Star Wars: Gli ultimi Jedi

2017, Azione

Gli ultimi jedi: Star Wars colpisce ancora... ma in modo inaspettato

Se tutti si aspettavano una copia quasi pedissequa del capolavoro L'impero colpisce ancora, va dato atto a Johnson di aver più volte imboccato quella strada solo per poi allontanarsene improvvisamente in modo inaspettato e sorprendente. Gli ultimi Jedi infatti è Star Wars nella sua essenza ma è, per molti aspetti, anche molto lontano da quello che abbiamo conosciuto in questi decenni.

Star Wars: il risveglio della Forza J.J Abrams e George Lucas alla premiere

Così come la Forza circonda ogni cosa secondo le filosofie degli antichi jedi, Star Wars sembra fare altrettanto quando si parla del cinema contemporaneo. Non è una questione di incassi o di marketing, è semplicemente un dato di fatto. Quella inventata da George Lucas quarant'anni or sono è la più importante saga cinematografica di tutti i tempi, una delle poche completamente originale e non proveniente da libri, videogiochi o altro materiale precedente ad essa. Anzi, sono stati proprio i film di Lucas a generare un volume impressionante di opere e creazioni di ogni tipo ispirate a questa galassia lontana lontana.

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Così come per la Forza protagonista dei film, anche nel nostro mondo e nell'attuale panorama cinematografico esistono un lato chiaro e un lato oscuro. Ai primi appartengono coloro che vivono con il mito della trilogia e dei personaggi originali della saga e hanno fatto in modo che, con il loro sincero amore, diventassero una vera e propria leggenda. I secondi invece sono coloro che vorrebbero demolire questi miti passati, da cui si sono in qualche modo anche sentiti traditi con il passare degli anni, e trovare un nuovo ordine, nuove storie e nuove icone.

Star Wars: Il Risveglio della Forza - BB-8 e Rey (Daisy Ridley) in una foto del film

Va da sé che chiunque in questi anni si sia messo al lavoro su questa nuova trilogia starwarsiana, in fondo non sta facendo altro che cercare di avverare (forse invano) la vecchia profezia jedi e diventare colui che porterà equilibrio. Se lo chiedete a noi missione più difficile non potrebbe esistere, sarebbe quasi più semplice affrontare Vader e Palpatine con un coltellino svizzero. Ed infatti anche una vecchia volpe come J.J. Abrams due anni fa con Il risveglio della forza aveva fallito miseramente: non per demeriti suoi o del film, ma semplicemente perché il suo fare da ponte tra il vecchio e il nuovo, il suo cercare un equilibrio, era stato capito da pochi e osteggiato da molti.

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Star Wars: Gli Ultimi Jedi, Daisy Ridley in un'immagine del film

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Proseguendo con le analogie starwarsiane J.J. Abrams si è quasi sacrificato in una missione suicida per fare in modo che chiunque lo seguisse potesse essere più forte e più saggio di lui. Potesse trovare nella strada tracciata dall'episodio VII una guida verso nuove storie ed un nuovo universo narrativo che non fosse semplicemente una copia. In molti hanno infatti voluto vedere nel suo Risveglio della Forza soltanto quanto ci fosse di fin troppo simile al lavoro di Lucas. Eppure dal film di Abrams provengono Rey e Kylo Ren, i due personaggi chiave di questa nuova trilogia e, incidentalmente, anche i due simboli di quanto dicevamo prima: la fascinazione verso la leggenda e la tradizione e il suo opposto, la volontà di distruggere e uccidere ogni legame con il passato.

Star Wars: Gli ultimi Jedi - Il regista Rian Johnson sul set

Nonostante non fosse certamente facile nemmeno il lavoro di Rian Johnson, con questo Star Wars: Gli ultimi Jedi il giovane regista ha avuto la fortuna di poter agire più liberamente e giocare con le aspettative dei fan senza doverle poi necessariamente mantenere. Ma anzi, poterle sovvertire continuamente e a più riprese. Se tutti si aspettavano una copia quasi pedissequa del capolavoro L'impero colpisce ancora, va dato atto a Johnson di aver più volte imboccato quella strada solo per poi allontanarsene improvvisamente in modo inaspettato e sorprendente. In pratica il duello tra i due nemici di cui sopra si combatte prima ancora che sullo schermo nella testa e nelle sceneggiatura del regista e a guadagnarci, doppiamente, siamo solo noi spettatori.

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Star Wars: Gli Ultimi Jedi, Mark Hamill in una scena del film

Gli ultimi Jedi è Star Wars nella sua essenza ma è, per molti aspetti, anche molto lontano da quello che abbiamo conosciuto in questi decenni: la parte spaziale, per esempio, è forse la più "pura" da un punto di vista fantascientifico di tutta la saga, tanto da ricordare nelle premesse il cult sci-fi Battlestar Galactica. Al tempo stesso però è anche squisitamente fantasy, soprattutto per tutto ciò che riguarda Luke Skywalker (un Mark Hamill più carismatico che mai), ed incredibilmente romantico ed emozionante in tutto ciò che riguarda i rapporti tra i personaggi storici (ed ovviamente rivedere Carrie Fisher nella sua ultima apparizione non può che commuovere). A tutto questo aggiunge un'ironia piuttosto marcata, e ogni tanto anche fuori luogo, che rappresenta in un certo senso una grossa novità per la saga, altro aspetto che di certo non contribuirà a farlo amare dai puristi.

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Ma il grande pregio del lavoro di Rian Johnson è proprio questo, l'aver avuto il coraggio di osare e di tentare nuove strade. Non tutto funziona per il meglio: il film è troppo lungo ed ha una parte centrale (soprattutto nella "gita fuori porta" di Finn) decisamente meno riuscita, è spesso squilibrato nei toni e con un paio di momenti che sfiorano il ridicolo. Eppure si fa perdonare questo e molto altro nel mondo più semplice ed efficace possibile, regalandoci scene mozzafiato che stordiscono per bellezza visiva ed impatto emotivo. Alterna momenti di grande familiarità (con un paio di omaggi, ed in particolare un ritorno, che faranno felicissimi i fan) a twist e sorprese che fanno cambiare continuamente direzione alla trama e non possono che avvincere anche coloro che pensano di sapere già tutto prima ancora di accomodarsi in sala.

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In pratica l'esatto opposto de Il risveglio della Forza che non poteva e non voleva osare, ma si limitava a rimettere in tavola tutte le vecchie carte e ad aggiungerne di nuove. Rian Johnson si riprende le carte in mano e le rimescola a fondo, decidendo poi di distribuirle a proprio piacimento e secondo le sue personalissime regole. Quel che ne è venuto fuori è un film sì stralunato e imperfetto ma anche entusiasmante e sorprendente. Un vero e proprio viaggio fantastico verso un universo che, anche a distanza di 40 anni, non ha eguali né al cinema né fuori. Ed una grande promessa anche per la futura trilogia che prima o poi verrà: un nuovo Star Wars è possibile.

Star Wars: Gli ultimi Jedi, Laura Dern in una scena
Gli ultimi jedi: Star Wars colpisce ancora... ma...
Luca Liguori
Redattore
4.0 4.0
Cinecittà World
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