VisionQuest, la recensione: Paul Bettany e il ritorno di Ultron nella nuova serie Marvel

Dopo WandaVision e Agatha All Along, VisionQuest ci rivela il destino del Visione Bianco e il ritorno di Ultron. Su Disney+ dal 14 ottobre con cadenza settimanale.

Un'immagine di VisionQuest

Ben prima della superhero fatigue degli ultimi tempi, ben prima di notare confusione e ripensamenti nelle recenti fasi del Marvel Cinematic Universe, c'era stato un piccolo miracolo seriale intitolato WandaVision. Una prima produzione per Disney+ che ci aveva fatto sperare che il post-Endgame potesse essere ricco e brillante. Speranza che non si è affievolita neanche in seguito, anche quando le delusioni iniziavano ad accumularsi, perché qualche titolo riusciva a superare le aspettative, come per esempio Agatha All Along.

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Paul Bettany in una scena della serie

Non sorprende quindi la curiosità per la nuova VisionQuest, perché terzo titolo di un'ideale trilogia proprio con quelle due serie citate sopra, tra le più riuscite del cammino dell'MCU su Disney+. Una serie che arriva in catalogo dal 14 ottobre con i suoi primi due episodi per proseguire di settimana in settimana con i successivi 6, ma con un lancio in grande stile nella cornice della Festa del Cinema di Roma, con Paul Bettany in persona ad accompagnare l'evento.

Di cosa parla la nuova serie Marvel?

Dopo essere stato riavviato ed essere sfuggito a coloro che volevano trasformarlo in un'arma, Visione vive nascosto tra gli esseri umani lavorando in un bar di Edimburgo. Non indossa più il suo iconico costume, ma si rifugia nel suo "Spazio Mentale", un luogo dove convivono le intelligenze artificiali integrate nella sua programmazione (F.R.I.D.A.Y., E.D.I.T.H., J.A.R.V.I.S.) e una versione umana e imprevedibile del famigerato Ultron. La sua esistenza nell'ombra viene però sconvolta quando una taglia sulla sua testa lo costringe a fuggire insieme a Thomas Shepherd, un misterioso orfano diciottenne di Londra perseguitato da ricordi inspiegabili, che potrebbe essere suo figlio reincarnato. Per sopravvivere, Visione dovrà confrontarsi con la propria natura, resistere all'influenza di Ultron e svelare l'enigma che avvolge il ragazzo.

Come si inserisce VisionQuest nell'Universo Marvel?

Da quanto detto, è evidente come questo nuovo capitolo televisivo si vada a posizionare come la conclusione dell'epica trilogia iniziata nel 2021 con WandaVision e proseguita nel 2024 con Agatha All Along ed è bene riepilogare quali siano gli spunti da tenere a mente, anche se la serie è piuttosto esaustiva nel riepilogare a dovere gli elementi essenziali. Il protagonista che incontriamo è il Visione Bianco ricostruito, fuggito dallo S.W.O.R.D. nel finale di WandaVision, che pur possedendo i ricordi e i pensieri del Visione originale ucciso da Thanos in Infinity War, è privo della Gemma della Mente e fatica a elaborare quelle memorie come veri e propri sentimenti umani.

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Visione con Tommy in una scena

I collegamenti con la continuity Marvel si estendono anche al famigerato Ultron: la creazione di Tony Stark non è stata completamente annientata in Avengers: Age of Ultron, ma è sopravvissuta tramite un backup che Visione ha conservato e tenuto sotto chiave all'interno del proprio "Spazio Mentale". Infine, ma non è un dettaglio insignificante, la serie riprende un filo narrativo cruciale lasciato in sospeso in Agatha All Along, relativo al come e perché ci sia Tommy in questa nuova storia. Quest'ultimo riappare qui come un diciottenne appena uscito dal sistema degli affidi londinese, confuso e tormentato dai ricordi della finta vita familiare a Westview creata dall'incantesimo di Wanda.

Un ottimo Paul Bettany, ma la sorpresa è James Spader

Per l'appassionato Marvel di lunga data, è sicuramente un piacere rivedere il Visione di Paul Bettany, di cui l'attore propone un ritratto sofferto e intenso: la sua prova è ottima, perfetta evoluzione di quanto impostato in WandaVision cinque anni fa, e regge in modo compiuto il cammino di VisionQuest. Se infatti la prima serie di questa ideale trilogia raccontava l'esplorazione del lutto della protagonista, qui l'attenzione si ribalta e si concentra su un approfondimento similare e complementare relativo al suo compagno Visione. Non è però l'unica nota positiva del cast della serie Marvel, perché la vera sorpresa è l'Ultron di un James Spader che ruba la scena, emozionando e divertendo.

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Paul Bettany con James Spader in VisionQuest

Ugualmente centrale la figura di Tommy, che riesce a non sfigurare e passare in secondo piano grazie alla prova di Ruaridh Mollica, che riesce ad alternare leggerezza e intensità necessarie per il suo personaggio.

La ricerca interiore di Visione

Quella di VisionQuest è essenzialmente una storia di ricerca interiore, un cammino di scoperta di sé stesso che l'ex eroe Marvel è chiamato a fare. Una quest, appunto, che si muove su piani e toni differenti, avvalendosi di un'ottima messa in scena, effetti di buon livello e sicuramente superiori ad alcune serie degli scorsi anni che avevano fatto storcere il naso, accenni a tematiche attuali come l'IA, ma soprattutto una grande profondità emotiva. L'unico vero difetto risiede nel ritmo: sugli otto episodi la tensione non è sempre omogenea, e viene da pensare che sfoltire qualcosa avrebbe reso la storia di Visione ancor più compatta ed efficace.

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Il protagonista in una scena della serie Marvel

Resta, in ogni caso, una delle migliori produzioni seriali Marvel, soprattutto abbinata alle due precedenti di cui accoglie l'eredità, e dimostra che forse, con la giusta dose di attenzione e senza smania di inondare gli spettatori di contenuti, si sarebbe potuto fare un lavoro migliore anche sul fronte Disney+. Ma la lezione sembra ormai acquisita da Kevin Keige e il suo team, sia sul piano cinematografico che sul versante streaming, e vogliamo guardare con ottimismo al prossimo futuro dell'MCU.

Conclusioni

VisionQuest chiude con maturità e intelligenza emotiva la trilogia inaugurata da WandaVision e proseguita da Agatha All Along. Forte di un Paul Bettany sempre impeccabile e di un trascinante James Spader nei panni di un Ultron inedito, la serie esplora identità, lutto e intelligenza artificiale con cura visiva e profondità narrativa. Nonostante qualche passaggio a vuoto e una gestione del ritmo non sempre costante lungo gli otto episodi, il viaggio interiore del sintezoide regala al Marvel Cinematic Universe una delle sue parentesi più umane, stratificate e riuscite della recente era streaming.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Paul Bettany e James Spader sono un duo eccezionale. Bettany regala un'evoluzione intensa e sofferta di Visione, ma è Spader (Ultron) a rubare la scena.
  • La serie raccoglie l'eredità di WandaVision, offrendo una potente e complementare esplorazione della ricerca interiore e dell'identità.
  • Una messa in scena curatissima ed effetti visivi (VFX) di alto livello, nettamente superiori agli standard recenti del franchise.

Cosa non va

  • Spalmata su otto episodi, la narrazione presenta qualche lungaggine; una struttura più compatta avrebbe reso la storia ancora più incisiva.
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