The New Pope 1x09, la recensione del finale di stagione: i due Papi, il fanatismo e il potere

La recensione del finale di stagione di The New Pope: è arrivato finalmente il momento dell'incontro tra i due Papi; Sorrentino sfrutta la scena per parlare di fanatismi e del rapporto tra emozioni e potere.

RECENSIONE di 07/02/2020
The New Pope Jude Law John Malkovich
The New Pope: Jude Law e John Malkovich in una foto della serie

"Non ho capito chi è il Papa, adesso". "Stai zitto e prega, cretino". Iniziamo la recensione di The New Pope, episodio 1x09, il finale di stagione della serie di Paolo Sorrentino, con questo dialogo tra un cardinale e il cardinal Voiello. Con un pizzico di ironia, che qua e là ha contraddistinto The New Pope, Paolo Sorrentino ci porta nel momento clou del suo racconto, quello che, per come si erano messe le cose, non poteva non arrivare. Sì, parliamo dell'incontro tra i due Papi, Sir John Brannox (John Malkovich) e Lenny Belardo (Jude Law), inevitabile dopo che quest'ultimo si è risvegliato dal coma. Che sarebbe stata finalmente la puntata dei due Papi lo avevamo capito già dalla sigla che, in montaggio alternato, sulle note di All Along The Watchtower, mostra Lenny Belardo nella consueta passeggiata in costume sulla spiaggia - sigla delle ultime due puntate - e John Braddox, nel vestito bianco da Papa, ripreso sempre di profilo, incamminarsi verso la finestra da cui avrebbe recitato l'Angelus, un Angelus rivoluzionario. "Quando voglio, Gutierrez, so andare in scena" dice. E, nel finale di stagione di The New Pope, Brannox avrà il suo one man show, così come lo avrà Belardo. I due assoli sono posizionati all'inizio e alla fine dalla puntata. Nel mezzo, i due si incontreranno due volte, da soli, e una volta insieme agli altri vescovi. Inutile dirlo, saranno scintille. Il finale di The New Pope conferma quello che andiamo dicendo di questa serie dalla prima puntata: è molto più tesa ed emozionante della precedente, affronta molti nervi scoperti della Chiesa di oggi e dell'attualità, è piena di personaggi originali e profondi e, di conseguenza, ha una storia molto affascinante.

La trama: Lenny Belardo, John Brannox e i bambini in ostaggio

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The New Pope: una foto della serie

L'episodio 9 si apre con una conferenza stampa in cui Sofia Dubois (Cécile De France) smentisce che Lenny Belardo (Jude Law) si sia risvegliato dal coma. Di fronte alle accuse di una giornalista, che chiede se il Vaticano non l'abbia eliminato come Francesco II, abbandona la sala. Quasi nessuno, per ora, sa che Lenny Belardo è vivo. John Brannox (John Malkovich), intanto, recita il suo Angelus e conquista tutti. Ma c'è un problema: a Ventotene un gruppo di terroristi irrompe in una scuola e sequestra sei bambini e un prete. Il confronto tra Belardo e Brannox verterà anche su questo. Intanto, Sofia, parlando con il cardinal Voiello (Silvio Orlando), confessa che vuole dimettersi.

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Un finale atteso, e allo stesso tempo inaspettato

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The New Pope: John Malkovich sul set della serie

The New Pope, giunta al finale di stagione, da un lato arriva a una conclusione che in qualche modo potevamo aspettarci. Ma, dall'altro, lo fa in modo sorprendente, e potente. E, dopo aver toccato quel punto che, in qualche modo, era prevedibile, sorprende ancora, con alcuni colpi di scena, in una serie di finali e sottofinali che continuano anche durante i titoli di coda (gustateveli fino alla fine, per non perdervi la citazione di Shining...). Tutto questo serve a dire che la prevedibilità, in Paolo Sorrentino, è solo un punto di passaggio. E che la sua voglia di stupire, il suo senso dell'assurdo, il gusto nella composizione dell'inquadratura (guardate la scena delle scalinate a Ventotene), almeno in The New Pope, non sono mai fini a se stessi, ma al servizio di un racconto intenso e di profonde riflessioni.

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The New Pope: John Malkovich nell'ottavo episodio

John Brannox: siamo tutti miserabili

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The New Pope: John Malkovich nel quinto episodio

Molto spesso abbiamo detto che, in quanto uomo comune, artista ma non certo politico né esperto in cose della Chiesa, Paolo Sorrentino abbia messo in bocca ai suoi Papi una serie di parole di buon senso, qualcosa che ognuno di noi vorrebbe sentir dire dalla Chiesa. Come scriviamo sopra, la nona puntata di The New Pope, che ha al centro il confronto tra i due Papi, lascia a ognuno dei protagonisti lo spazio per un assolo, all'inizio e alla fine. L'inizio è tutto di John Brannox. Il suo è un discorso di inclusione, destinato a tutti i diversi, gli inadeguati, per far capire che il Papa è stato uno di loro. "Non c'è posto per voi, qui, ora, dicevano con il loro silenzi. Allora, qual è il nostro posto, li imploravamo con i nostri silenzi. Adesso lo conosciamo, sì. Il nostro posto è qui. Il nostro posto è la Chiesa. Siamo tutti dei i miserabili messi insieme da Dio per formare una Chiesa gloriosa. Sì, siamo tutti uguali. E siamo i dimenticati. Ma non più, da oggi in poi non saremo più dimenticati".

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Lenny Belardo: un'apertura all'amore possibile

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The New Pope: Jude law nell'episodio 7

Anche Lenny Belardo ha il suo assolo, alla fine dell'episodio 9. Anche lui pronuncia altre parole che in molti vorrebbero sentire dalla Chiesa. "La Chiesa deve contemplare l'idea di un'apertura all'amore possibile per provare a contenere l'amore aberrante". Si tratta di un richiamo ben preciso, a parole che lo stesso John Brannox aveva pronunciato in una delle precedenti puntate. Il riferimento è al diritto dei prelati ad avere una vita sentimentale, un matrimonio, una soddisfazione sessuale per non doverla sfogare, altrimenti, in aberrazioni come la pedofilia. È un tema che è stato più volte affrontato, con intelligenza, nella serie di Sorrentino, e che qui, in questo discorso e quello che accade in un'altra storyline, trova la sua degna conclusione. Un'apertura, una soluzione a un grande problema, un'idea di buon senso, che in molti vorrebbero sentire da parte della Chiesa.

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The New Pope: Jude Law nella nuova sigla

I due papi e il fanatismo

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The New Pope: John Malkovich e Silvio Orlando nel sesto episodio

Il momento dell'incontro tra i due Papi diventa l'occasione per Paolo Sorrentino non solo di contrapporre i due personaggi chiave, e di far sfidare due grandi attori. È l'occasione di parlare di fanatismo. Perché, suggerisce Belardo, finora il fanatismo era stato appannaggio di alcune frange dell'Islam. Ma, con il coma, la santificazione ancora in vita, il dubbio sulla morte e resurrezione, il culto di Lenny Belardo potrebbe dare adito a un fondamentalismo cristiano di cui nessuno potrebbe definire i contorni. Per Belardo la sua apparizione o meno potrebbe essere un'arma da usare contro i terroristi, per sfidarli su un terreno che finora è stato solo il loro. Ma il punto non è questo. È che abbiamo sempre pensato a fanatismi e integralismi come qualcosa di lontano dalla nostra cultura e dalla religione dominante in occidente. Ma cosa potrebbe accadere se dovessero manifestarsi? Cosa accadrebbe se il mondo cattolico e la Chiesa dichiarassero guerra a qualcuno? Nel discorso di Belardo a Brannox, e in quello tra Voiello e Bauer si prova a immaginare tutto questo. Ed è uno spunto di riflessione non banale.

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Emozione è potere

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The New Pope: una scena del settimo episodio

È ancora Lenny Belardo a spiegare una delle chiavi del successo di un leader, che sia un Papa, un artista, un politico. Sta nel saper elargire e controllare le emozioni. "Se governi le emozioni del tuo prossimo, lui ti seguirà ovunque tu desideri. Questo si chiama potere". Paolo Sorrentino, che di potere (politico) ha già dissertato ne Il Divo e (in maniera molto particolare) in Loro, ci spiega una delle regole chiave del rapporto tra un Papa, e la Chiesa in genere, e i fedeli. Che, altro non è - almeno crediamo voglia dirci questo - lo stesso rapporto che c'è tra un artista e i suoi fan o tra un marchio, o un prodotto, e i suoi consumatori. Anche la Chiesa, insomma, a suo modo fa marketing. Ma le emozioni sono anche quelle che legano un regista come Paolo Sorrentino al suo pubblico. E sì, stavolta, attraverso personaggi intriganti, ben costruiti, approfonditi, attraverso le loro storie, Sorrentino è riuscito a emozionarci e lo abbiamo seguito, dall'inizio alla fine. Sì, su di noi Paolo Sorrentino ha un potere.

Conclusioni

Nella recensione del finale di The New Pope confermiamo quello che andiamo dicendo di questa serie dalla prima puntata: è molto più coesa, tesa ed emozionante della precedente, affronta molti nervi scoperti della Chiesa di oggi e dell'attualità, è piena di personaggi originali e profondi e, di conseguenza, ha una storia molto affascinante. Chi controlla le emozioni ha il Potere, fa dire Sorrentino al suo Papa. E Sorrentino è riuscito a emozionarci.

Movieplayer.it

4.0/5

Voto medio

3.3/5

Perché ci piace

  • Paolo Sorrentino ha messo in bocca ai suoi Papi una serie di parole di buon senso, qualcosa che ognuno di noi vorrebbe sentir dire dalla Chiesa.
  • Il momento dell’incontro tra i due Papi è l’occasione per Sorrentino di parlare di fanatismo, un tema che, quando si parla di cattolicesimo, si affronta poco.
  • Il finale di stagione arriva a una conclusione che potevamo aspettarci, ma ci arriva in modo sorprendente e potente. E, dopo aver toccato un punto prevedibile, sorprende ancora.

Cosa non va

  • A chi non ama lo stile di Sorrentino, visionario e sospeso, la serie potrebbe non piacere.