Lodiamo sempre molto le produzione che finiscono su Apple TV e a volte ci viene il dubbio di essere in qualche modo eccessivi nei nostri giudizi: possibile che al netto del film Outcome che non ci aveva convinti, tutte le serie degli ultimi tempi siano di valore? Poi leggiamo diverse voci autorevoli impazzire per Widow's Bay confermando le nostre sensazioni positive e Stephen King parlare di Hitchcock nel commentare la tensione di Maximum Pleasure Guaranteed e ci diciamo che abbiamo ragione a lodare queste serie.
D'altra parte di Alfred Hitchcock abbiamo parlato anche noi con gli autori della serie interpretata da un'ottima Tatiana Maslany, ragionando con lo showrunner David J. Rosen e il regista David Gordon Green sul lavoro fatto per costruire sia lo spunto narrativo che l'equilibrio tra mistero e tensione nello sviluppo della serie Apple. Ecco cosa ci hanno raccontato.
Tra Hitchcock e la solitudine moderna: la genesi antropologica della serie
Partiamo dallo spunto iniziale, chiedendoci, e chiedendo ai nostri interlocutori, se sia più una critica della società dei consumi o una curiosità antropologica sul desiderio umano. "Si tratta più di un approccio antropologico" ci ha detto David J. Rosen, "una riflessione su come stiamo vivendo in un'epoca in cui non siamo mai stati così soli e separati. Questa tecnologia che tutti abbiamo, e che ci permette di vederci e parlare, ci costringe anche a restare a casa da soli e a non vedere altre persone. L'idea era di prendere una singola persona, che credo sia il membro più indaffarato e tormentato del pianeta, una madre single che lavora e si destreggia tra cento impegni, che a tarda notte cerca un contatto nell'unico modo possibile, il suo laptop, per trovare un po' di compagnia".
Un desiderio umano, lo spunto antropologico a cui si accennava, che porta a delle conseguenze e scaturisce in una deriva pericolosa e drammatica, che la porta a "cadere in uno scenario moderno in stile La finestra sul cortile. È da qui che è nato tutto. E poi vedere cosa succede a questa donna che ha contattato un sex worker, che magari non vuole raccontarlo in giro nonostante si trovi nei guai, e come si sviluppa l'intera vicenda."
Ricetta per un thriller perfetto: il bilanciamento tra tensione e commedia
E la vicenda si sviluppa tra mistero, sorprese, tensione e un tocco di ironia. Quanto è stato difficile bilanciare tutti questi elementi diversi, sia in fase di sceneggiatura che di regia? "In fase di scrittura avevamo una teoria precisa proprio per questo" ci ha detto Rosen, "penso sia molto rischioso provare a mescolare i generi, perché se sbagli... è come fare una torta: se non metti la dose giusta degli ingredienti corretti, la torta viene fuori strana. Quindi abbiamo deciso che la nostra Stella Polare sarebbe stata scrivere un thriller davvero, davvero solido. E poi popolare quel thriller con personaggi che fossero persone come noi: tipo 'tu sei molto arguto', 'lui è un po' sciocco' e 'lei è un po' tonta', inserendo persone reali in quelle situazioni. In questo modo la commedia sarebbe scaturita dai personaggi, mentre la spinta e la tensione sarebbero arrivate dalla trama. Questa era la nostra idea su come gestirlo."
E la torta, in Maximum Pleasure Guaranteed, è venuta fuori ben bilanciata e molto gustosa, come sta succedendo a tutte le recenti produzioni Apple che riescono a fondere generi diversi, da Margo ha problemi di soldi alla già citata Widow's Bay. "E aggiungo, dal punto di vista della regia" ci ha detto David Gordon Green, "che quando hai a disposizione un cast corale così straordinario, capace sia sul piano drammatico che su quello comico, puoi permetterti di fidarti di loro e lasciare che abitino i personaggi. A volte ti sorprendono persino sulla sfumatura di tono che decidono di tirare fuori dal cilindro per una determinata scena."
Il cuore pulsante di Maximum Pleasure Guaranteed
Ma c'è una scena in particolare che cattura quella che è l'essenza di Maximum Pleasure Guaranteed e quel che vuole raccontare? "Te ne dico una io" ci ha detto David J. Rosen, "penso che una scena emblematica sia nell'episodio 2, anzi, ce ne sono due nel secondo episodio. Paula è in macchina, è appena sfuggita all'assassino sulla scena del crimine ed è al telefono con il suo ex e sua figlia per capire dove siano finite le scarpe da calcio. Da un lato del telefono c'è un'ansia enorme, e dall'altro loro non hanno la minima idea del tipo di ansia con cui lei stia facendo i conti. Penso che il fulcro sia questo: una madre che si destreggia tra tutto, compreso l'omicidio."
E invece dal punto di vista della regia e della costruzione della messa in scena? "Dal punto di vista della regia, per qualche motivo mi viene in mente questo preciso momento in cui Paula sta cercando di aprire la portiera del furgone dopo aver lasciato la figlia a scuola, ma c'è un albero di mezzo. Amo i piccoli momenti come questo, che rappresentano un ostacolo del tutto mondano. Non è uno snodo fondamentale della trama, non è un grande colpo di scena, non è una fonte di enorme ansia o frustrazione: sono solo i piccoli muri contro cui continui a sbattere. Adoro uno show che sa accogliere queste vulnerabilità umane, queste assurdità quotidiane, intrecciandole in scenari complessi di tutti i giorni."
E il futuro? Ci sarà una stagione 2?
Con la serie attualmente in corso e la prima stagione che proseguirà fino a metà luglio, viene spontaneo chiederci se ci siano piani per il futuro, se la storia si potrà considerare conclusa dopo il primo ciclo di episodi o se abbiano lasciato qualche porta averta da poter sviluppare. "Penso... spero e prego che avremo una seconda stagione" ci ha detto ridendo David J. Rosen, "abbiamo decisamente lasciato le cose in modo che... come vedrai quando ci arriverai, alcune questioni troveranno una risposta soddisfacente, mentre altre diventeranno ancora più misteriose. E la speranza è di scriverne ancora. "