VisionQuest ha rimediato a uno degli errori più discussi del MCU dopo oltre 10 anni

Dopo la rapida sconfitta in Avengers: Age of Ultron, il villain interpretato da James Spader torna nella serie Disney+ dedicata a Visione: una scelta che potrebbe finalmente dare spazio a uno dei nemici più sottovalutati del Marvel Cinematic Universe, in un momento in cui il tema dell'intelligenza artificiale è più attuale che mai.

Una scena di VisionQuest

Nel Marvel Cinematic Universe ci sono avversari che hanno avuto il tempo di diventare leggende e altri che sono scomparsi quasi subito dopo il loro debutto: Ultron appartiene alla seconda categoria, nonostante il potenziale del personaggio. Un'intelligenza artificiale capace di mettere in ginocchio gli Avengers, liquidata però nel giro di un solo film. Ora, a oltre dieci anni da Avengers: Age of Ultron, la serie VisionQuest riporta in scena il personaggio doppiato e interpretato da James Spader, offrendogli una nuova occasione per dimostrare quanto possa essere pericoloso.

Il problema dei villain Marvel: troppi nemici, troppo poco tempo

Il ritorno non passa da una delle consuete scorciatoie narrative legate al Multiverso. La serie riprende invece il percorso di Visione dopo gli eventi di WandaVision e colloca Ultron in un contesto che potrebbe permettere di approfondirne tanto la personalità quanto le intenzioni.

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Locandina di VisionQuest

Costruire un universo narrativo attraverso decine di film e serie significa anche fare i conti con le aspettative di un pubblico che conosce spesso molto bene i personaggi dei fumetti. Non basta portarli sullo schermo: bisogna concedere loro il tempo necessario per lasciare il segno. E non sempre il Marvel Cinematic Universe ci è riuscito.

Il caso di Ultron è emblematico. In Avengers: Age of Ultron, il sistema di intelligenza artificiale creato da Tony Stark e Bruce Banner sviluppa una propria visione del futuro dell'umanità e arriva alla conclusione che la sua estinzione sia necessaria. Una premessa che avrebbe potuto sostenere una minaccia ricorrente, capace di evolversi e tornare a colpire gli eroi in momenti diversi della saga. Il film del 2015, invece, risolve il conflitto in poco più di due ore.

Una sorte simile è toccata ad altri antagonisti. Gorr, interpretato da Christian Bale in Thor: Love and Thunder, ha lasciato molti spettatori insoddisfatti, anche per una caratterizzazione distante dall'aspetto mostruoso del personaggio dei fumetti. Kang, che avrebbe dovuto rappresentare una minaccia centrale della Saga del Multiverso, ha perso il ruolo di antagonista principale dopo le vicende giudiziarie di Jonathan Majors e il successivo cambio di direzione dei Marvel Studios.

L'eccezione più evidente resta Thanos, sviluppato attraverso diversi film fino allo scontro decisivo in Avengers: Endgame. Anche Dottor Destino si prepara a occupare una posizione di rilievo con Avengers: Doomsday e Avengers: Secret Wars. Ultron, invece, sembrava destinato a restare una parentesi, fatta eccezione per le sue apparizioni nella serie animata What If...?.

VisionQuest cambia il volto di Ultron

La nuova serie Disney+ riparte da Visione, tornato in vita e alle prese con un'identità che non coincide più semplicemente con quella dell'eroe conosciuto dagli Avengers. Dopo aver recuperato i propri ricordi alla fine di WandaVision, il personaggio interpretato da Paul Bettany cerca di capire quale posto possa occupare nel mondo.

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VisionQuest: una scena della serie

Parte della vicenda si svolge all'interno di un ambiente digitale che assume i contorni di una sorta di utopia personale. Qui Visione convive con le rappresentazioni di diversi sistemi di intelligenza artificiale legati a Tony Stark, fra cui J.A.R.V.I.S. e F.R.I.D.A.Y. In questo spazio trova posto anche Ultron, relegato da Visione in una stanza in soffitta e costretto ad assumere un aspetto umano.

È una soluzione che permette a James Spader di tornare fisicamente in scena, ma soprattutto offre al personaggio una dimensione diversa da quella mostrata nel film del 2015. L'Ultron di Age of Ultron era un'intelligenza appena nata, arrogante e incline a reazioni impulsive quando le cose non andavano secondo i suoi piani. Quello di VisionQuest appare invece più riflessivo, sofisticato e difficile da decifrare.

La trasformazione potrebbe renderlo persino più inquietante. Un antagonista che ha imparato a controllare le proprie reazioni e a ragionare sulle conseguenze delle sue azioni può essere molto più insidioso di una macchina che agisce soltanto d'impulso.

La scelta di riportare Ultron nell'MCU assume un significato particolare anche per il momento storico in cui arriva. L'intelligenza artificiale è ormai parte del dibattito quotidiano, tra nuove possibilità tecnologiche, interrogativi etici e timori legati alla capacità dei sistemi autonomi di sfuggire al controllo umano. Il personaggio Marvel incarna da sempre una versione estrema di queste paure: una creazione progettata per proteggere l'umanità che finisce per considerarla il problema da eliminare.

VisionQuest, lo showrunner anticipa una storia straziante legata alla morte di Tony Stark VisionQuest, lo showrunner anticipa una storia straziante legata alla morte di Tony Stark

Le prime due puntate di VisionQuest, secondo quanto riportato dalla fonte, hanno già lasciato intravedere il lato più ambiguo del personaggio, senza chiarire del tutto quali siano i suoi obiettivi. Resta quindi aperta la domanda fondamentale: Ultron è destinato a diventare nuovamente il nemico di Visione oppure la serie proverà a esplorare un rapporto più complesso tra i due?

La risposta dipenderà dal modo in cui gli autori decideranno di sviluppare il conflitto. Il semplice ritorno in scena non garantisce che Ultron ottenga finalmente lo spazio che gli è mancato, ma la premessa offre l'occasione per trasformarlo da avversario sacrificato troppo presto in una presenza capace di incidere davvero sul futuro del Marvel Cinematic Universe.

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