale, e poi ci siamo noi, per cui il disegno è un connettore, un veicolo per comunicare ed esprimere qualcosa. Il background dell'illustrazione e del fumetto francese mi ha spinto verso l'animazione, specie quando ho scoperto opere come Appuntamento a Belleville, dove realizzi chiaramente che dietro ogni figura c'è la mano di un disegnatore. Da bambini è un concetto astratto, ma dietro ogni singolo fotogramma, anche nel cinema live-action, pensiamo a classici fantasy come Il Signore degli Anelli, ci sono concept artist che hanno dipinto armature, costumi e volti prima che prendessero vita sullo schermo. Si parte sempre da un foglio bianco per edificare un intero universo immaginario."

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