Chi ha incastrato Roger Rabbit: 30 anni di salamoia, conigli pazzi e belle pupe

Una sfida produttiva vinta grazie all'azzardo e alla passione dei suoi folli creatori. Tre Premi Oscar a sugellare un esperimento metacinematografico bizzarro, irresistibile e rivoluzionario. Il cult animato di Robert Zemeckis arrivava nei cinema trent'anni fa e oggi ci ricorda ancora perché siamo innamorati del cinema.

Una risata può essere una cosa molto potente. A volte, nella vita, è l'unica arma che ci rimane!

chihaincastrato
chihaincastrato

È una storia di cupidigia, sesso e morte. Ma se vi aspettate litri di sangue, sparatorie e lacrime, siete nel film sbagliato, sloggiate altrove. Dalle parti di Cartoonia si viene seppelliti solo da risate, i proiettili hanno le fattezze di vecchi cowboy e potreste imbattervi in tizi strambi: roditori logorroici con papillon a pois al collo, detective tozzi dal bicchierino facile o neonati dalla voce roca, pulsioni sessuali da 50enni e una smodata passione per i sigari. Se per anni è stato il Bianconiglio a condurci nel Paese delle Meraviglie, dal 22 giugno 1988 il nostro Cicerone verso nuove, folli fantasticherie è stato soprattutto Roger Rabbit. Celebre attore di cartoon in cui gliene succedono di tutti i colori, il nostro coniglio dalle movenze maldestre e lo spirito ingenuo viene incastrato in un losco intrigo, tradito persino dalla sua prosperosa moglie mozzafiato. In suo aiuto, però, arriva Eddie Valiant, investigatore privato disilluso, stanco dei cartoni animati che gli hanno persino ammazzato un fratello, e per questo abituato ad annegare i dispiaceri nell'alcool. Se vi sembra una storia strampalata, è perché lo è davvero. La sua e quella del film che la racconta: Chi ha incastrato Roger Rabbit?.

Ispirato al romanzo di Gary K. Wolf e vincitore di tre Premi Oscar (Miglior Montaggio, Miglior Montaggio Sonoro e Migliori effetti speciali) su sei nomination, la curiosa creatura di Robert Zemeckis fu davvero un azzardo produttivo, una sfida spaventosa, una rivoluzione incoraggiata dal successo di Ritorno al futuro. Spielberg e Zemeckis ancora insieme per ridefinire i generi e ribadire il loro amore per il cinema; ancora loro due a guidare una troupe assalita da ansie, paure e rischi di fallimento, perché prima di Chi ha incastrato Roger Rabbit un film come Chi ha incastrato Roger Rabbit era roba per visionari da rinchiudere. Però, senza lo spirito sognatore e utopista di Zemeckis non avremmo avuto un cult capace di rendere l'animazione una meravigliosa terra di mezzo tra spensieratezza e inquietudini, storie per bambini e stuzzicanti ammiccamenti per adulti.

Chi ha incastrato Roger Rabbit?: Christopher Lloyd con Roger Rabbit in una scena
Chi ha incastrato Roger Rabbit?: Christopher Lloyd con Roger Rabbit in una scena

Seguendo le curve sinuose di Jessica Rabbit, si arriva dentro un film talmente irresistibile da obbligarti a un ricatto morale: vederlo e rivederlo di continuo, sino a impararne a memoria ogni battuta, sino a sentire dentro le narici l'odore della salamoia. Così negli anni Novanta sono stati consumati nastri di VHS e sono esplosi videoregistratori, e possiamo assicurarvi che guardare Chi ha incastrato Roger Rabbit trent'anni dopo la sua uscita, non fa venire nemmeno un ruga in faccia al nostro coniglio chiacchierone. Oggi, provando a resistere alla tentazione del motivetto Ammazza la vecchia, proveremo a spiegare gli immensi meriti artistici di un film che non è solo invecchiato benissimo, ma non ha perso lo smalto spensierato e l'audacia di chi osò far convivere Topolino e Bugs Bunny nella stessa inquadratura. Perché per Roger Rabbit non esistevano argini, confini e rivalità da rispettare: l'immaginazione era la casa di tutti.

Leggi anche: Top 50 anni Ottanta: i nostri film e momenti cult del cinema USA

Miracolo animato

Betty Boop e Bob Hoskins in Chi ha incastrato Roger Rabbit
Betty Boop e Bob Hoskins in Chi ha incastrato Roger Rabbit

C'è un'immagine che riassume alla perfezione la missione di Chi ha incastrato Roger Rabbit. Il mitico Eddie Valiant del compianto Bob Hoskins è legato al coniglio bianco da un paio di manette. I due sono costretti a camminare insieme, cadere insieme, litigare e dimenarsi stando sempre vicini. Umano e cartone uno accanto all'altro, legati in maniera indissolubile: questa era la sfida lanciata da Robert Zemeckis, ovvero un film tradizione in cui l'animazione potesse convivere in maniera naturale e credibile. Nonostante altri film come Mary Poppins e Pomi d'ottone e manici di scopa avessero già sdoganato la celebre tecnica mista, in cui personaggi animati affiancavano sequenze girate in live action, mai nessuno era riuscito a creare una sovrapposizione così accurata e riuscita. La scelta di Zemeckis, tassativa e lungimirante, fu quella di non farsi limitare dalla presenza dei cartoni animati, anzi. Il film fu girato in maniera tradizionale, con movimenti di macchina dinamici e interazioni tra personaggi che resero difficile (se non impossibile) la vita agli animatori che soltanto in seguito andarono a lavorare sul girato.

Bob Hoskins con Jessica Rabbit in Chi ha incastrato Roger Rabbit?
Bob Hoskins con Jessica Rabbit in Chi ha incastrato Roger Rabbit?

Senza alcun apporto della computer grafica, Chi ha incastrato Roger Rabbit è figlio di un certosino lavoro analogico, artistico e artigianale. Un'impresa collettiva che riuscì a rendere verosimili le interazioni tra personaggi in carne e ossa e cartoon, una combinazione ibrida riuscita grazie a una serie di accortezze. Ogni oggetto di scena era mosso da marionettisti, gli attori studiarono da mimi in modo da restituire la fisicità di ogni gesto e da rievocare il peso di un coniglio preso per il collo. Il tutto senza dimenticare l'effetto tridimensionale di ogni elemento animato presente in scena. Ombre, illuminazioni e cambi di fuoco erano altri espedienti utili a creare un perfetto inganno ottico. Nasceva così un incredibile ponte tra reale e immaginario, sul quale i cartoni sembravano vivere tra gli essere umani e viceversa.

Leggi anche: Ritorno al futuro 4: Ecco il sequel che (non) vorremmo

Marmellata di generi

Roger e Jessica Rabbit in una scena di Chi ha incastrato Roger Rabbit?
Roger e Jessica Rabbit in una scena di Chi ha incastrato Roger Rabbit?

Se la tecnica imponeva una vincente miscela di disegni e corpi umani, la storia di Chi ha incastrato Roger Rabbit ha le sembianze di una gustosa marmellata di generi. Basta rivedere con attenzione l'incipit del film per cogliere lo spirito irriverente, cinefilo e schizofrenico dell'opera di Zemeckis. I titoli di testa sono accompagnati dalla tipica colonna sonora di un noir anni Quaranta per poi essere scalzati da un classico cartone animato degno dei migliori episodi Titti e Silvestro, Tom & Jerry o Willy il Coyote e Beep Beep. Il tono cupo del tipico giallo metropolitano viene rievocato da vicoli fumosi, ambientazioni cupe e da un detective astioso, pieno di debolezze e un trauma nel suo passato.

Chi ha incastrato Roger Rabbit?: Topolino e Bugs Bunny in una scena del film
Chi ha incastrato Roger Rabbit?: Topolino e Bugs Bunny in una scena del film

Dietro questa facciata da noir, però, batte una commedia scanzonata ma con una morale ben precisa (ci arriviamo tra poco), in cui battibecchi da buddy movie si alternano a siparietti slapstick. Proprio come nella saga di Ritorno al Futuro, Zemeckis e Spielberg hanno rispolverato la loro passione per la settima arte grazie alla coesistenza di tanti generi spesso agli antipodi. Un atto d'amore che ha trasformato Chi ha incastrato Roger Rabbit in un carnevale animato, in cui Paperino sfida Duffy Duck in una gara di pianoforte, Dumbo gusta noccioline mentre le scope di Fantasia imperversano per strade tappezzate con i poster dei nani di Biancaneve. E chi crede che proprio Christopher Lloyd, dopo il suo frizzante e amichevole Doc, sia stato chiamato a vestire i panni di un inquietante antagonista (scommettiamo che molti saranno ancora traumatizzati dal giudice Mormont) solo per caso è un povero ingenuo.

Leggi anche: J.J. Abrams: "Spielberg mi chiamò per Roger Rabbit 2"

L'ironia ci salverà

Baby Herman in una scena di Chi ha incastrato Roger Rabbit?
Baby Herman in una scena di Chi ha incastrato Roger Rabbit?

Una femme fatale dalle forme vertiginose, un giudice spietato simile a un becchino gotico e un coniglio nato dalla fusione tra Pippo, Porky Pig, Mickey Mouse e Bugs Bunny, che rievoca in maniera subliminale i colori della bandiera statunitense. Ci sembra anche ovvio ribadirlo: la vera forza del film è nei suoi personaggi sopra le righe, stravaganti, diventati subito icone cinematografiche. Dirompenti, accattivanti e dotati di spiccata personalità anche con poche battute a disposizione, i personaggi di Chi ha incastrato Roger Rabbit hanno avuto la capacità di giocare con gli stereotipi di genere (la pupa, il detective, l'antagonista) per tirarne fuori qualcosa di nuovo.

Christopher Lloyd e Roger Rabbit in una scena del film Chi ha incastrato Roger Rabbit?
Christopher Lloyd e Roger Rabbit in una scena del film Chi ha incastrato Roger Rabbit?

Grazie a un capolavoro di character design e una sceneggiatura abile nel cambiare registro, l'opera di Zemeckis ha camminato sul labile confine tra intrattenimento spensierato e allusioni sessuali, comicità infantile e sequenze disturbanti. Perché se Roger Rabbit incarna l'anima ingenua del film, quasi in rappresentanza dei cartoni spensierati che abbiamo sempre conosciuto, il riluttante Valiant, la conturbante Jessica e lo spietato Morton portano l'animazione verso derive più adulte. Però, nonostante le sembianze da noir, Chi ha incastrato Roger Rabbit nasconde tra le righe la morale di una favola moderna. Una morale che si riconosce nel potere disarmante della risata, nella forza imbattibile dell'ironia, nella capacità di sapersi prendere in giro e nel sorridere delle proprie disgrazie. Quel superpotere che rende un coniglio strampalato l'eroe di un bambino e il dolce ricordo di un adulto. Perché, a volte, persino il male non è poi così cattivo. È che lo disegnano così.

Roger, tesoro, voglio che tu sappia che ti amo. Ti ho amato più di quanto una donna abbia mai amato un coniglio.