Rosa Elettrica, Giannetta e Di Napoli: “La strada facile non è sempre quella giusta”

La giustizia, le generazioni e quel posto nel mondo. I due protagonisti raccontano il viaggio della serie originale Sky e NOW.

Francesco Di Napoli e Maria Chiara Giannetta

Dietro la traccia da "thriller on-the-run", Rosa Elettrica ragiona per opposti, soffermandosi sul tema generazionale. Il motivo? Chiaro: tratta dal romanzo di Giampaolo Simi, e diretta da Davide Maregno, la serie in sei episodi (su Sky e NOW dall'8 maggio) racconta di Rosa, giovane agente del programma di protezione testimoni, e di Cocìss, giovane boss camorrista, deciso a collaborare con la giustizia. Entrambi si ritrovano al centro di un'oscura operazione, abbandonando la catena di comando e iniziando una lunga fuga.

Rosa Elettrica
Maria Chiara Giannetta e Francesco Di Napoli

A interpretare i protagonisti, con bravura e precisione, Maria Chiara Giannetta e Francesco Di Napoli. Incontrandoli, a margine della presentazione stampa della serie, abbiamo parlato di "strade facili", di "contraddizioni" e di "millennials", quella generazione - di cui fa parte l'attrice - che ha saputo riscrivere il concetto di "maturità".

Rosa Elettrica: Maria Chiara Giannetta e Francesco Di Napoli raccontano la serie

In effetti, parlando con i due interpreti di Rosa Elettrica, la conversazione finisce per allargarsi: un discorso sull'età, sulla percezione, su cosa significhi davvero essere adulti. "Nonostante l'esperienza, non ci sentiamo mai davvero 'esperti'", spiega Maria Chiara Giannetta. "Io vedo la differenza: magari una persona della mia età, se mette su famiglia, viene considerata adulta; se non fa figli, resta una ragazzina. E questa cosa un po' mi ferisce".

E prosegue: "Sto cercando di diventare adulta comunque, senza necessariamente una famiglia o dei figli, senza quelle responsabilità che vengono considerate 'alte', perché in realtà ce ne sono tante altre: verso le persone, verso la propria famiglia, verso l'esterno, verso la collettività. Ci sono tanti modi per essere adulti. Quindi questa visione spero che cambi. Ci stiamo lavorando, noi millennials".

Francesco Di Napoli guarda la questione da un'altra prospettiva, lui nato nel 2001. "Essendo di un'altra generazione, guardiamo le persone più grandi come più esperte, più preparate culturalmente, più intelligenti, in generale. Di fronte a una persona più grande non mi sminuisco, però porto sempre rispetto per chi è più adulto, anche se la differenza è di tre o quattro anni."

L'importanza delle contraddizioni

Se oggi il mondo appare monocolore, il cinema e la serialità riescono a esaltare il valore della contraddizione, per una vitale e umana conflittualità emotiva. Insomma, il soggetto di Rosa Elettrica, elaborato da Giordana Mari con Giampaolo Simi e Vittorino Testa, e poi sviluppato da Mari insieme a Fortunata Apicella, Serena Patrignanelli e Michela Straniero, spinge al massimo sulle sfumature. "Questa serie spinge molto sulle zone grigie", continua l'attrice. "Per esempio nel mondo della polizia e della procura, ma anche nell'umanità dei personaggi: la doppia sfaccettatura di Cocìss, quella di Rosa e di tutti gli altri. Non sono mai completamente nel bianco o nel nero. E questo secondo me è un punto forte della serie".

Rosa Elettrica Francesco Di Napoli
Francesco Di Napoli in scena

Per Di Napoli è anche una questione di contesto. "Io credo che il contesto faccia molto. Nella serie interpreto un ragazzo di diciott'anni, con sensibilità e paure che non vuole far emergere, vuole proteggersi, ma poi sono elementi che vengono fuori solo grazie a Rosa".

L'importanza di cambiare strada: i temi della serie

In qualche modo, in Rosa Elettrica - In fuga con il nemico c'è anche il tema della giustizia. Secondo Maria Chiara Giannetta "le modalità della giustizia sono discutibili, certo, e lì si potrebbe aprire un dibattito. Però ci credo". Per Di Napoli: "dipende anche dagli episodi: a volte vedi una cosa e non credi nella giustizia, altre volte sì. È un pensiero un po' astratto".

Rosa Elettrica Scena
Maria Chiara Giannetta è Rosa

Infine, il tema delle scelte: mollare, cambiare strada, cedere o resistere. "Venendo da Napoli, da un quartiere periferico, dieci anni fa vedevo ragazzi perdersi per un guadagno facile", confida l'attore. "Io non ne sono mai stato affascinato, anche se magari vedevo qualcuno avere più di me. Però ho sempre pensato che, se combatti per i tuoi sogni, alla fine arrivi. Non sempre la strada più facile è quella giusta".

Insomma, il famoso posto nel mondo. Una continua scoperta, che riflette una certa consapevolezza. "Ho pensato tante volte di mollare", conclude Maria Chiara Giannetta. "Non per scegliere una strada più facile, ma un'altra strada, magari più complessa, più nuova. È anche una cosa generazionale. E racconta un po' anche Rosa: cambia completamente approccio alla vita, da una leggerezza iniziale a un percorso più rigido. Ma secondo me nessuna delle due strade è giusta per lei, deve ancora trovarla. E credo che sia importante chiedersi sempre se si è nel posto giusto, rispetto a quello che si vuole. E anche ammettere, a volte, che non è così".