C'è un momento, all'interno di un matrimonio o di una relazione longeva, in cui si smette di essere alleati e si inizia, quasi senza accorgersene, a farsi la guerra. Partendo da questo presupposto fin troppo comune, The Miniature Wife - Un piccolo problema, la nuova serie fanta-comedy disponibile su Sky e in streaming su NOW, estremizza letteralmente il concetto: cosa succederebbe se le frustrazioni e i silenzi di una coppia venissero raccontati con la metafora di un marito scienziato che rimpicciolisce la propria moglie fino a farla diventare alta quindici centimetri?
In occasione della programmazione televisiva della serie, abbiamo avuto l'opportunità di fare una chiacchierata esclusiva con i due straordinari protagonisti, Elizabeth Bankse Matthew Macfadyen, che ci hanno svelato come dietro a una premessa così folle e stravagante si nasconda, in realtà, la più classica e spietata guerra dei sessi.
Essere piccoli nel matrimonio: la metafora di The Miniature Wife
Abbiamo iniziato la nostra intervista da una curiosità: cosa ha colpito i due protagonisti la prima volta che è stato raccontato loro il presupposto metaforico della serie? "Esattamente questo: come la metafora dell'essere piccoli, letteralmente, avrebbe amplificato il tema del sentirsi 'piccoli' all'interno delle relazioni. E questo può riguardare i rapporti sentimentali, come in un matrimonio, o quelli professionali. Penso che il mio personaggio, Lindy, stia lottando sul piano lavorativo e si senta davvero minuscola. E poi c'è anche il senso della famiglia, i genitori e il modo che hanno di farci sentire piccoli, insignificanti, come se non contassimo quanto vorremmo per loro. Non ci sentiamo convalidati e penso che sia una cosa in cui chiunque possa immedesimarsi, nonostante la folle premessa del rimpicciolimento che è al centro della serie."
Da un racconto senza nome a "La guerra dei Roses" moderna
The Miniature Wife si basa su un racconto breve, che ha richiesto un lavoro di ampliamento rispetto al materiale di partenza. Ma la storia è stata un riferimento o solo lo script? "Sulle sceneggiature" ci ha detto MacFayden, "il racconto originale è molto cupo e sotto molti aspetti è una piccola storia desolata, raccontata interamente dal punto di vista del marito, quindi è stata più che altro un trampolino di lancio."
Lo ha confermato Elizabeth Banks: "Sì, lì non hanno letteralmente un nome, non ci sono nomi nel racconto breve. È solo un marito che ha rimpicciolito la moglie, e della moglie non sai praticamente nulla. Quindi abbiamo potuto espandere la storia e usare la nostra immaginazione. Insomma, lui è uno scienziato, rimpicciolisce la moglie, questo è un po' tutto il racconto. Poi diventa cupo e c'è un pizzico di violenza, una desolazione che si riflette molto anche nel tono della nostra serie, nel modo in cui siamo riusciti a renderla cupa e profonda. Ma siamo stati influenzati anche da alcune grandi commedie dark basate sulla 'guerra dei sessi' e l'arguzia a cavallo tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90, come 'Casa, dolce casa?', 'La guerra dei Roses' o la serie TV Moonlighting... insomma, due persone forti che si scontrano, nessuna delle quali vuole rinunciare a ciò che desidera."
Davide contro Golia: la chimica sul set tra Green Screen e realtà
Il tutto cercando di "recitare ogni momento nel modo più realistico e serio possibile, sapendo che la comicità fisica e le situazioni avrebbero retto da sole il valore dell'intrattenimento" come ci ha spiegato la Banks. "Noi dovevamo solo impegnarci al massimo con quello che avevamo davanti, con ciò che accadeva, anche se non potevamo vederlo perché magari eravamo davanti a un green screen e dovevamo solo immaginarlo. È stato un vero test per la nostra capacità di immaginare le circostanze: lui doveva immaginarmi minuscola davanti a lui, io dovevo immaginare lui gigantesco davanti a me. Una volta che sei lì, devi solo fare in modo che il pubblico ci creda e ti segua."
E in che modo questa discrepanza fisica ha influenzato il lavoro insieme? "Mi è sembrato di interpretare Davide contro Golia" ha detto Elizabeth Banks, "sotto quel punto di vista è una sorta di racconto classico, ma è anche un esame della forza e del potere. Lui ha la forza bruta ed è ovviamente mastodontico, è il Golia della situazione; ma Davide ha l'astuzia, l'ingegno e la capacità psicologica di giocare con le emozioni dell'altro. Ho percepito il nostro lavoro proprio così, qualcosa che alla fine risultava molto classico nella forma. Il piccolo che vuole trionfare."
Il cuore della serie è nel Pilot
Qual è il cuore di questa potente e folle metafora? "Penso che siamo entrambi d'accordo sul fatto che la scena del pilot che getta le basi per il successo della serie sia quella in cui Les ha un crollo emotivo per il suo lavoro e Lindy lo conforta, lo sostiene, lo rimette in piedi" ci ha spiegato Elizabeth Banks, "lì vedi davvero la sua fragilità e la sua vita professionale, capisci la posta in gioco e quanto lui ne abbia bisogno. Capisci che lei è un sistema di supporto straordinario per lui, ma subito dopo vedi lui che la sminuisce, rende 'piccolo' ciò che lei è, ciò che vuole e ciò che fa."
Vedi, insomma, "la loro relazione" come ha confermato MacFayden, "vedi un intero pezzo del loro passato." Al centro però, secondo la Banks, "c'è una coppia che si conosce da più di vent'anni e che ha solo bisogno di ritrovare la strada per tornare insieme." E cosa vorrebbero che il pubblico portasse con sé al termine della visione? "Vogliamo che sia divertente e, soprattutto, realistica. Questa è una coppia che dovrebbe vivere una splendida collaborazione, ma che ha iniziato a farsi concorrenza. Trovo che sia molto facile immedesimarsi per chi vive un matrimonio lungo. Bisogna essere alleati, non si può competere su chi fa di più nella relazione. Bisogna affrontarla insieme e amarsi."