Spider-Man: Homecoming, il nostro commento al trailer: azione, risate e… Tony Stark!

Il nostro commento al primo filmato promozionale del tanto atteso film realizzato in tandem da Sony Pictures e Marvel Studios.

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Tra qualche mese saranno passati quindici anni dall'uscita di Spider-Man, il primo lungometraggio cinematografico dedicato al supereroe più famoso della Marvel Comics. Dopo tre film diretti da Sam Raimi, la Sony - che detiene i diritti del personaggio - ha deciso di rilanciare la saga con il reboot The Amazing Spider-Man, per poi sospendere questa nuova versione (di cui erano previsti degli spin-off incentrati sugli antagonisti) dopo l'accoglienza tiepida nei confronti di The Amazing Spider-Man 2: Il Potere di Electro.

A questo punto la major ha deciso di stringere un accordo con la Marvel, in base al quale Spider-Man fa ora parte del Marvel Cinematic Universe: lui può apparire in film come Captain America: Civil War (dove ha debuttato il nuovo Peter Parker, interpretato da Tom Holland), distribuiti dalla Disney, e altri supereroi possono apparire nelle sue avventure in solitario, di cui la Sony ha ancora ufficialmente il controllo (ma entrambe le fazioni hanno dichiarato che sul piano creativo le decisioni principali vengono prese dalla Marvel). Una sinergia che dovrebbe dare i suoi frutti in Spider-Man: Homecoming, diretto da Jon Watts e atteso per luglio 2017. Ora possiamo finalmente farci un'idea più precisa sul film, grazie all'uscita del primo trailer (preceduto il giorno prima da un assaggio, non usato nel filmato ufficiale, con un cameo di Jon Favreau nei panni di Happy Hogan, l'autista/bodyguard di Tony Stark). Ecco le nostre impressioni.

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Rapinatori in maschera

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In precedenza è venuta fuori la notizia che questo Spider-Man non prenderà a pugni gli avversari, adottando tecniche di combattimento diverse. Alcuni fan hanno espresso i loro dubbi in merito, ma la prima sequenza del trailer sembra confermare che le scene d'azione non saranno influenzate in negativo da questa scelta, poiché Spidey è capace di usare le proprie ragnatele per mettere fuori combattimento i cattivi. Nella fattispecie, qui abbiamo a che fare con quattro rapinatori che inevitabilmente vengono presi in giro dal nostro eroe poiché le maschere che indossano sono quelle degli Avengers. Un'indicazione sottile del nuovo mondo cinematografico in cui esiste l'arrampicamuri, seguita da un nesso molto più esplicito...

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Tony Stark, al vostro servizio

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Era noto da diversi mesi che Robert Downey Jr. sarebbe apparso nel film, prosecuzione logica del rapporto creatosi tra Peter Parker e Tony Stark in Civil War. Qui il magnate supereroe appare in veste di mentore, consigliando a Peter come comportarsi: "Non fare nulla che io farei, e neanche quello che non farei. Tra le due c'è una zona d'ombra, ed è lì che ti muovi tu." Per ora è escluso che Peter diventi un Avenger, per ovvi motivi: siamo in un mondo dove i supereroi sono regolati dalle autorità, e Spider-Man sarebbe costretto a svelare pubblicamente la propria identità per ottenere il consenso del governo americano (inoltre è altamente improbabile che gli Avengers accettino membri minorenni nel loro gruppo). Esilarante l'addio tra i due, commentato da Stark: "Non ti sto abbracciando, sto solo aprendo la portiera dell'auto."

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Il liceo, che inferno

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Durante la lavorazione si è parlato di John Hughes, regista di pellicole imprescindibili degli anni Ottanta quali Un compleanno da ricordare - Sixteen Candles e Breakfast Club, come una delle fonti d'ispirazione per il film, che intende sottolineare molto di più la componente scolastica degli inizi di Spider-Man rispetto a quanto visto nei film di Raimi e Marc Webb. E in effetti è difficile non pensare a Hughes quando vediamo Peter parlare di ragazze insieme all'amico Ned Leeds, al quale viene poi affidato il ruolo che spetta a tutti gli amici che si rispettino nei film e serial supereroistici odierni: scoprire l'identità segreta del protagonista. Un elemento utile più avanti nel film, poiché è Ned a ricordare a Peter che cosa lo rende diverso dagli altri supereroi: è un ragazzino.
Da notare anche, sempre come lascito artistico di Hughes, il personaggio di Michelle (Zendaya), che con una sola battuta - "Siete degli sfigati", rivolto a Parker e Leeds - dovrebbe smentire definitivamente le voci secondo le quali la ragazza sarebbe in realtà Mary Jane Watson.

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Birdman 2: Il ritorno

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Perdonateci la battuta, ma era inevitabile considerando che l'Avvoltoio, antagonista principale di Homecoming, ha le fattezze di Michael Keaton, protagonista di Birdman (film che metteva alla berlina, tra le altre cose, la moda dei film di supereroi). Per ora non è chiaro fino a che punto questo nuovo villain differirà dai precedenti (anche perché a livello estetico, almeno in questo trailer, ricorda a tratti Green Goblin), ma Keaton sembra essersi divertito un mondo a far fuoriuscire ancora una volta il proprio lato oscuro: "Non metterti in mezzo, o ucciderò te e tutti quelli che ami." E qui scatta il momento che è chiaramente un omaggio a Spider-Man 2: il nostro eroe che usa le ragnatele, su entrambi i lati, per salvare i passeggeri di un mezzo di trasporto messo in pericolo dal cattivo di turno. All'epoca era un treno, oggi è una nave.

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E alla fine arriva Iron Man...

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Potevamo non avere Stark con la sua fidata armatura? Ovviamente no. Ancora non sappiamo se sia legato alla minaccia dell'Avvoltoio o qualcos'altro, ma ci sarà una scena in cui Spider-Man e Iron Man collaboreranno per qualche motivo. Non ci resta che aspettare luglio per sapere esattamente come, nel frattempo possiamo goderci di nuovo il trailer, in due versioni: quello internazionale è più breve, poiché viene omessa la parte liceale, e contiene un momento aggiuntivo tra Peter e Stark e una scena in più per l'Avvoltoio. Voi quale preferite?

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Il trailer in versione italiana: