Star Wars: Il risveglio della forza

2015, Fantascienza

Star Wars: perché Kylo Ren è il miglior personaggio della nuova trilogia

Arrabbiato, deluso, dilaniato da un conflitto logorante. Ecco perché riteniamo che l'oppresso erede di Darth Vader, interpretato da un intenso Adam Driver, sia uno degli elementi più riusciti del nuovo corso starwarsiano.

Kylo Ren

C'è una bella differenza tra scegliere l'oscurità e vivere all'ombra di qualcun altro. Lo sa bene un ragazzone alto e bruno, dalle spalle larghe ma dal cuore debole. Uno che sulla soglia tra il buio e la luce ci vive e ci è cresciuto, con quel conflitto manicheo a scorrergli nel sangue in modo inevitabile. Sì, perché il retaggio familiare di Kylo Ren si rispecchia in un cielo stellato: pieno di luci ma col buio in sottofondo. Quale vena pulsante seguire, quale arteria scegliere per decidere la natura del proprio cuore? Il cammino virtuoso e altruista dei Jedi o il percorso tortuoso ed egoista dei Sith? È questo il dilemma shakesperiano di Ben Solo, figlio di quel guascone di Han Solo e della lucente Leia, nipote del mitico eroe Luke Skywalker ma anche erede dell'iracondo e impetuoso Darth Vader. Spader laser blu e rosse si incrociano nel destino di Kylo Ren che, forse non a caso, ne impugna una a forma di croce, quasi a richiamare un'esistenza fatta di passione e di sofferenza. Lo abbiamo visto per la prima volta mascherato e incappucciato, spietato nel trucidare un villaggio intero senza remora alcuna, perfetto strumento bellico nelle mani del Leader Supremo Snoke. Però, oltre al sangue, alla morte e ai colli strangolati con la Forza, succede un'altra cosa. Succede che ogni volta che qualcuno chiede a Kylo Ren di togliersi la maschera, Ben Solo lo fa senza battere ciglio. E allora ecco i lunghi capelli corvini a coprire le orecchie a sventola un po' sgraziate, ecco lo sguardo intenso di un Adam Driver capace di portare negli occhi il malessere di un ragazzo arrabbiato, deluso, dilaniato. Imperturbabile solo in apparenza, emblema perfetto dei conflitti di cui Star Wars è sempre stato composto, Ben Solo è, secondo noi, il personaggio più riuscito del nuovo corso starwarsiano. Non ce ne vogliano la volenterosa eletta Rey, il buon cuore di Finn e l'eroismo istintivo di Poe Dameron, ma Kylo Ren con le sue contraddizioni, i suoi comportamenti stranianti e le sue isterie è il fulcro drammatico del nuovo racconto galattico.

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Star Wars - Gli ultimi Jedi

Se in Star Wars: Il risveglio della forza avevamo avuto molti indizi sulla complessità del suo carattere, Star Wars: Gli ultimi Jedi conferma la centralità della sua anima grigia all'interno della saga. Ecco, dunque, quattro nodi che rendono il giovane Ben un covo di contrasti e di fascino. Perché, nonostante le critiche, le perplessità e l'astio che lo circondano, laddove gli altri personaggi viaggiano tra pianeti, combattono guerre spaziali, necessitano di una guida altra, Kylo Ren è puro dramma interiore, percorso intimo, guerra giocata senza armi a suon di risentimenti e di delusioni.

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Attenzione: l'articolo contiene qualche spoiler su Gli Ultimi Jedi

Quel fiato sul collo: l'ombra del nonno

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Immaginate quel respiro meccanico e regolare che vi soffia nell'orecchio di continuo. Immaginate quella maschera nera e lucente come il petrolio che vi annebbia la vista, che abita i vostri incubi e magari si trasforma persino nel vostro sogno più grande. Grande, enorme, forse irraggiungibile. Il primo, grande nemico di Kylo Ren è il peso delle aspettative che gli orbitano attorno. Un peso con un nome ben preciso e un volto inimmaginabile: quello il Darth Vader. Schiacciato e oppresso dal confronto con suo nonno, Ben Solo si rifugia in Kylo Ren per tentare di sfiorarne l'antica grandezza. Se per quel che resta di Anakin Skywalker quella corazza e quella maschera sono necessarie per tenerlo in vita, per Kylo Ren non è affatto così. Il suo è un travestimento forzato, è il tentativo goffo di camuffarsi da quel passato mitizzato e deificato. Volendo azzardare, potremmo dire che Kylo Ren è quasi un cosplayer di Darth Vader, un fan calpestato dal suo stesso mito, tanto da conservarne la maschera come un cimelio. Battute a parte, questo bisogno di mascheramento cela un dramma interiore che fa persino tenerezza. In Episodio VIII, infatti, Snoke deride Kylo, sino a toccarne con sadismo il nervo scoperto. "Sei solo un ragazzino con una maschera", gli dice il Leader Supremo, essere che ha utilizzato l'ombra di Vader come un'arma a doppio taglio, a volte per ispirare il suo allievo, a volte per deriderlo. Uno dei grandi problemi di Ben Solo è quindi il paragone con Darth Vader. Un problema che affligge anche molti spettatori, indispettiti dalle abissali differenze tra i due. Un abisso che, invece, rappresenta un profondo anfratto tutto da esplorare.

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Il figlio solo, l'allievo solo

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Solo di nome e di fatto. Abbandonato, deluso e arrabbiato dalle mancanze di ogni guida incontrata lungo il suo cammino. È questo il triste destino del giovane Ben. A ben guardare, il nuovo corso starwarsiano porta dentro di sé lo strascico di un fallimento comune, un'amara presa di coscienza che tocca tutti i personaggi amati nella trilogia originale. Leia, Han e Luke hanno fallito. Come genitori, come mentori, come coppia, come terreno fertile sul quale far germogliare il futuro rappresentato anche da Ben Solo. Ne Il Risveglio della Forza l'incontro tra Han e Leia mette a nudo una coppia incapace di restare insieme e di resistere alle divergenze dei loro caratteri. Han ammette di essere tornato a fare quello che meglio crede, Leia si pente di aver abbandonato e perso suo figlio, lo sguardo riluttante di Luke, presente lungo tutto Gli Ultimi Jedi, porta dentro di sé un fardello pesantissimo, pieno di rammarico, paura e rimpianto. La vittima prediletta dei loro errori è un figlio amareggiato, è un nipote tradito, è un allievo ripudiato. Ecco perché per Ben non esiste piena gioia nemmeno nell'abbraccio delle figure più positive di Star Wars, quelle amate da tutti, ma che hanno miseramente fallito. Non c'è pace per lui, né dentro il Lato Oscuro, né dentro il Lato Chiaro.

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La rabbia giovane

Star Wars: Episodio VII - Il Risveglio della Forza - Adam Driver sul set in un'immagine realizzata per Vanity Fair

Quella di Kylo Ren assomiglia ad una lunga adolescenza testarda e dura a morire. Per questo molti spettatori sono rimasti spiazzati (o delusi) da un antagonista non strutturato e per niente sicuro di sé, ma ancora tutto da definire, ancora in fieri nella sua essenza profondamente acerba. Sia J.J. Abrams che Rian Johnson ci hanno tenuto a mettere in scena delle piccole, grandi isterie del giovane Solo, sempre sull'orlo di una delirante crisi di nervi. Pannelli sfasciati a colpi di spade laser, ferite sul fianco prese a pugni, maschere distrutte, vendette guidate da una furia spropositata. L'immaturità scorre potente in questo ragazzo senza quiete, vittima di destabilizzanti scatti di rabbia, ma anche pronto a gesti eclatanti (suo padre e Snoke ne sanno qualcosa). Una schizofrenia caratteriale in grado di renderlo assai interessante, perché imprevedibile, instabile, scheggia impazzita all'interno di una saga alla perenne ricerca del tanto agognato "equilibrio".

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Contro il passato, oltre il mito

Star Wars: Gli Ultimi Jedi: il profilo di Adam Driver

Le leggende sono piene di belle storie, di preziosi insegnamenti da idolatrare, di miti costruttivi. Ma possono anche essere tante altre cose, possono persino rivoltarsi contro di noi e legarci per sempre ad un'infinita nostalgia, avvinghiarci per troppo tempo ad una malinconia vuota e sterile. Kylo Ren appartiene con fierezza alla seconda scuola di pensiero, sposando un'ideologia rivoluzionaria pronta a liberarsi del fardello del passato. Al contrario di Rey, intenzionata a scoprire le sue radici e legata al vincolo parentale, Ben Solo è stanco dei detriti che si porta dentro. "Lascia morire il passato, uccidilo se necessario, è l'unico modo per diventare ciò che devi". Questa frase non rappresenta solo la sua volontà di fare tabula rasa con un retaggio familiare ormai insopportabile, ma potrebbe benissimo essere il motto del nuovo corso di Star Wars. Ecco, Kylo Ren è forse l'incarnazione del nuovo Star Wars. Una saga costretta a confrontarsi con un passato pesante, mitico e mitizzato da tutti, che ora deve rompere ogni catena e levare qualsiasi ancora pur di trovare la sua indipendenza. Gli Ultimi Jedi si rispecchia nello spirito inquieto e rivoluzionario di Kylo Ren, nel suo fare un po' sgraziato e maldestro, ma anche nel coraggio di diventare artefice del proprio destino. Per fare di se stesso e di Star Wars quel che sarà, finalmente liberi da tutto quello che c'è stato prima di lui, prima del mito, oltre ogni nostalgia.

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